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In esclusiva Johanna Long, giovane promessa della NASCAR

Le ragazze che si cimentano con successo nelle gare NASCAR sono sempre di più e uno dei nomi più promettenti del panorama delle serie sanzionate dal colosso di Daytona Beach è sicuramente quello di Johanna Long, che sta diventando la beniamina dei fan americani, grazie anche alla sua carriera interamente dedicata alle stock-cars.20 anni appena compiuti da Pensacola, Florida, Johanna è cresciuta in una delle tante famiglie americane con le corse nel DNA, grazie alla partecipazione del padre, Donald Long, al locale campionato riservato alle Late Models.

Dopo aver debuttato sui kart a otto anni, la Long è salita progressivamente di categoria, fino a diventare nel 2008 la più giovane in assoluto ad imporsi nel campionato Pro Late Model del Five Flags Speedway di Pensacola.

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Non dimenticherò mai il momento in cui ho tagliato il traguardo. Non c’era una sola persona seduta. La mia famiglia era in lacrime e io ero in shock. E’ stato decisamente uno dei giorni più belli della mia vita.
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L’inizio della sua scalata alla piramide della NASCAR è coinciso con il periodo di crisi economica che tutti conosciamo, inducendo Johanna a disputare eventi sporadici sia nel 2009 che nel 2010, anni in cui ha preso parte a gare della ARCA Series, della CARS Pro Cup Series e a sette prove della Camping World Truck Series, campionato in cui ha ottenuto un 17esimo posto al debutto. Parallelamente ha portato avanti la carriera nelle Late Models, andando a conquistare un totale di 5 vittorie e 27 top-10 in 38 partenze nel 2009 e soprattutto il successo, nel 2010, nello Snowball Derby, uno degli eventi più importanti del panorama americano della categoria, che si disputa proprio a Pensacola nel mese di dicembre. Con una prestazione maiuscola, ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro, lungo 44 edizioni, dopo quello di Kyle Busch, vincitore nel 2009.

Il 2011 l’ha vista impegnata in 17 gare della Camping World Truck Series, divise tra il Billy Ballew Motorsports, poi chiuso, e il team di famiglia, il Panhandle Motorsport, nelle quali ha ottenuto come miglior risultato un 11esimo posto a Forth Worth.

Quest’anno è arrivato invece il salto in Nationwide Series, grazie al sostegno del team ML Motorsports, con sede a Warsaw, Indiana, fondato da Mary Louise Miller nel 1998, che schiera la Chevrolet Impala #70. Anche questa volta per Johanna si tratta di un programma parziale, volto a conquistare una buona posizione nella classifica owners in vista di un possibile impegno full-time per il prossimo anno.

L’immediato confronto con Danica Patrick che i media le hanno imposto, sottolineando come molti fan anti-Danica riversino le proprie attenzioni su di lei, ha messo in luce la forza di carattere di una ragazza che intende fermamente emergere soltanto con i risultati ottenuti in pista:“Non piace per niente paragonarmi ad altri” ha dichiarato recentemente. “Sono solo un altro pilota in uno schieramento di 43 vetture. Cerco di costruirmi il mio seguito come chiunque altro.” 

La stessa determinazione traspare anche dalle risposte che ha dato alle nostre domande:

Domanda: Sei cresciuta in una famiglia dove le corse sono una passione radicata, come hai deciso che saresti diventata un pilota?

Risposta: Quando era bambina, mio padre correva con le Late Models, quindi nei fine settimana ero sempre in pista da qualche parte. Mi sono semplicemente innamorata di questo sport. Ho capito molto presto che correre era quello che volevo fare. E’ sempre stata una mia grande passione.

D: Ho letto che tuo padre ti ha permesso di correre a otto anni, ma che avresti voluto cominciare anche prima. Come l’hai convinto?

R: Papà mi ha portato a una gara di go-kart a Baker, Florida e sono rimasta affascinata da tutto. Abbiamo trovato un go-kart in vendita al circuito ed è stata la scintilla. Non volevo andar via senza quel go-kart. Ho convinto mio padre a comprarlo e a lasciarmi correre. Da allora sto andando forte.

