Kimi, l'iniezione elettronica, i nuovi modelli per il 2013 e le anticipazioni sulla gara in Texas

Kevin Harvick nella zona dei garage a Fort Worth, fonte nascarmedia.com

Kimi – I due giorni di test effettuati (400 giri in totale) da Kimi Raikkonen, con il Kyle Busch Motorsport, sul circuito del Gresham Motorsports Park, in Georgia, sono stati positivi a detta di tutti i partecipanti. Kimi si è divertito e pare aver espresso il desiderio di correre anche in Sprint Cup, cosa che verrà sicuramente valutata solo dopo il suo debutto, confermato per il 20 maggio prossimo a Charlotte. Kyle Busch, dopo aver girato sugli stessi tempi di Kimi, cosa che sappiamo contare decisamente poco in NASCAR,  ha confermato che l’ex-campione del mondo di F1 sa andare forte ed è entusiasta della nuova avventura. L’ingegnere di pista che ha seguito l’ex ferrarista ha detto di aver ricevuto dal finlandese ottimi feedback, che hanno contribuito a migliorare le prestazioni globali del mezzo. Tutti contenti insomma, anche perché il sodalizio finnico-americano ha trovato immediatamente uno sponsor da mettere sul cofano e sulle fiancate del Toyota Tundra con cui Kimi si cimenterà: si tratta di Perky Jerky, azienda che produce strisce di carne salata, vendute in confezioni che ricordano quelle delle patatine, uno snack per cui gli americani impazziscono e che (fortunatamente) da noi non è molto diffuso. Ora non ci resta che vedere quali saranno i risultati in pista.

Iniezione elettronica – I test del 7 luglio al Kentucky Speedway, dove si correrà il 9 dello stesso mese, potrebbero segnare il debutto in pista dell’iniezione elettronica sulle vetture della Sprint Cup. Avete capito bene: dal 1949 ad oggi la massima serie a ruote coperte del continente americano ha avuto motori a carburatori! L’iniezione elettronica per le stock-cars sarà realizzata in collaborazione con la McLaren e dovrebbe essere obbligatoria dal 2012, se tutto andrà liscio, e quest’estate potrebbe segnare un momento “storico” per l’automobilismo a stelle e strisce, se verranno raggiunte delle specifiche per il sistema sufficienti a consigliarne un test in pista. Molto lentamente, ma anche il mastodonte che è la NASCAR si evolve.

Carl Edwards si impone nella gara Nationwide di ieri, fonte nascarmedia.com

Family feeling – una delle principali critiche mosse alla Car Of Tomorrow (o dovremmo dire Car Of Today?), introdotta dalla NASCAR nel 2007 per aumentare la competizione e la sicurezza, riducendo i costi attraverso regole molto più strette sul telaio e l’aerodinamica delle vetture, è che le auto sono troppo simili tra loro e non somigliano per niente alle auto di serie che dovrebbero ricordare, nonché vendere. In effetti se rimuoviamo gli adesivi che contraddistinguono le varie case automobilistiche, le carrozzerie sono indistinguibili e hanno in parte contribuito ad allontanare i fan di vecchia data dai circuiti e dalle televisioni. Gli organizzatori, basandosi anche sull’esperienza in corso nella Nationwide Series, stanno progressivamente aggiustando il tiro: hanno eliminato spoiler e braccetti dello splitter, consentito dei profili leggermente diversi per il muso e puntano, per il 2013, a dare più libertà ai costruttori. Il prossimo passo sarebbe quello di consentire, a livello di carrozzeria, la rimozione dello spesso montante della portiera, particolare che ha sempre reso piuttosto goffe le COT, in modo da facilitare l’utilizzo di modelli di riferimento come la Chevrolet Camaro, da sempre oggetto dei desideri dei marketing-men di Daytona Beach. La NASCAR dichiara apertamente il suo intento di rendere le vetture riconoscibili facilmente da qualunque punto le si guardi.

Fine della telenovela? – Lo sponsor Fuel Doctor ha messo la parola fine, almeno per il momento, alla querelle tra Jeffrey Earnhardt e il team Rick Ware Racing. L’azienda produttrice di sistemi elettronici per la riduzione del consumo di carburante, metterà i suoi marchi sul truck di Cole Whitt a partire dalla prossima gara di Nashville. Il rampollo della famiglia Earnhardt sarà quindi senza fondi e, a meno di miracoli improvvisi, senza un truck. Fuel Doctor ha comunque precisato che affiancherà comunque Jeffrey nel caso in cui trovasse una nuova sistemazione. Il Rick Ware Racing, dal canto suo, è alla ricerca di un pilota (pagante) da mettere sul sedile in Tennessee.

