Slingshot – Ritorno vincente in GT per Davide Amaduzzi

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Ritorna il diario di Davide Amaduzzi, che ci racconta, come sempre a modo suo, la vittoria di sabato in Coppa Italia di sabato sera, al volante della Ferrari 458 GT Cup della Scuderia La.Na.

Ciao a tutti e ben tornati all’appuntamento con il mio diario!

Quello scorso è stato un week end quasi perfetto. Quando si cambia, quando si torna a fare qualcosa che si è già fatto, quando ci si arriva dopo avere percorso una strada di successi altrove, si rischia di dare tante cose per scontate, come se tutto fosse più facile. In realtà non è così. La chiamata della scuderia La.Na. per tornare al volante di una Ferrari in occasione della gara di Coppa Italia ad Adria non aveva nulla di scontato e, almeno all’inizio, nulla di perfetto.

Deciso tutto all ultimo, la macchina non l’avrei provata prima delle libere del sabato. E io cosa decido di fare di così bello tra giovedì e venerdì? Decido di beccarmi una bella botta di aria condizionata e di farmi venire la tonsillite e la febbre a 40! Un genio! Nella notte preso dalle convulsioni da febbre da cavallo, mando un sms a Nattoni, uno dei boss della La. Na. , con scritto “Sono devastato. Non so se riesco”.  La sua risposta – “Cerca di farcela!” mi faceva capire subito che non credeva possibile che io mollassi.

In teoria non l avrei pensato nemmeno io, ma davvero non stavo in piedi. Figuratevi guidare! Parto per Adria e già il viaggio è particolarmente duro. Mi imbottisco di medicinali per abbassare la febbre, arrivo in pista e Nattoni mi viene incontro dicendomi: “Ah! Non hai proprio una bella faccia! (grazie, lo sapevo anche da solo). Ok, se ti metti la tuta fai 5 giri subito solo per rodare i freni”. Lì per lì penso che sia matto, però in effetti se il giorno dopo devo collassare in auto, forse è meglio collassare subito.

Ok. Mi preparo. Mi vesto e salgo. La febbre c’è sempre ma appena mi stringono le cinture e accendo il motore della 458 mi sento meglio. Provo a deglutire, ma niente. La gola fa ancora un male cane! Ok vai. In pista. Qualche giro per rodare i freni. Poi alla fine anche uno mezzo tirato, così per avere sensazioni, per capire la mia nuova bambina cosa può darmi e cosa io necessito da lei. Bella sensazione. Rientro ai box e mi rendo conto che in 5 giri ho sudato come in una 24 ore. Solo in quel momento penso che non sto bene, ma io in realtà sto benissimo. Scendo dall’auto ed è come se mi staccassero una spina collegata alla macchina, va subito peggio. Tutto ok, corro in hotel che devo dormire. O perlomeno provarci, perché domani sarà dura. Molto.

Passo una nottataccia, ovviamente. Arrivo in pista che almeno la febbre è un po’ calata. Sarà che i 5 giri hanno fatto più delle medicine? Mi preparo per le libere.

Mentre mi vesto sento che non sto bene per niente. Ma ricordo la sensazione di ieri. Chissà se funziona ancora. Allora salgo in macchina e… mi sento bene di nuovo. Questa volta mi evito la prova deglutizione. Parto per  le libere con le slick e un asfalto un po’ viscido e arriva il primo tempo su 23 auto., seppur con gomme piuttosto usurate. La macchina ha un filo di sottosterzo, ma è ottima. Al box scendo e scollego quello che a questo punto riconosco come un qualcosa simile a un cordone ombelicale tra me e la mia compagna a 4 ruote.

Sono pronto per le qualifiche, questa volta con gomma nuova. Pochi giri e tanto traffico, ma faccio la pole. Non è scontato, perché siamo in 4 in soli 6 decimi. Magari non ho fatto il meglio in mezzo a troppe vetture incontrate nei miei giri veloci, ma non è affatto scontato. Dopo essermi staccato da lei, ho diverse ore per riposare e recuperare, solo che nel frattempo viene giù il diluvio. Ma sì – mi dico – tanto non conoscevo la macchina con l’asciutto , figurati con la pioggia.

In realtà prima della gara asciugherà un po’, ricreando la peggiore delle condizioni possibili: dover correre con le slick sull umido.

Ok. Andiamo a giocare col fuoco. Allo start da fermo la mia Ferrari tentenna un po’. Povera, lei non è fatta per partire da ferma, a lei piace lanciarsi!  Perdo una posizione a favore di Giannoni, che con la sua Porsche 997 GT Cup parte a razzo. Io cerco di passarlo all’esterno, ma non mi riesce. Comincio ad attaccare ovunque e la macchina scivola sulle zone bagnate mentre ho ancora le gomme fredde, ma devo passare subito al comando. Devo!

Al secondo passaggio lo attacco e lui chiude. Gara dura. Il giro dopo commette un errore al tornantino e lo infilo. Prendo subito un margine di 5-6 secondi e poi gestisco fino alla fine. Per modo di dire, perché con queste condizioni di pista sempre concentrazione totale. Vinciamo. Io e la scuderia La. Na. al ritorno in pista insieme. Al ritorno in GT. Al ritorno su una Ferrari. Mi fermo al parco chiuso. Festa e abbracci da tutti e mi accorgo dopo un attimo di essere sceso dall’auto. Ho staccato il cordone che ci unisce, ma mi accorgo di stare bene.

Non sento più febbre. Deglutisco e… zero! Non mi fa più male! I muscoli e le ossa indolenziti e doloranti per la febbre non ci sono più. La mia Rossa a 4 ruote non mi ha dato solo una vittoria. Mi ha guarito completamente!  Cosa non fa l’adrenalina… Allora speriamo di rivederci presto su altri palcoscenici. Ma questa volta niente aria condizionata!!!

Davide Amaduzzi

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