D: Avevi in mente fin dall’inizio di diventare un pilota NASCAR?

R: Durante le mie prime esperienze in go-kart, non ho pensato nemmeno una volta che sarei diventata un pilota NASCAR. Mi sono sempre concentrata sul presente. Quando, a 14 anni, sono salita di categoria nelle serie per Late Models, allora ho iniziato a pensare che gareggiare in NASCAR sarebbe stato fantastico, ma sapevo cosa significasse arrivare a quel livello in termini di sponsor e team, quindi ho tenuto il sogno nel cassetto. Mi sono concentrata su una gara alla volta, cercando di dare il meglio di me stessa. Tutto il resto non dipendeva da me.

D: C’è una pista, anche piccola o sterrata, che puoi indicare come la tua preferita?

R: Devo dire che la mia pista di casa, il Five Flags Speedway di Pensacola, Florida, è una delle mie favorite. La mia famiglia ha una tradizione lì. La mia più importante vittoria è arrivata su quella pista.

D: Puoi spiegare agli appassionati italiani qual è l’importanza dello Snowball Derby, cos’è e cosa ha significato per te vincerlo?

R: Lo Snowball Derby è una delle gare più importanti per vetture Late Model. I piloti più importanti e conosciuti l’hanno vinta e hanno messo il loro nome sul trofeo, quindi vedere il mio nome tra i 43 vincitori su quella coppa è un grandissimo onore. Sono cresciuta guardando mio padre correre questo evento prestigioso per anni senza riuscire a vincerlo e per me riuscirci al terzo tentativo è stato davvero speciale. Non solo per me, ma per entrambi.

D: Hai vinto il Derby in modo spettacolare. Puoi raccontarci come hai fatto e qual è stata la reazione dei fans nel vedere una donna imporsi in una gara così importante?

R: Lo Snowball Derby è una gara da 300 giri e siamo rimasti nella top-10 tutto il giorno senza forzare, cercando di stare lontani dai guai, in modo da arrivare alla fine. Un sacco di macchine finiscono distrutte durante l’evento, quindi si tratta spesso di correre in modo intelligente ed essere pronti nel finale, ed è stato proprio quello che abbiamo fatto. A 15 giri dalla fine  le mie gomme cominciavano a dare segni di usura e ho iniziato a perdere posizioni, per cui quando è scattata una bandiera gialla, il mio crew chief mi ha richiamata in pit road per montare gomme fresche e tentare il recupero. Quando sono tornata in pista eravamo in decima posizione a 6 giri dalla bandiera a scacchi. Alla bandiera verde, mi sono buttata all’attacco. Sono sopravvenute diverse neutralizzazioni per incidenti avvenuti davanti a me, e questo mi ha aiutato ad avvicinarmi alla testa della corsa. All’ultimo restart ero in terza piazza. Sapevo di avere una gran macchina e che era la giornata giusta per vincere, quindi ci ho provato fino in fondo. Sono passata in testa a due giri dalla bandiera a scacchi e non mi sono più voltata indietro. Non dimenticherò mai il momento in cui ho tagliato il traguardo. Non c’era una sola persona seduta. La mia famiglia era in lacrime e io ero in shock. E’ stato decisamente uno dei giorni più belli della mia vita.

D: Che strategia hai adottato nello scegliere dove correre prima del debutto in Camping World Truck Series? Hai corso ovunque fosse possibile?

R: Il piano era di ottenere il massimo del tempo al volante e dell’esperienza con un budget limitato. La mia famiglia mi ha dato il miglior supporto che potesse offrirmi, ed è toccato a me ricavarne il meglio. Mi padre mi ha sempre detto che avrebbe provato a sostenermi il più possibile, ma era tutto quello che poteva promettermi. Fino ad ora, sono stata fortunata a trovare persone che credono in me e mi hanno dato delle opportunità di dimostrare il mio valore. Il proprietario del team ML Motorsport, Mary Louis Miller, e suo marito Dane, hanno creduto in me e non potrei essere più grata.

D: Sei soddisfatta della tua stagione fino a questo momento? Qual è stata la tua gara migliore e perché?

