Le impressioni di Davide Amaduzzi dopo la UARA 150

E’ stata una giornata difficile per Davide Amaduzzi, quella di sabato all’Hickory Motor Speedway, culminata con un ritiro prematuro. Il pilota italiano ha preso parte alla UARA 150, seconda prova della UARA-Stars, un importante campionato dedicato alle vetture Late Models che per l’occasione ha attratto un interessante mix giovani talenti e piloti esperti, radunando 32 iscritti per 27 posti in griglia.

Dapprima alcuni inusuali problemi al propulsore della Chevrolet #11 O.P.M./Biancko/Siri/Roven hanno fermato Davide durante la seconda sessione di libere, lo stop definitivo è arrivato dopo pochi giri di gara, quando Amaduzzi è rimasto incolpevolmente coinvolto in un incidente avvenuto davanti a lui. L’impatto, avvenuto con la parte anteriore destra della vettura, ha messo fuori uso il radiatore e impedito al bolognese di riprendere la via della pista.

Amaduzzi ha comunque tratto dal weekend molta fiducia, sia nei suoi mezzi che nella vettura, in vista dei prossimi appuntamenti, soprattutto per quanto riguarda il ritmo in gara con gomme usurate.

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Prove libere

Nonostante il regolamento UARA ammettesse al anche via vetture con un centinaio di cavalli in più  della Chevrolet Impala Limited Late Model che Davide ha portato in pista – la stessa che di solito guida nella Whelen All American Series – il driver italiano si è detto molto soddisfatto dell’equilibrio della macchina del Lee Faulk Racing, soprattutto con gomme usate, prima di essere fermato, all’inizio della seconda sessione di libere, da un problema tecnico al propulsore. Il motore ha poi bloccato, prima delle qualifiche, anche Max Papis, al via della gara per allenarsi in vista del ritorno in gara su ovale in Nationwide Series e per l’occasione compagno di team di Davide.

“Il Lee Faulk Racing ha modificato la mia Impala installando un set di carburatori che ha consentito di ridurre il gap di potenza a 70CV, che restano comunque molti su un ovale come Hickory,” ha spiegato Amaduzzi. “Ero l unico in questa situazione ed il livello della concorrenza era altissimo, ma  ci siamo accorti che soffrivamo soprattutto a gomme nuove, mentre col passare dei giri potevamo tenere un passo molto veloce. I pochi passaggi che siamo riusciti a fare nelle libere, li abbiamo effettuati con gomme usate, con l’intento di conservare per la qualifica e la gara le gomme nuove che avevamo a disposizione.”

Qualifica

Il risultato delle prove di qualificazione ha un po’ deluso Amaduzzi, che si aspettava di offrire una prestazione migliore sui due giri secchi che hanno stabilito la griglia di partenza e lo hanno collocato in 24esima piazza.

“Ho sbagliato io” ha detto Davide. “Avrei potuto togliere altri altri 2 decimi e partire più avanti, ma non l’ho fatto e mi sono schierato per la gara con l’intento di sfruttare il passo della Chevrolet Impala #11 O.P.M./Biancko/Siri/Roven sulla lunga distanza per recuperare posizione nell’arco dei 150 giri previsti.”

Gara

La UARA 150 di Amaduzzi non è durata nemmeno tre giri, giusto il tempo di effettuare una buona partenza e ritrovarsi coinvolto, suo malgrado, in un incidente occorso a metà gruppo che ha messo fuori uso il radiatore della Chevy del Lee Faulk Racing, obbligando l’italiano al ritiro.

“Ho recuperato due posizioni all’esterno al via, poi tra curva 3 e 4 è successo qualcosa a centro gruppo” ha detto Davide. “Non ho capito bene cosa sia accaduto, ma no sentito Lee urlarmi ‘slow down!’ giusto prima di finire nel mucchio. Sono rientrato in pit road e abbiamo scoperto che il radiatore era andato. Per non rischiare il motore abbiamo deciso di mettere fine alla nostra gara.”

“Sfortunatamente Davide è stato coinvolto in un incidente al secondo giro di gara” ha spiegato Michael Faulk, Vice Presidente del Lee Faulk Racing. “L’anteriore era molto danneggiato e il radiatore si è rotto, per cui non abbiamo potuto continuare. Una vera sfortuna per il team. Ripareremo la vettura e saremo pronti per la prossima gara.”

Il bilancio del weekend

E’ un Amaduzzi comunque positivo, quello che traccia un bilancio del weekend nell’ottima dei prossimi appuntamenti stagionali, che prevedono il ritorno alla Whelen All American Series e il debutto nella K&N Pro Series.

“Fino ad ora non era mai successo, ma queste sono cose che accadono. La colpa e’ stata anche mia, perché era chiaro che il potenziale in qualifica era più elevato di un 24esimo posto e dovevo partire più avanti per non finire in questo genere di guai. Oggi ho fatto un altra esperienza. L’ho pagata cara, ma anche questo mi servirà. E la prossima qualifica non dovrà avere sbavature anche per questo.”

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