NWES – Intervista a Eddie Cheever III

Dopo tre anni di kart e cinque nelle formule propedeutiche alla F1, Eddie Cheever III, ha debuttato nel 2014 nella NASCAR Whelen Euro Series concludendo la sua prima stagione tra le stock car europee con tre successi, la terza posizione in campionato e il titolo di Rookie of the Year. A trascinarlo via dal mondo delle monoposto a ruote scoperte, per sbarcare in quello delle stock car è stato il team – italiano – Caal Racing, con cui quest’anno è di nuovo protagonista grazie alla vittoria di Valencia e il secondo posto in campionato staccato di 29 punti dal leader Ander Vilarino. Ora lo attendono i playoff della NASCAR europea, che cominceranno a Magione questo fine settiman. Il 22enne romano quest’estate ha fatto il suo esordio negli Stati Uniti, partecipando alla gara della K&N Pro Series East a Watkins Glen e trovandosi come compagno di squadra un mastino come Trevor Bayne. L’esperienza è poi continuata con uno stage per giovani piloti organizzato da Toyota.

Eddie, come era organizzato lo stage di Toyota a cui hai partecipato?

“Abbiamo girato due giorni ad Austin con una vettura K&N. Ma oltre alla parte pratica in pista era prevista anche una parte teorica, ci sono stati dati molti consigli, sopratutto su quanto riguarda il relazionarsi con sponsor e media.”

Pensi sia stato utile per il tuo futuro da pilota? Quali sono le differenze fondamentali tra la scena americana e quella europea?

“Sono molto diverse. Oltreoceano è un vero e proprio business, non si tratta soltanto di correre. Spesso è quasi più importante come ti comporti fuori dalla pista che il risultato sportivo in sè. Poi ovviamente è fondamentale vincere le gare, ma le interviste e in generale la fama che ti costruisci sono molto più importanti di quanto possiate immaginare. Gli sponsor seguono molto attentamente i comportamenti dei piloti e bisogna riuscire a piacere non solo al volante della vettura ma anche fuori, come persona.”

Una vettura K&N però l’avevi già guidata a Watkins Glen vero? Dopo quello sfortunato debutto però ti hanno proposto un’altra gara, giusto?

“Sì, all’All American Speedway. Spero di poter fare più giri che al Glen, vedremo. E’ un ovale e sarà sicuramente difficile, è una pista completamente diversa da quelle su cui corro di solito e quindi dovrò farci l’abitudine e prendere il giusto ritmo.”

Hai avuto l’occasione di seguire Paul Menard e il suo team, sia a Watkins Glen che a Road America, come ti è sembrato l’ambiente nelle serie più importanti della NASCAR?

“Sicuramente sono stato molto fortunato a vederlo vincere a Road America. Ho notato che hanno una mentalità molto diversa, con così tante gare in calendario hanno meno pressione e se per qualche motivo una gara va male hanno diverse possibilità per riscattarsi negli appuntamenti successivi. Per noi in NWES invece ogni gara è come una finale e questo non è molto positivo, spesso condiziona le nostre prestazioni, mi piacerebbe poter correre molto di più di quanto facciamo attualmente in Europa.”

Il fatto che piloti della Sprint Cup Series si mettano in gioco anche nella Xfinity Series ti fa capire proprio come sia diverso il loro approccio alle corse…

“Sì, in America si cerca di correre il più possibile, ogni gara è importante a prescindere del campionato di cui fa parte e l’obiettivo è sempre divertirsi, mentre in Europa è molto raro vedere un approccio simile, quando si raggiunge un certo livello sembra quasi un disonorevole scendere di categoria. Nessun pilota di F1 si permetterebbe mai di partecipare alle gare della GP2, rischiando magari anche di fare una figuraccia.”

Questa trasferta negli USA ha rafforzato il tuo sogno di correre un giorno in Sprint Cup?

“Sì certo, ma la strada è lunghissima. Spero di fare tante gare a partire dall’anno prossimo e di riuscire a fare esperienza. In America se non fai almeno 50 corse all’anno non puoi sperare di competere. Quindi cercherò di partecipare al maggior numero di gare possibile e magari trovare un buon team che possa portarmi pian pian alle serie maggiori negli anni.”

Arrivano le semifinali della NWES a Magione e hai 29 punti da recuperare su Ander Vilarino, come vedi la tua situazione?

“Ho fatto un campionato molto più calcolato dello scorso anno, cercando di guardare sempre al campionato nel complesso. Il distacco che devo colmare non è tanto, grazie anche ai doppi punti, ma Ander è un grande campione e non sarà facile batterlo, vedremo come andrà a finire, speriamo che Magione mi porti fortuna anche quest’anno.”

Cosa suggeriresti ad un giovane che esce dai kart e intende intraprendere una carriera nel motorsport?

“Penso che per un giovane sia molto più semplice buttarsi sulle stock car il prima possibile, piuttosto che nelle ruote scoperte. Soprattutto per le differenze economiche e per quanto riguarda gli sponsor e poi è anche più facile trovare posto in un team visto il maggior numero di auto in pista. Ma il passo fondamentale è da fare oltreoceano, si può benissimo vivere di Truck Series o Xfinity Series e sicuramente si hanno più chance là che in F1, ovviamente a meno di non essere uno dei fortunati supportato da sponsor e Costruttore di uno dei team attuali.”

Cosa vuoi dire ai tuoi fan?

“Venite a vederci in pista a Magione, a tifare Italia e CAAL Racing, sperando che possa portare a casa un buon risultato e riuscire poi a vincere il campionato.”

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