Max Papis: “Ho lottato con tutto quello che avevo e abbiamo fatto il massimo possibile!”

Max Papis ha concluso la sua campagna 2013 in Nationwide Series al volante della Chevrolet Corvette #33 del Richard Childress Racing con un ottimo quarto posto, frutto di una volata finale col coltello tra i denti sul bellissimo tracciato di Mid-Ohio. Una lotta che ha anche lasciato qualche scontento in pit-road.

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NNS a Mid-Ohio

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[gdl_icon type=”icon-flag” color=”#cf2121″ size=”15px”]Report di gara [gdl_icon type=”icon-double-angle-right” color=”#cf2121″ size=”15px”]

[gdl_icon type=”icon-facetime-video” color=”#cf2121″ size=”15px”]Video Completo [gdl_icon type=”icon-double-angle-right” color=”#cf2121″ size=”15px”]

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“E’ stata una gara incredibilmente intensa. Non eravamo sufficientemente veloci per poter lottare con il duo del Penske Racing, ma non ci siamo dati per vinti e le abbiamo provate tutte” ha detto Papis, che per far saltare il banco ha allungato al massimo il primo stint della gara, restando in pista con il compagno di team Austin Dillon mentre tutti facevano rifornimento poco prima del trentesimo giro. “Abbiamo provato a usare la strategia per portarci davanti, ma abbiamo potuto resistere per poco perché le vetture di Penske erano veramente in palla. Dopo aver dovuto cedere il passo a Hornish, però, non ci siamo comunque arresi.”

Perso il comando della gara e affrontato un pit stop che giocoforza lo ha spedito nelle retrovie, le speranze del pilota italiano e del Richard Childress Racing si sono concentrate sul finale, quando una caution favorevole avrebbe potuto ricompattare il gruppo e creare nuove opportunità. La gialla è puntualmente arrivata con l’uscita di pista di Kenny Habul, avvenuto poco prima che AJ Allmendinger potesse prendere la bandiera bianca, e ha mandato la gara ai supplementari.

Se dal finale in Green-White-Checkered è comunque uscito vincente un fortissimo Allmendinger, alle sue spalle la bagarre non è mancata e Max ha tirato fuori unghie, denti, gomiti e paraurti fino ad artigliare un quarto posto che era oggettivamente il massimo possibile al termine della Nationwide Children’s Hospital 200. Nell’infuriare della battaglia è arrivato anche qualche contatto, prima con Kyle Larson – che dopo il traguardo è andato a colpire la Chevy #33 nonostante Papis avesse già abbassato la rete di protezione del finestrino sinistro – e poi con Brian Vickers.

“Larson mi ha dato una spinta per superarmi in curva uno e ho reagito appoggiandomi a lui e spingendolo all’esterno in curva due. Non ne vado particolarmente orgoglioso, ma quando uno ti passa sopra non puoi lasciar correre,” ha detto Max. “Con Vickers invece abbiamo dato vita a bellissimo duello all’ultimo giro, percorrendo diverse curve affiancati. Non ci siamo risparmiati, ma sono contento perché lui, oltre che un grande lottatore, è anche un grande amico”.

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Lasciamo Mid-Ohio con qualcuno incazzato e qualcuno meno, ma all’ultimo giro se non vale tutto poco ci manca. Sono le corse e quando si arriva al green-white-checkered gli amici restano a casa.

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Il quarto posto, arrivato proprio davanti a Brian Vickers, consente comunque di tracciare un bilancio tutto sommato positivo della gara di Lexington.

“Mi sono aggrappato a tutta la mia esperienza e lottando con le unghie, con i denti e con tutto quello che potevo ho agguantato il miglior risultato possibile in quelle circostanze” ha dichiarato. “Lasciamo Mid-Ohio con qualcuno incazzato e qualcuno meno, ma all’ultimo giro se non vale tutto poco ci manca. Sono le corse e quando si arriva al green-white-checkered gli amici restano a casa.”

Le ultime considerazioni sono per Austin Dillon, che Max segue in veste di coach al Richard Childress Racing e si appresta a sostituire Tony Stewart al volante della Chevy #14 dello Stewart-Haas Racing al Michigan International Speedway in Sprint Cup Series. Dillon ha vissuto una gara tormentata, ma nonostante la giovane età ha sempre reagito con velocità in pista e un cervello da professionista navigato, ritrovandosi a tratti anche a occupare gli specchietti di Mad Max.

“Sono molto contento di quello che ha fatto vedere in corsa e senza un testacoda nel finale avrebbe chiuso tranquillamente nei primi dieci,” ha detto Max. “Sono orgoglioso della persona che sta diventando e per lui voglio essere, più che un coach, quella figura che avrei sempre voluto accanto nella mia carriera. Fidatevi: non sta ottenendo tutto questo perché è il nipote di Richard Childress, ma perché è davvero forte!”

“Un caloroso saluto a tutti gli appassionati italiani dal Michigan!”

Max Papis tornerà in pista il 1 settembre nella Camping World Truck Series per il debutto del campionato a Mosport, prima di volare in Italia per prendere parte alla gara di Monza della NASCAR Whelen Euro Series il 28/29 settembre.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia