Prende forma il regolmento della United SportsCar Racing

Dopo molti mesi di dubbi, incertezze ed insinuazioni, finalmente l’International Motor Sports Association inizia a fare chiarezza attorno alla United SportsCar Racing (USCR), la categoria che a partire dal prossimo anno riunirà Grand-Am e American Le Mans Series. Sono state infatti annunciate alcune importanti linee guida per la definizione del regolamento della serie, ancora lontano dell’essere concluso ma con obiettivi ben precisi: prendere “il meglio dei due mondi” e raggiungere la massima chiarezza espositiva possibile.

La conferma arriva da Scot Elkins, capo operativo di IMSA e ALMS nonchè direttore tecnico della Grand-Am. “Ci stiamo muovendo con calma ma con grande chiarezza, cercando di far confluire nella USCR il meglio dei due campionati che in essa si fonderanno“. Una dichiarazione che ricorda parzialmente quanto annunciato pochi giorni fa da Steve O’Donnell, il quale asseriva che la NASCAR si sta muovendo proprio nella direzione della trasparenza dei regolamenti. In futuro essi verranno pubblicati sul sito web ufficiale della compagnia ed è facile immaginare come il “nuovo corso” intrapreso dalla dirigenza NASCAR (che ricordiamo essere licenziataria della Grand-Am) possa aver influito sul modus operandi dell’IMSA.

Entrando nello specifico, sono già molti i campi toccati dalle prime norme stilate.

LE CLASSI

Prototypes (P). La classe P unirà le P2 e la DeltaWing dell’ALMS ai Daytona Prototypes della Grand-Am, mentre vengono eliminate le vetture P1. Questa categoria presenta una grande difficoltà, ossia quella di equilibrare le prestazioni di mezzi piuttosto differenti tra loro, e gli organizzatori hanno cercato di venirne a capo con interventi più ridotti possibili per contenere i costi. Le P2 seguiranno i regolamenti ACO e avranno (come anche i DP) restrittori appositamente studiati, per ridurre la portata d’aria al motore e livellarne la potenza. Per tutte e tre le vetture, infine, sarà concesso l’utilizzo di cambio a sei marce con leve al volante.

Prototype Challenge (PC). La categoria PC, fiore all’occhiello dell’ALMS rimarrà intatta in quanto ritenuta un perfetto compromesso tra velocità e spese ridotte.

GT Le Mans (GTLM). Per la gioia di molti appassionati la classe GT dell’ALMS non subirà alcun cambiamento e manterrà le specifiche odierne. L’unica modifica, improntata alla sicurezza, riguarda l’introduzione di due reti attorno al sedile nel tentativo di diminuire il più possibile il movimento del pilota in caso di incidente.

GT Daytona (GTD). Eliminata la divisione GX, le derivate di serie della Grand-Am sopravvivono in una categoria che dovrebbe rivelarsi meno prestazionale della GTLM. Le norme tecniche non saranno molto dissimili rispetto a quelle attuali ma sarà obbligatorio l’utilizzo di restrittori all’aspirazione e di un’alettone posteriore regolamentato, con l’obiettivo di rendere le vetture GTD non troppo lontane dalle altre classi mantenendo costi il più possibile bassi. In questa categoria potranno essere ammesse anche auto conformi al regolamento FIA GT3, ovviamente con piccole modifiche mirate ad equilibrarne le prestazioni.

Tutte le macchine, ad eccezione delle PC, dovranno utilizzare un sistema di acquisizione dati comune che sarà possibile attivare ad ogni pit stop. Come già accade in ALMS ogni classe dovrà utilizzare un colore diverso per i pannelli (retroilluminati) contenenti il numero di gara; inoltre, per rendere ancora più comprensibile allo spettatore lo svolgimento della gara, ogni vettura sarà equipaggiata con delle “leader lights”, ovvero delle luci dello stesso colore del pannello portanumero che si accendono in caso di leadership nella propria classe.

I PILOTI

I piloti verranno classificati in quattro differenti divisioni secondo criteri dettati direttamente dalla FIA, come già avviene, ad esempio, nel WEC. L’IMSA, tuttavia, si riserva di poter scegliere anche piloti che non fanno parte di queste quattro categorie in base alle loro prestazioni.

PLATINUM. I piloti “platino” sono coloro che hanno ottenuto esperienza e successi ai massimi livelli del motorsport e hanno meno di cinquantacinque anni. Tra le categorie nelle quali un platinum driver può aver corso con risultati di rilievo figurano Formula 1, WEC (LMP1 o GTE Pro) e 24 Ore di Le Mans, DTM, CART/Champ Car, IndyCar, Grand-Am (Daytona Prototypes), ALMS (P1 o GT) e NASCAR (Sprint Cup, Nationwide e Camping World Truck Series).

GOLD. Vengono classificati come piloti “oro” coloro che soddisfano le richieste per essere Platinum ma hanno un’età compresa tra cinquantacinque e cinquantanove anni oppure professionisti o semi-professionisti con meno di cinquantacinque anni che hanno maturato esperienze in alcune serie nazionali o internazionali per monoposto o vetture monomarca.

SILVER. I “silver drivers” sono potenziali Platinum ultra-sessantenni, piloti Gold con un’età compresa tra cinquantacinque e cinquantanove anni o piloti amatori sotto i sessant’anni che hanno vinto gare in campionati nazionali o internazionali insieme a professionisti, oltre che campioni di serie selezionate come, ad esempio, Lamborghini Super Trofeo o Ferrari Challenge.

BRONZE. Ai criteri “bronzo” rispondono quegli amatori che hanno ottenuto la loro prima licenza oltre i trent’anni di età, con esperienza ridotta o nulla in monoposto o derivate dalla serie. Sono Bronze, inoltre, coloro che soddisfano i criteri “argento” ma hanno oltre sessant’anni.

PRATICHE IN PIT LANE E PADDOCK

Le soste i box potranno essere svolte da un massimo di sei meccanici e includere contemporaneamente sostituzione del pilota, cambio gomme (con un massimo di due pistole permesse) e rifornimento. Tutte le vetture saranno dotate di ruote con un unico punto di ancoraggio al mozzo, mentre le taniche di carburante dovranno essere montate su carrelli mobili e non eccedere i limiti dell’area di sosta designata. Tute ignifughe saranno obbligatorie per ogni persona che opera nella corsia box o che maneggia combustibili.

Nel paddock ogni team riceve uno spazio massimo consentito e tutto il materiale deve rimanere confinato in esso. Le strutture non potranno superare i tredici piedi di altezza (antenne per le comunicazioni radio escluse).