Prossima fermata Forth Worth, Texas, per la Samsung Mobile 500

Lo speedway situato nei pressi di Dallas è lungo 1,5 miglia ed ha la classica forma a D dei quadri-ovali. La gara si svolgerà nella serata di sabato (nella notte in Italia) su una distanza di 325 giri, pari a 500.5 miglia. Il Banking elevato delle curve, 24 gradi, consente velocità elevatissime, tanto che il record in qualifica, stabilito nel 2006 dalla Toyota di Brian Vickers, è di 196.235 miglia orarie. La ridotta inclinazione dei rettilinei, 5 gradi, unitamente alla conformazione delle zone di transizione tra rettilinei e curve, fanno sì che il punto critico da un punto di vista della guida sia l’ingresso di curva, dove è necessario un assetto molto preciso e guidabile, specie con gomme usate. Il grip elevato a inizio run svanisce piuttosto velocemente, specie se si forza molto per difendere la posizione, e a quel punto diventano molto fastidiosi gli avvallamenti, uno molto pronunciato in tra curva 1 e 2 e altri meno “profondi” tra curva 3 e 4, che possono sbilanciare la vettura e comprometterne la resa aerodinamica, sebbene le attuali vetture siano meno sensibili sotto questo punto di vista. L’elevata velocità di percorrenza metterà a dura prova anche i motori, spesso soggetti a rotture su questa pista.

Introdotto in calendario nel 1997, il Texas Motor Speedway è stato per un periodo l’ovale più veloce tra quelli senza restrictor plates, ma è  stato soppiantato da Atlanta in questa speciale classifica, soprattutto in virtù del discreto degrado del manto di asfalto riscontrato negli ultimi anni in Texas.

Sia Jeff Burton che Dale Earnhardt Jr. hanno ottenuto la loro prima vittoria nella massima serie nello stato della stella solitaria, rispettivamente nel 1997 e nel 2000. Il tracciato non sembra favorire un pilota in particolare: gli unici pluri-vincitori sul tracciato sono Carl Edwards, con tre successi (1 nel 2005 e 2 nel 2008), Jeff Burton con 2 (1997 e 2007) e Denny Hamlin, sempre con 2 vittorie ma conseguite entrambe nel 2010. Proprio il pilota del Joe Gibbs Racing potrebbe essere uno degli indiziati al successo finale, specie dopo che il team si è detto fiducioso di aver risolto il problema alle valvole che affliggeva le Toyota del team da inizio anno.

Se c’è qualcuno a cui il Texas sembra sorridere nelle statistiche è il Roush Fenway Racing, primo in assoluto tra i teams con 7 vittorie, contro le 3 di Gibbs e Hendrick. Occhio quindi a Edwards, che potrebbe riprendere il suo passo dopo la mezza battuta d’arresto di Martinsville, a Biffle, colui che ha condotto più giri in testa nelle ultime 12 edizioni della gara, a Ragan, da cui mi aspetto un buon risultato, e soprattutto a Kenseth, che ha la miglior posizione media al traguardo. Una sorpresa potrebbe essere Tony Stewart, che ha il miglior driver rating e la miglior posizione media mantenuta durante l’arco della gara. Kyle Busch è l’ultima volta che lo nomino, tanto lo sapete già che è da tenere d’occhio ovunque, mentre degli Hendrick non sottovaluterei Mark Martin, se dovesse ritrovare un po’ di smalto.

Chi deve necessariamente ottenere un buon risultato per risalire la china di una classifica che potrebbe già essere compromessa sono Burton, Logano e McMurray, tutti molto indietro per un motivo o per l’altro. Se anche questo week-end dovesse volgere al peggio, potrebbero essere costretti a forzare ulteriormente nelle prossime gare, per cercare di ottenere un posto nella Chase attraverso il meccanismo delle wild card. Per poter rientrare nei parametri delle wild card però, oltre alle vittorie, serve anche una posizione nei primi venti nella generale, tutt’altro che scontata, almeno al momento.

Stay tuned!