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Sprint Cup – finalmente Kurt Busch mette tutti in riga

Kurt Busch si è finalmente imposto, dopo un serie di buone prestazioni nelle ultime gare, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Visto lo stato di forma, per Kurt Busch era solo una questione di tempo. La prima vittoria per lui nel 2011, la numero 23 in carriera, è arrivata domenica all’Infineon Raceway di Sonoma, California, nel modo migliore, con un dominio totale: 76 giri in testa su 110, una strategia vincente e un passo a gomme usurate a cui nessuno è stato in grado di replicare.

Il pilota della Dodge #22 del Penske Racing è scattato dall’undicesima posizione ed ha rimontato subito, a suon di sorpassi, fino alla testa della corsa in appena 13 giri. Mentre tutti i rivali si fermavano per la loro prima sosta ai box, Busch ha proseguito, mostrando un ritmo inattaccabile, soprattuto a coperture usurate, cosa che gli ha permesso di gestire al meglio la strategia di gara, che lo vedeva inizialmente orientato a fare soltanto due soste, così come il compagno di team Brad Keselowski, contro le tre o quattro che avevano programmato i principali rivali.

Il campione 2004 dell’allora Nextel Cup ha abbandonato la leadership solo in occasione dei passaggi in pit-lane, presentandosi in prima posizione anche in occasione dell’ultimo restart, al giro 91, in occasione del quale ha guadagnato subito un margine di sicurezza su chi lo seguiva, tagliando il traguardo con oltre due secondi di vantaggio su Jeff Gordon, che ha sopravanzato un Carl Edwards molto calcolatore al tornante, durante l’ultimo giro. Entrambi hanno sfruttato una buona strategia, che li ha visti restare in pista con gomme usurate nel finale. per guadagnare quelle posizioni che avevano fatto fatica ad ottenere in pista e soprattutto il pilota della Ford #99 si è detto molto fortunato, visto il ritmo poco competitivo mostrato nelle libere, che lo aveva indotto a rinunciare alla gara di Road America della Nationwide Series.

Jeff Gordon ha agguantato la seconda piazza all'ultimo giro, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Al quarto posto ha chiuso un arrembante Clint Bowyer, che ha guadagnato 15 posizioni negli ultimi 19 giri, seguito da Marcos Ambrose e dal poleman Joey Logano. Alle loro spalle si sono piazzati un buon Jimmie Johnson, Martin Truex Jr, vittima di una toccata da parte di Denny Hamlin nelle fasi iniziali della gara che gli aveva fatto rivivere la delusione patita nel 2010. Kevin Harvick e Brad Keselowski hanno chiuso la top-10.

E’ stato uno di quei giorni incredibili in cui avevamo un piano e non l’abbiamo messo in discussione, pensare di arrivare al traguardo con due soste è stata una cosa molto ‘vecchia maniera’. Con il ritmo che calava bruscamente come abbiamo visto nelle libere, ci voleva una prestazione perfetta per essere sicuri che potessimo mantenere i nostri tempi durante il run in modo da farcela con due soste e non doverci preoccupare degli pneumatici oltre che della benzina” ha detto Kurth Busch in conferenza stampa “I ragazzi hanno fatto i calcoli alla grande, Risparmiare carburante è una cosa, ma avere la Shell sul cofano è un’altra. […] La macchina si è guidata da sola. Devo ringraziare tutti i miei ragazzi.”

In classifica generale, Carl Edwards torna ad allungare, portandosi a 25 punti di vantaggio su Kevin Harvick. Jimmie Johnson risale al terzo posto, a 33 lunghezze dalla vetta e Kurt Busch guadagna la bellezza di tre posizioni, attestandosi un punto dietro al cinque volte campione, al quarto posto, davanti a Kyle Busch, undicesimo a Sears point e Matt Kenseth. Scende, forse più del previsto, Dale Earnhardt Jr., afflitto da problemi di surriscaldamento al motore che lo hanno relegato in quarantunesima piazza, che ora è settimo. Salgono all’ottavo e nono posto Clint Bowyer e Jeff Gordon, il quale torna nella top-10, davanti a Ryan Newman, soprattutto ai danni di Denny Hamlin e Tony Stewart. Hamlin dalla sua ha una vittoria che lo colloca in vantaggio per la wild card, mentre Stewart a questo punto ha decisamente bisogno di una vittoria per rilamciare le proprie ambizioni e mettere un’ipoteca su un posto in Chase, visto che gli altri vincitori di questo 2011 sono tutti oltre la ventesima posizione, a partire da Brad Keselowski, che occupa la ventiduesima piazza.

