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A tu per tu con Josh Burdon, fresco di doppietta a Nogaro nella Divisione Open

E’ un ragazzo che viene da lontano Josh Burdon, ventenne di Hobart, Tasmania, praticamente dall’altro capo del mondo. Come molti da quelle parti, però, ha contratto prestissimo il virus del motorsport e ha scelto, di cimentarsi in Europa, nella Euro-Racecar NASCAR Touring Series, per dare sfogo al suo talento e proseguire la sua carriera al volante di una stock-cars.

Con un –breve, vista la giovanissima età– passato tra il Karting e la F3 Australiana, Josh nel 2012 ha corso alcuni round del V8 UTES, il campionato riservato ai pick-up che fa da serie propedeutica al V8 Supercars, per poi fare il salto oltreoceano e disputare le prove di Valencia e Le Mans della Euro-Racecar NASCAR Touring Series.

I risultati incoraggianti – due podi e due giri veloci in quattro manche – hanno convinto Burdon a puntare sull’Europa per compiere un passo di avvicinamento verso la NASCAR a stelle e strisce e la Chevrolet SS #18 XBOX/Forza Motorsport dello Scorpus Racing è stata subito davanti a tutti a Nogaro, dove l’australiano ha centrato una splendida doppietta nella Divisione Open.

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Josh, raccontaci l’inizio del tuo week-end a Nogaro.

“Il weekend è partito in modo difficile, visto che non avevamo gomme nuove da montare nelle libere e abbiamo cercato il miglior setup con gomme usate, a differenza di quanto potevano fare i team con un budget più alto. È stato piuttosto difficile, per cui ero preoccupato della velocità che avremmo potuto avere in gara, ma è servito da stimolo sia per me che per il team, per far sì che dessimo il massimo nel tentativo di recuperare. Non eravamo proprio a posto alla fine delle libere, ma abbiamo compreso al meglio i dettagli finali giusto in tempo per le qualifiche. Per fortuna, tre giri lanciati sono stati sufficienti ad ottenere la pole position.”

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Per seguire Josh Burdon:

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[/box]Passiamo a gara 1.

“Sono partito con l’idea di forzare fin dalla bandiera verde e provare ad accumulare un vantaggio, per poi amministrare nella seconda parte di gara. Sono stato fortunato, perché è andata come speravo e ho potuto agguantare la mia prima vittoria, che è anche la prima in Europa. Sono felicissimo e ringrazio la mia famiglia i miei tifosi, perché so che sono rimasti in piedi fino a molto tardi per seguire il live-text della gara. Sono fantastici.”

Gara 2 si è disputata sotto una pioggia battente. Come l’hai vissuta?

“Le condizioni meteo si sono rivelate l’opposto del giorno precedente. Quando mi sono svegliato e ho visto la pioggia ho avuto un attimo di panico, ma il team ha lavorato alla grandissima, nonostante ci siano molti elementi nuovi al suo interno. Abbiamo praticamente reinventato la macchina in due ore, adattandola alla pioggia. Ci siamo presi qualche rischio a livello di setup e sono partito con lo stesso piano della domenica, ovvero spingere al massimo nei primi giri per costruire un buon vantaggio. Ancora una volta la strategia funzionato, ma è stato tutto più difficile a causa della scarsa visibilità e della mancanza di aderenza. Ho avuto qualche problema anche con i doppiati, ma non posso biasimarli per aver guardato poco gli specchietti in quelle condizioni. Quando il parabrezza si appanna davvero non si vede nulla o quasi. Ancora una volta abbiamo disputato una buonissima gara e non vedo l’ora di scendere in pista a Digione.”

Se dovessi descrivere la vettura in una parola, che termine sceglieresti?

“Difficile rispondere in modo così sintetico. Sicuramente “veloce”, perché in gara andavamo molto forte. Diciamo che userei almeno tre parole, ovvero “work in progress”, perché non siamo ancora al livello a cui possiamo ambire, ma è una cosa che ci si poteva aspettare. Abbiamo gomme nuove più morbide, setup differenti da quelli che ho utilizzato in altre categorie. Ci arriveremo!”

La macchina è molto diversa rispetto a quella che avevi già guidato lo scorso anno?

“E’ piuttosto complicato fare un paragone, perché ho corso a Valencia e Le Mans, ma a Valencia abbiamo avuto qualche problema e non sono riuscito a girare molto. A Le Mans invece il tempo è stato molto mutevole. In ogni caso posso dire che la nuova barra anteriore rende la vettura più morbida e facile da guidare, soprattutto in condizioni di bagnato. Inoltre porta in temperatura le gomme più rapidamente. A livello di gomme, ancora non noto una grande differenza rispetto allo scorso anno, anche se forse, essendo un appena più morbide, si scaldano prima.”

Come succede che un ragazzo della Tasmania arriva a correre in una serie NASCAR europea?

“In effetti stavo guardando su una cartina con Alain, il proprietario dello Scorpus Racing, nonché il mio manager, e casa mia è esattamente dall’altra parte del mondo! Sono molto lontano e devo dire che a 20 anni è stato una specie di shock culturale. Sto crescendo e lo sto facendo molto velocemente, ampliando la mia visione del mondo. L’opportunità è arrivata tramite un amico, James Winslow, con cui ho corso in Formula 3. Lui ha disputato alcuni round della ERNTS lo scorso anno, si è divertito molto e quando ha dovuto abbandonare la serie mi ha suggerito di provare. Una cosa tira l’altra ed eccomi qui.”

Vorresti fare il passo successivo e correre anche negli Stati Uniti?

“Certamente: è negli States che la NASCAR raggiunge il massimo. Con Alain abbiamo un piano pluriennale che ha proprio gli USA come obiettivo.”

Attendi con ansia la tua prima gara su ovale a Tours?

“Oh sì! Non ho mai guidato sul banking e non so come mi preparerò, ma da quel che ho sentito, l’anno scorso è stato un grandissimo evento per il pubblico e per i piloti. Quest’anno ci sarà anche del banking e, anche se non so esattamente cosa aspettarmi, non vedo l’ora di scendere in pista.”

Credi che i successi di Nogaro potranno portare nuovi sponsor sulla tua vettura?

“Ci conto molto! In un periodo difficile come questo sono felice di avere sponsor come XBOX, Forza Motorsports, Goodman Imports e Yellow Cab Co al mio fianco, e spero che gli ottimi risultati di questo inizio di stagione possano convincere anche altri marchi a puntare su di me.”

Stay Tuned!

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Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.