Davide Amaduzzi pronto al ritorno in gara all’Hickory Speedway per la Fall Classic

Per Davide Amaduzzi è arrivato il momento di trarre un bilancio di questa stagione di apprendistato nella NASCAR, trascorsa ad effettuare il maggior numero di test possibile al volante della Chevrolet Impala OPM #11 del Lee Faulk Racing per accumulare l’esperienza necessaria per affrontare al meglio la sua nuova carriera americana.

Quale miglior esame per il pilota bolognese della Fall Classic, gara di chiusura del calendario delle Limited Late Models all’Hickory Speedway, una prova sulla distanza di 100 giri dell’ovale da 0.363 miglia della Carolina del Nord. L’evento, in programma per sabato  27 ottobre, attirerà moltissimi iscritti tra i migliori rappresentanti della categoria.

“Davide ha fatto grandi progressi, mirati ad essere un pilota più a tutto tondo nel corso degli ultimi test” ha detto Michael Faulk, vice presidente del team. “Quello che mi ha davvero impressionato è la grande capacità di adattarsi ad un nuovo circuito che ha mostrato a Greenville. Gli ci sono voluti meno di 30 giri per perfezionare le sue linee ed è andato molto forte alla sua prima volta su un circuito difficile. Davide deve ancora imparare molto ma questo è il motivo per cui stiamo lavorando con lui il più possibile, per essere sicuri che sia preparato al meglio per la prossima gara all’Hickory Motor Speedway”.

Dopo un esordio tutto sommato positivo nel mese di maggio, in cui aveva puntato più che altro a prendere confidenza con l’atmosfera della gara e a portare la vettura tutta intera al traguardo, Amaduzzi si ripresenta con molte più miglia alle spalle — gli ultimi due test si sono svolti all’inizio del mese a Greenville e proprio a Hickory — e con degli automatismi perfezionati, che dovrebbero permettergli di adottare un atteggiamento più aggressivo in corsa.

“Arrivo con molte più miglia all’attivo e ho acquisito la consapevolezza del tipo di guida che queste vetture richiedono sugli ovali” ha detto Davide. “Sinceramente non saprei dire se posso puntare a un posto nei primi dieci, nei primi cinque o nei primi quindici, però sicuramente, mentre prima non avevo aspettative, ora so di poter mantenere un certo ritmo e darò il 100% per ottenere una posizione soddisfacente”.

Non si diventa piloti adatti alle stock-cars da un giorno all’altro, e Davide è certo di aver scelto la strada giusta, quella dell’umiltà e dell’apprendimento, e di poter dare il giusto avvio alla sua nuova carriera con una prova che faccia da viatico ad un 2013 improntato su un maggior numero di gare.

“Il 2013 sarà un anno di corse. Non ci sono dubbi.” ha dichiarato Amaduzzi. “Ho fatto un anno di gavetta e di impegno totale per imparare le corse su ovale, ma il prossimo anno io e il team vogliamo raccogliere i frutti del lavoro fatto, fare esperienza in gara e riuscire a raggiungere una posizione importante nelle Late Models”.

L’appuntamento è dunque per la notte tra sabato e domenica. In bocca al lupo Davide!

Stay Tuned!

 

Q&A con Davide Amaduzzi

Come giudichi la tua preparazione dopo gli ultimi test ?

“Il lavoro che abbiamo svolto negli ultimi test ha portato a chiudere il cerchio di quello che era nostro programma. Ho preso la consapevolezza della tipologia di guida. Il ritmo è buono e riesco a mantenerlo per tutte le sessioni, per cui continuiamo a lavorare in questa direzione. La fase su cui non posso lavorare nel corso dei test, ma che dovrò affrontare direttamente in gara, è quella del traffico. Sarà comunque una gara molto molto complicata, perché l’Hickory Motor Speedway è considerato uno degli ovali corti più difficili negli Stati Uniti e in una gara del genere, con molte macchine in pista, non potrà che essere problematica per quanto riguarda il traffico. Mi presento comunque piuttosto tranquillo, perché sono soddisfatto di quello che abbiamo fin fatto finora e non è più tutto nuovo per me. Il fatto che la Fall Classic sia una finale nazionale farà si che tutti siano ancora più ‘cattivi’, ma questa volta dovrò essere cattivo anch’io, e a dire la verità mi sono anche stancato di fare il bravo.”

Hai acquisito gli automatismi necessari a poterti focalizzare su quanto avviene intorno a te?

“Sì. Avendo dovuto cambiare il 90% delle mie abitudini, all’inizio alcune cose non mi venivano in modo automatico. Dovevo pensarci, ma le curve si susseguono in modo talmente rapido che dover riflettere su quello che dovrai fare di lì a un secondo, ti porta inevitabilmente a reagire con qualche decimo di ritardo di troppo. Adesso parto fin da subito con degli automatismi ben precisi.”

Quali obiettivi ti poni per la Fall Classic?

“Non mi pongo degli obiettivi irraggiungibili, ma d’altra parte ho lavorato per tutta la stagione su di me, dal punto di vista  della tecnica, della comunicazione col team, della preparazione del setup, della preparazione atletica, al punto che sicuramente qualcosa in più, da parte mia, lo chiedo. Sinceramente non saprei dire se posso puntare a un posto nei primi dieci, nei primi cinque o nei primi quindici, però sicuramente, mentre prima non avevo aspettative, ora so di poter mantenere un certo ritmo e darò il 100% per ottenere una posizione soddisfacente”.

Quali sono i programmi in ottica 2013?

“Tornerò negli USA prima della prossima stagione, per fare qualche altro test, ma il 2013 sarà un anno di corse. Non ci sono dubbi. Ho fatto un anno di gavetta e di impegno totale per imparare le corse su ovale, ma il prossimo anno io e il team vogliamo raccogliere i frutti del lavoro fatto, fare esperienza in gara e riuscire a raggiungere una posizione importante nelle Late Models. A meno di stravolgimenti, continuerò con il Lee Faulk Racing e il numero di gare che affronteremo sarà deciso nei prossimi mesi. Dipenderà da molte cose: da quanto il team mi potrà aiutare e dalle nuove risorse americane che contiamo di avere. Faremo un programma mirato. Se riuscissimo a fare 11 o 12 gare mi riterrei soddisfatto.”

Come si sta evolvendo il rapporto con gli sponsor italiani?

“Ho scoperto che la NASCAR non è poi così sconosciuta in Italia. Le aziende italiane interessate ad un programma americano ci sono, ma il problema attuale è una crisi che nel nostro paese si sente più forte che altrove. Conto sulle aziende che mi hanno supportato fino ad ora, come OPM, Yellow&Yellow, Siri, Nobili e Roven, che ringrazio tantissimo. Punto però anche su nuovi partner statunitensi.”