La NASCAR Sprint Cup Series torna in Michigan, casa delle tre principali marche automobilistiche americane, per la prima gara stagionale sul Michigan International Speedway, la Quicken Loans 400, 15esima delle 36 gare del calendario. Ad aggiungere incognite al pronostico ci pensa un nuovo asfalto, che ha fatto schizzare le velocità nelle prove oltre le 200 miglia orarie.
Il circuito
Lungo due miglia e dalla classica forma a D, il Michigan International Speedway, con i suoi lunghi rettilinei (3600 piedi il frontstretch e 2242 il backstretch) e le cruve inclinate di 18°, è una pista molto veloce, come testimonia il record in qualifica di 194.232 miglia orarie, stabilito da Ryan Newman nel 2005. Si colloca a metà strada tra il classico ovale cookie-cutter ed un vero e proprio superspeedway alla Talladega. Le quattro curve si possono percorrere praticamente in pieno in qualifica, mentre in gara è opportuno modulare l’acceleratore per preservare le gomme e sfruttare le scie per non perdere terreno sui lunghi rettilinei.
Situato in una proprietà di oltre 1400 acri nel sud-est del Michigan, lo speedway è stato costruito a partire dal 1967 e ha ospitato la prima gara il 15 giugno del 1969, vinta dal neo hall-of-famer Cale Yarborough, organizzando poi due eventi ogni anno, tranne il 1973 in cui si tenne una sola gara,fino ad oggi.
Tra i pluri-vincitori David Pearson, con 9 successi, precede Cale Yarborough, fermo a quota 8 e Bill Elliot, terzo con 7 affermazioni; il primo pilota in attività ha vinto 5 volte e si tratta di Mark Martin, che precede Biffle, Edwards, Kurt Busch Jeff Gordon, Ryan Newman e Matt Kenseth, tutti a quota 2. Tra gli owners invece i Wood Brothers contano 11 successi, alla pari con Jack Roush, mentre Melling li segue distanziato con 7 affermazioni. La gran parte delle vittorie, 65 su 84, sono andate a piloti che partivano dalle prime 10 posizioni, anche se dagli anni novanta si sono verificate più rimonte, come quella di Carl Edwards nel 2008, che partiva dalla ventisettesima posizione, o quella di Mark Martin, che nel 2009 si è imposto scatttando dalla trentaduesima piazza.
I vincitori recenti sono stati Kyele Busch e Denny Hamlin nel 2011, ancora Denny Hamlin e Kevin Harvick nel 2010, Mark Martin e Brian Vickers nel 2009 e Dale Earnhardt Jr. e Carl Edwards nel 2008.
Il setup
L’aerodinamica è importantissimo al Michigan Iternational Speedway e tutti adotteranno un setup che consenta di viaggiare il più possibile vicino all’asfalto, anche a costo di strisciare leggermente lo splitter anteriore con il pieno di benzina. E’ fondamentale poter sfruttare diverse traiettorie, in modo da districarsi nel traffico, per cui si preferisce una vettura tendenzialmente sovrasterzante. Vedremo i piloti cercare di volta in volta la “linea” più veloce, variando molto il loro modo di affrontare le curve, nel tentativo di compensare i difetti della vettura o di sfruttare al meglio le condizioni mutevoli del tracciato. Il nuovo asfalto dovrebbe tendere a limitare le traiettorie disponibili all’inizio della gara, per poi gommarsi e far emergere almeno due groove.
La strategia
Come su tutti i tracciati a forte componente aerodinamica, la posizione in pista sarà decisiva, soprattutto nel finale. Questa volta però le gomme costituiranno una variabile particolarmente delicata per i team. La prima metà di corsa sarà probabilmente dedicata ad affinare il setup in condizioni di gara con le nuove coperture portate ieri da Goodyear in tutta fretta. Cambiare due gomme potrebbe essere tanto un pericoloso azzardo, quanto una mossa vincente da tentare nel finale. Tendenzialmente in Michigan non si vedono molte bandiere gialle, per cui una buona gestione del carburante potrebbe trasformare una giornata mediocre in una vittoria, ma occhio anche alla tenuta dei motori, sottoposti ad un pesante stress dalle velocità molto elevate di questi giorni.

I Favoriti
Come per la gara di Pocono, il nuovo asfalto potrebbe scombinare i valori in campo, facendo emergere un vincitore a sorpresa dalle 400 miglia della Quicken Loans 400, che si preannuncia molto incerta.
Stando ai valori degli ultimi anni, le vetture più competitive dovrebbero essere le Ford del Roush Fenway Racing, nonostante le Toyota del Joe Gibbs Racing abbiano portato a casa le ultime gare disputate sul tracciato. I piloti con un driver rating superiore a 100 sono quattro, e ben tre guidano una macchina di Jack Roush: si tratta nell’ordine di Greg Biffle e Carl Edwards, appaiati a 106.5, Jimmie Johnson, a quota 105.6 pur non avendo mai vinto al MIS, e Carl Edwards, con 104.7.
Se Greg Biffle detiene la miglior posizione media in gara, con 8.6 e il maggior numero di giri nel top-15, ben l’84.2% di quelli percorsi, Carl Edwards vanta la miglior costanza di risultati, con una posizione media di 8.1 al traguardo. Biffle ha vinto due volte in Michigan, con l’aggiunta di 10 top-10, mentre Edwards a due vittorie può affiancare 12 top-10. Una sfida decisamente equilibrata che potrebbe essere decisa dalla posizione di partenza decisamente arretrata di Edwards, che scatterà dalla 41esima piazza.
Più complicato il discorso per Johnson, che pur avendo percorso il maggior numero di giri in testa (461), dovrà impegnarsi in una clamorosa rimonta se vuole sfatare il suo tabù personale al Michigan International Speedway, visto che il team Hendrick ha deciso di sostituire il motore della Chevy #48 dopo la sessione di libere di ieri, obbligando il cinque volte campione a prendere il via dal fondo dello schieramento.
Gli altri pretendenti alla vittoria saranno comunque molti, facendo presagire una gara dal risultato molto incerto. Si parte da Denny Hamlin e Kyle Busch, rispettivamente due e una vittoria sul tracciato, ma non si può escludere il vincitore della gara Nationwide di ieri, Joey Logano, attualmente in grande forma. Tra le Toyota attenzione anche a Mark Martin, che qui ha vinto cinque volte.
Tra le Chevrolet occhio a Jeff Gordon, e Tony Stewart, ma anche a un Dale Earnhardt Jr. che punta a interrompere la sua striscia negativa proprio sulla pista che lo vide imporsi per l’ultima volta nel 2008. Se cerchiamo delle sorprese, potremmo trovarle in Kurt Busch, due volte primo al MIS, e nel duo del Richard Petty Motorsports, che può contare su un Mike Ford che qui ha già vinto al fianco di Denny Hamlin.
Una gara quantomai incerta ci attende.
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