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Nascar – California, Harvick all’ultima curva dell’ultimo giro

Harvick mentre passa all'ultimo giro Johnson, fonte nascarmedia.com

Bandiera bianca: la Chevrolet #29 bianca, nera e rossa di Kevin Harvick ha già scavalcato nel giro precedente quel “cagnaccio” di Kyle Busch, che ha opposto una resistenza velleitaria, e ora si é incollata al paraurti di Jimmie Johnson sul rettilineo opposto alle tribune. A due curve dalla bandiera a scacchi, la spinta é sufficiente a scomporre quel tanto che basta la macchina dell’uomo di El Cajon, che é costretto ad alzare il piede, scegliendo di coprire la traiettoria interna. Harvick a quel punto si butta all’esterno e svernicia la fiancata destra della Chevrolet numero 48, piombando sotto la bandiera a scacchi con pochi decimi di vantaggio e realizzando in pieno il vecchio adagio secondo cui se devi condurre un solo giro in testa é meglio che sia l’ultimo, perché gli altri sono inutili.

Harvick piomba sul traguardo, fonte nascarmedia.com

Sono stati inutili, se non per le prospettive che offrono in vista dei prossimi impegni e per un punticino di bonus, i 151 giri condotti da Kyle Busch con Toyota #18 del Joe Gibbs Racing. Il pilota di Las Vegas ha dominato praticamente tutta la gara, accorciata quest’anno a 400 miglia (200 giri) nella speranza di ottenere un po’ di spettacolo su uno speedway che è tra i meno amati del circuito, ha già perso una delle due date in calendario nel 2010 e nonostante ciò ha visto ampi vuoti sugli spalti, per un pubblico stimato in circa 88.000 persone. Due sole bandiere gialle nella prima parte di gara hanno prodotto distacchi consolidati e duelli a distanza, con Busch che prendeva il largo davanti a Tony Stewart, avvantaggiandosi anche ai box in occasione delle soste in regime di bandiera verde.

A rompere le uova nel paniere all’alfiere del Joe Gibbs Racing, che per sua stessa ammissione ha un po’ perso, insieme al suo crew chief, il filo degli adattamenti del setup, ci hanno pensato due gialle nel finale, al giro 170 per un testacoda in curva 4 di Andy Lally e al giro 185 per una foratura all’anteriore destra che ha spedito Bobby Labonte dritto a muro. In occasione di quest’ultima interruzione i primi, tra cui Busch, Stewart, Harvick, Johnson, Bowyer Newman ed Edwards sono rimasti in pista, mentre gli altri, Kenseth in primis, entravano ai box.

Il finale concitatissimo ha visto soprattutto Stewart perdere terreno, fino a chiudere tredicesimo, mentre alle spalle dei primi tre ha chiuso Kenseth, davanti a Newman, Bowyer, Edwards, un ottimo Vickers, Kahne e il pole-sitter Montoya.

Proprio il pilota del Missouri, sulla Ford #99 del Team di Jack Roush ha conquistato la vetta della classifica provvisoria, che lo vede ora condurre le danze con 9 punti di vantaggio su un Ryan Newman costantemente molto veloce, 10 su un Kurt Busch un po’ sottotono e autore di commenti non proprio entusiasti sull’operato del Team Penske, 11 su Kyle Busch e 14 su Jimmie Johnson.

E ora rotta per Martinsville: prepariamoci alle scintille.

I tre contendenti per la vittoria a Fontana, fonte nascarmedia.com

Cosa abbiamo visto in California

Kevin Harvick – quindicesima vittoria in carriera nella massima serie per il pilota di Bakersfield, alla prima affermazione stagionale sia a livello personale che di team. É letteralmente sbucato dal nulla, approfittando della lotta tra Kyle Busch e Jimmie Johnson e regalando alla nascar il quinto vincitore diverso in altrettanti eventi. Il vincitore della regular season 2010 é tornato e lo ha fatto con stile, ricordando a tutti il bello di questo tipo di gare.

Brian Vickers – costantemente fra i primi, il pilota del North Carolina ha finalmente mostrato di essersi scrollato di dosso un po’ di ruggine, dopo i problemi di salute che lo hanno tenuto lontano dea le piste per quasi tutto il 2010. Bentornato Brian.

Clint Bowyer e Jeff Burton – finalmente qualche sprazzo dai due alfieri d del team RCR, forse stufi di farsi bastonare, in questo avvio di stagione, dall’ultimo arrivato, Paul Menard. La situazione non é esattamente rosea, soprattutto per il secondo, ma é presto per fasciarsi la testa.

Il caratterino di Kyle Busch – in una gara un po’ piatta, ci hanno pensato i Busch Brothers a regalarci delle perle radiofoniche da incorniciare. Kyle ha esordito addirittura al giro numero 1, quando ha indirizzato un commento velenoso a Denny Hamlin, reo di aver resistito al sorpasso, ringraziandolo per essersi dimostrato un compagno di squadra al giro 1, per poi tornare sull’argomento più tardi, chiedendo ironicamente una riunione del team dopo che Hamlin aveva opposto ulteriore resistenza. In un’altra occasione, sempre nel sorpassare Hamlin, si é lasciato scappare un “vieni qui micio micio” degno del miglior Tony Stewart.

Il caratterino di Kurt Busch – il fratellone non é stato da meno, prendendosela con il team e in particolare con gli ingegneri, colpevoli a suo dire di non ascoltare le impressioni del pilota e di preferire i dati del computer nella realizzazione degli assetti. Anche in questo caso non é mancato il sarcasmo, con uscite come “Per caso vi ho già detto che del sottosterzo?” e “Siamo il peggior team in assoluto quando si tratta di regolazioni durante la gara”. Saranno contenti in casa Penske.

Cosa non abbiamo visto in California

Jeff Gordon – ancora una gara sottotono per il quattro volte campione. Confinato stabilmente nelle retrovie, Gordon non ha proprio trovato il bandolo della matassa e si é dovuto accontentare di un diciottesimo posto che non sa di carne né di pesce. Un vero peccato, perché la #24 pareva aver imbroccato la strada giusta dopo Phoenix. Qualche ingranaggio ancora da oliare nel rapporto con il nuovo crew chief?

Joey Logano – comincio a preoccuparmi. Logano é inesistente dall’inizio della stagione e la venticinquesima piazza di Fontana non migliora certo la situazione, che lo vede addirittura ventinovesimo nella generale.

Denny Hamlin – questa volta é colpa del motore. Hamlin si ritira al giro 105, dopo essere stato in testa 15 tornate. Le prestazioni iniziali non erano male, ma la situazione comincia già a farsi preoccupante, specie in considerazione dei problemi tecnici che il Joe Gibbs Racing sta avendo fin dall’inverno.

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.