La Toyota di Brian Vickers dopo la toccata rifilata a Stewart, Credit: Tom Pennington/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Sonoma

Penske Racing – dai e dai le tirate di Kurt Busch, che anche in Michigan non aveva mancato di apostrofare in modo poco garbato macchina, team e proprietario, evidentemente hanno sortito l’effetto voluto. I cambiamenti tanto auspicati dal pilota hanno prodotto risultati in crescendo, che dovrebbero garantire almeno a Kurt un posto nella Chase. Ora bisognerà vedere se sapranno mantenere l’inerzia e Daytona sarà già un test probante.

Beating and banging – Il circuito di Sonoma si presta decisamente, specie nelle fasi finali della gara, quando gli animi sono più caldi e i contatti non sono mancati nemmeno quest’anno, Logano e Kenseth, Montoya e Kahne, Vickers e Stewart, Hamlin e Truex, Montoya e Kyle Busch sono solo alcune delle coppie di piloti che sono arrivati ai ferri corti in California.

Brian Vickers & Tony Stewart – giro 39: nell’incidente che ha scatenato la seconda gialla Brian Vickers sceglie la traiettoria interna al tornante, anche per evitare di incocciare in qualche altra vettura, mentre Tony Stewart lo tocca di proposito al posteriore perché reo, a dire del pilota della Chevrolet #14, di avergli bloccato la strada nelle fasi iniziali della gara. Giro 88, Brian Vickers aspetta Stewart in prossimità del tornante, si fa sopravanzare e lo tocca al posteriore sinistro, mandandolo con mezza macchina sopra le barriere di gomme all’esterno della curva e ponendo praticamente fine alla buona gara del quarantenne dell’Indiana. Fantastiche, in pieno spirito NASCAR, le dichiarazioni di entrambi nel dopo-gara, quando tutti e due hanno detto di aver fatto apposta ma che la cosa sarebbe finita lì e che non avrebbe cambiato i loro buoni rapporti fuori dalla pista.

Montoya è stato protagonista di diversi contatti a Sonoma, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Cosa non abbiamo visto a Sonoma

Marcos Ambrose & Juan Pablo Montoya – erano i grandi favoriti ma si sono visti poco. Ambrose è stato più concreto e ha messo in cascina un discreto quinto posto, persino meglio di quanto si profilava all’orizzonte, a detta del pilota. Montoya invece si è fatto notare più che altro per le frequenti toccate che lo hanno visto protagonista, dettate forse dalla foga di cogliere un risultato in un circuito favorevole. Il pilota colombiano è stato criticato per aver lasciato poco spazio, anche nelle fasi iniziali della gara, ai rivali in fase di sorpasso. Ne hanno fatto le spese Kyle Busch e Kasey Kahne, mentre Brad Keselowski ha restituito il favore, mandandolo in testacoda. Entrambi i grandi specialisti degli stradali ora guardano al Glen, dove nel 2010 hanno lottato con il coltello fra i denti e dallo scontro era uscito vincitore Juan Pablo Montoya.

Denny Hamlin – sembrava il più efficace dei piloti del Joe Gibbs Racing ed era anche riuscito a prendere il comando delle operazioni prima che il tornado Kurt Busch travolgesse tutti, ma Denny Hamlin è stato afflitto da un problema al supporto della track bar alla posteriore sinistra, che lo ha obbligato ad una riparazione piuttosto lunga. Alla fine della giornata il pilota della Toyota Camry #11 ha rimediato un trentasettesimo posto che ha leggermente stoppato la sua rincorsa ai vertici della classifica.

Robby Gordon – reduce da un secondo posto veramente maiuscolo nel 2010, nonostante i fondi decisamente ridotti rispetto ai top team, Robby Gordon domenica ha rimediato un anonimo diciottesimo posto. Il quarantaduenne californiano si è scagliato duramente contro la Goodyear, rea a suo dire di fare figli e figliastri. Nelle fasi finali della gara, Gordon ha avuto a che fare con un set di gomme che non rendeva al meglio e ha chiesto al suo team di procurarsi un nuovo set di gomme. Gli è stato risposto che non era possibile e che si sarebbero dovuti accontentare dei set che la Goodyear aveva assegnato loro. “C’è una grossa differenza nelle gomme” ha detto Robby, alludendo al fatto che i top-team avrebbero a disposizione lotti di pneumatici più recenti “ad alcuni vengono dati codici nuovi, ad altri codici vecchi. E questo è sbagliato”.

Stay tuned!

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.