R: Penso che quest’anno per me la curva di apprendimento sia stata decisamente ripida. E’ un nuovo campionato, con un nuovo team ed è tutto un altro mondo. Ho iniziato questa stagione da rookie con l’intento di fare esperienza e di dimostrare a me stessa e agli altri che faccio sul serio in questo sport. Credo che abbiamo avuto dei buoni momenti come team, mentre in altri avremmo potuto fare meglio, ma fa tutto parte dell’apprendimento. Sia io che il team ML Motorsports continuiamo a progredire insieme, di gara in gara, Dobbiamo solo continuare a migliorare ad ogni gara e alla fine otterremo le prestazioni e i risultati che vogliamo. Mi sono divertita moltissimo a correre al Richmond International Raceway: la nostra Chevrolet Foretravel Motorcoach era davvero veloce. Abbiamo migliorato molto ed è stata un’uscita molto convincente.

D: Quali sono i tuoi programmi per il resto della stagione e per il tuo futuro?

R: Per questa stagione ho in programma altre 13 gare con l’ML Motorsports nella Nationwide Series. Per il 2013, sarò al via in almeno 21 gare con l’ML Motorsports, ma stiamo cercando degli sponsor che ci permettano di disputare tutto il campionato. Il mio obiettivo è quello di diventare un pilota della Sprint Cup: sarebbe un sogno che si avvera.

D: Quanto è difficile trovare nuovi sponsor nell’attuale situazione economica?  Pensi che internet rappresenti uno strumento utile per la promuovere te stessa e i tuoi sponsor?

R: Trovare sponsorizzazioni è difficile per tutti in questo momento. Penso che le cose comincino a cambiare, ma è ancora difficile. Internet è un mezzo utilissimo per promuoversi sia per piloti che per team. Ho un sito personale che è www.johannalong.com, dove si possono trovare tutti le news e gli ultimi aggiornamenti. Mi piace anche usare Twitter e Facebook. Sono strumenti estremamente efficaci per me per restare in contatto con i miei fans.

D: Segui campionati europei come la Formula 1?

R:Guardo e seguo tutti i tipi di fare. Se non sono in pista da qualche parte, di solito sto guardando qualche corsa!

D: C’è qualcosa che vorresti dire ai tuoi fans italiani (stanno aumentando di numero!) e ai lettori di Motorsport Rants?

R: Sì! Vi ringrazio tantissimo perché mi seguite e mi supportate. Non posso ringraziarvi abbastanza per tutto l’affetto e il supporto. Siete fantastici!

 

Il prossimo appuntamento per Johanna sarà al Michigan International Speedway, dove il 16 giugno prenderà parte alla 13esima gara della Nationwide Series.

Per chi vuole approfondire:

Sito ufficiale di Johanna Long
Profilo Twitter ufficiale
Pagina Facebook ufficiale

Stay Tuned!

 

Di seguito trovate le risposte di Johanna in inglese, per chi vuole leggere le risposte di Johanna senza il filtro della traduzione:

Here below you’ll find the english version of this interview. Enjoy!

 

You grew up in a racing family, how did you decide you wanted to be a racecar driver?

As a kid, my dad raced Late Models so I was always at a track somewhere on the weekends. I just loved the sport. I knew early on that racing was what I wanted to do. It has always been a huge passion of mine.

I read your father let you race at eight, but you would have liked to start even earlier, how did you convince him?

My dad took me to a go-kart race in Baker, Florida when I was 8 and I was just in awe of everything about it. We found a go-kart for sale at the track, and that was it. I was not leaving without it. I convinced him to buy the go-kart and let me race. From then on, I’ve been going strong.

Did you have in your mind to become a NASCAR driver from the beginning?

When I first started racing go-karts I never once had the thought that I was going to be a NASCAR driver. I’ve always just focused on the here and now. When I moved up to the Late Model series at age 14 and began winning races, I then started to think that racing in NASCAR would be awesome, but I knew what all was involved to make it to that level as far as sponsors and team goes so it was in the back of my mind . I was solely focused on taking one race at a time and doing the best that I could. Everything else was out of my control.

Is there a track, even a small or dirt one, you can say it is your favorite?

