Slingshot – Il diario di Davide Amaduzzi: NWES Le Mans Finals report

Un weekend terribile. Non ci sono altri termini. E il crash di Gara 2 ha un po’ messo in ombra tutti i problemi, i guai e gli errori che abbiamo subito e commesso. Con qualche dolore di troppo alla schiena, devo quasi sforzarmi per pensare a tutto il weekend e nemmeno ne ho una gran voglia, perché la testa ha già fatto click. Il 2013 e’ finito. Non bene, ma è finito ed è già dimenticato. Domani siamo nel 2014, però per un ultima volta ripercorrerò con voi e per voi il fine settimana di Le Mans della NASCAR Whelen Euro Series.

Venerdì

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Con il report che state leggendo inizia una rubrica con cui Davide Amaduzzi ci racconterà i suoi impegni nella NASCAR e non solo, andando ad aggiungersi all’ormai celebre “Ringhio di Sini”.

Potete rivolgere domande a Davide scrivendo a info@motorsportrants.com

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Si comincia venerdì con le libere. Piove, anzi diluvia. Entro in pista per la Divisione Elite per alcuni giri di controllo del primo assetto base. Non abbiamo grande trazione, ma è solo l’inizio, quindi no problem. Dopo il cambio pilota, il mio compagno Renzo, che guida nella Divisione Open, è  uscito di pista rimediando alcuni danni che ci hanno abbligati allo stop. Nella seconda sessione è arrivato poi un problema elettrico a impedirci di lavorare al meglio.

Sabato

Nelle qualifiche un raggio di sole ci trae in inganno e all’ultimo secondo optiamo per un assetto da asciutto. Peccato che appena scendiamo in pista per i giri di qualifica comincia il diluvio. Ci provo con tutte le forze, ma alla fine sono solo tredicesimo.

In Gara 1 commettiamo un errore enorme ,alla rovescia rispetto alla mattina. E’ asciutto, totalmente, ma mentre entriamo nel giro di schieramento comincia a piovere forte nella parte opposta del tracciato. Sulla griglia scende qualche goccia e la gara viene data bagnata. Si possono cambiare le gomme e noi lo facciamo. Parto in 13esima posizione, ma la pioggia non cade più. Zero assoluto. Gli altri hanno mantenuto le slick e mi sento un idiota totale. Dentro l’abitacolo faccio la danza della pioggia e nei primi due giri recupero fino a P6, poi però la pioggia non arriva e le mie rain cominciano ad andare in crisi. Perdo un paio di posizioni e mi fermo ai box per mettere le slick. Gara compromessa, ma ripartiamo. Dopo qualche giro si ripresenta il problema elettrico del sabato ed è ritiro…

Arriva la gara Open del mio compagno. L’auto sembra ok, ma Renzo viene tradito da un tappeto artificiale esterno al cordolo e impatta duramente. L’auto è da ricostruire. Da giovedì i ragazzi del team T-Engineering stanno lavorando a ritmi serratissimi e ora li attende una prova immane per darmi la possibilità di correre l’ultima gara Elite della stagione della NASCAR Whelen Euro Series.

Domenica

Con una temperatura vicina agli zero gradi centigradi, fanno il miracolo. Alla mattina l’auto è pronta e l’unico dubbio sono le prestazioni, perché ricostruire un’auto in pista è sempre una cosa difficilissima. Sento che possiamo far bene e mi viene il dubbio di non sentirci bene. Magari devo andare a farmi controllare l’udito!

Scherzi a parte, nel giro di allineamento percepisco giusto qualche vibrazione ma chissenefrega: siamo pronti! Ci presentiamo sul traguardo ed è semaforo verde! Ci lanciamo verso la Dunlop, trovo un varco e mi infilo! Ne passo diversi, ma davanti a me due vetture si toccano. Mi allargo, trovo anche il varco per evitarle. Un’altra vettura si gira mentre in 4 tagliamo la chicane per evitare il mucchio. Io la vettura che si gira e si ferma la vedo. Nella mia testa l’ho già evitata e penso che abbiamo fatto un bel balzo in avanti, solo che in una frazione di secondo una vettura, che probabilmente sta galleggiando senza controllo sulla ghiaia interna, mi centra sul lato destro sparandomi contro la macchina ferma.

L’impatto è violentissimo, ma sopratutto inaspettato.  Io mi fermo all’istante, avverto subito dolore dalla mano alla schiena. Una sciabolata elettrica fino al coccige. Mi portano fuori a traino e l’auto è di nuovo distrutta nella parte anteriore. Provo ugualmente a rimettere in moto, anche se mi fa male un po’ tutto, ma non ne vuole sapere. Scendo dolorante. Mi controllano. A caldo mi sento abbastanza bene, ma a freddo le cose cambieranno in po’, ma nulla di grave.

In quel momento mi passano nella mente tante cose, ma una su tutte. Non sono riuscito a ripagare i ragazzi del team del tanto lavoro fatto, della notte insonne al lavoro era stata passata per me. Grazie alla loro passione io ero allo start. E’ stato un finale di stagione davvero duro. Un impegno profuso che rasenta il maniacale per non raccogliere nulla. Tanto lavoro gettato al vento in poche centinaia di metri dal verde alla Dunlop.

Non è tempo di bilanci stagionali, che comunque sono tutt’altro che negativi. A cominciare dal fatto di aver conosciuto un team di folli appassionati come il T-engineering.  Ora ho solo voglia di voltare pagina. Di chiudere il libro del 2013 e di aprirne uno nuovo per scriverci sopra qualcosa di importante.

Queste sono le ultime righe con ricordo Le Mans 2013. E’ una cosa passata, cancellata. Da domani è 2014!

Davide Amaduzzi

Credits Foto: NASCAR Whelen Euro Series / Stephane Azemard