I would have to say that my home track Five Flags Speedway in Pensacola, FL is one of my favorite tracks and will always be. My family and I have so much history there. My biggest win to date was at that track.

Could you explain to the italian fans what is the importance of the Snowball Derby, what it is and what did winning it ment to you?

The Snowball Derby is one of the biggest short track races for the Late Model series. The most well-known and accomplished drivers have won this race and have their names on the trophy, so to be one of the 43 names on that trophy is such an honor. I grew up watching my dad race in this prestigious event for years and he never won it, so for me to win it on my third attempt was extra special. It was not only for me, but for the both of us.

You won the derby in quite a spectacular way, could you tell us how you did it and what was the fans reaction in seeing a woman prevail in such an important race?

The Snowball Derby is a 300-lap event, and we were racing in the top-10 the whole day just riding and staying out of trouble in order to get to the end. A lot of cars get tore up throughout the event, so it’s all about racing smart and being there at the end, and that’s exactly what we did. There were about 15 laps left in the race and my tires were wearing down and I started to lose positions, so when a caution flag came out my crew chief decided to chance it by calling me down to pit road for fresh tires. When I went back out on the track we were in the 10th position with only 6 laps remaining. When the green flag dropped I made a dash to the front. Several caution flags came out for wrecks that took place in front of me which helped me inch closer to the front. On the very last restart I was sitting in the third position. I knew that I had a great car and that it was my day to win, so I was going for it and that’s exactly what I did. I checked out to the front with two laps to go and never looked back.

I won’t ever forget the moment when I crossed the finish line. There wasn’t a single person in their seats. My family was in tears and I was in complete shock. It was definitely one of the best days of my life.

What strategy did you adopt in chosing where to race before debuting in NCWTS? Did you race averywhere you could?

The main strategy was to get as much seat time and experience that I possibly could on a limited budget. My family gave me the absolute best opportunity that they could, and I was to make the most out of it. My dad always said that he would try to get me as far as he could, but that’s all he could promise. So far, I have been lucky by having people believe in me while giving me opportunities to prove myself. ML Motorsport team owner Mary Louise Miller and her husband Dane have done just that, and I couldn’t be more grateful.

Are you satisfied of your season so far? What was your best race and why?

I think this year has definitely been a huge learning curve for me. It’s a new series, team and just a whole new ball game. I came into my rookie season this year with the goals of gaining seat time, experience and proving myself to others as a true competitor in this sport. I feel like I have had some good moments this year and then some times where we as a team could have been better, but it’s all part of learning. Me and the ML Motorsports team continues to progress as a whole each race and its showing. We just have to continue making strides at each race and eventually we will have the run and finish that we all want.
I had a blast racing at Richmond International Raceway. Our Foretravel Motorcoach Chevrolet was really fast. We made some big gains at that track and had a pretty strong run.

What are your programs for the rest of the season and your future?

I have 13 more races this season with ML Motorsports in the NASCAR Nationwide Series. For the 2013 season, I will be running at least 21 races for ML Motorsports, but we are working on sponsorship opportunities in order to run the full season. My ultimate goal in racing is to make it as a successful driver in the NASCAR Cup Series. That would be a dream come true.

How hard is it to find sponsors in the current situation? Do you think the internet is an effective tool to promote yourself and your sponsors?

Sponsors are hard to come by right now for everyone. I feel like it’s starting to turn around, but it’s still a struggle. The internet is a great way to promote yourself and your team. I have my personal website that people can visit at www.johannalong.com. All of the latest news and updates with me can be found there. I also love using Twitter and Facebook. It’s an extremely effective tool for me to use in order to stay connected with my fans.

Is there a driver you take as a model?

I look up to all of the NASCAR Cup drivers. It’s where I want to ultimately be one day, so I definitely see each of them as a role model.

Do you follow european-centered series such as Formula 1?

I watch and follow all types of racing. If I’m not at a racetrack somewhere, I’m usually watching it!

Is there anything you’d like to say to your Italian fans (their number is increasing!) and to Motorsport Rants readers?

Yes! Thank you so much for following and supporting me. I can’t express to you guys enough how grateful I am for all of the love and support. You guys are awesome!

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.