CIR Review: Andreucci, l’intramontabile

Paolo Andreucci, Anna Andreussi (Peugeot 208 T16 R5 #1)
Paolo Andreucci, Anna Andreussi (Peugeot 208 T16 R5 #1)

E siamo a nove. Un numero che continua incredibilmente a crescere con il passare degli anni, un numero – ma non il solo- che ha fatto entrare due personaggi nella storia del rally italiano. Stiamo ovviamente parlando di Paolo Andreucci e Anna Andreussi, la coppia di fenomeni che domina la scena tricolore rally da tempo immemore ormai.

Lui toscano, lei friulana, corrono assieme dal 2001 e da li’ è iniziata una storia incredibile. Una storia che è un vero e proprio esempio di vita, da seguire per chiunque, lontana anni luce dai brutti episodi che si vedono purtroppo nello sport di oggi. Compagni non solo nelle corse ma anche nella vita, hanno raggiunto l’ennesimo successo della loro fantastica carriera fondato su un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca che solo una sport motoristico come il rally riesce a esaltare. Campioni nello sport e campioni nella vita, hanno incantato ancora una volta il motorsport italiano e non solo con una stagione fantastica che andremo subito ad analizzare.

Come da tradizione, il Campionato Italiano Rally ha preso anche quest’anno il via sulle colline toscane della Garfagnana, dove tanti anni fa è sbocciata la passione per i rally di Andreucci, che da piccolo vedeva le gloriose auto da competizione della golder era frecciare tra le viottole del suo paese. Probabilmente sognando un giorno di poter essere lui ad emozionare la folla a suon di traversi e sgasate. Qualche anno dopo il sogno è diventato realtà, il “toscano volante” si è aggiudicato per ben sei volte il rally di casa dal sapore magico. Tutto è nato qui, e dopo anni di emozioni e di successi si è arrivati all’edizione 2015 del rally del Ciocco. Ai giorni nostri.

Il campionato ha presentato fin da subito un ottimo livello di partecipanti, con l’impegno di due squadre ufficiali come Peugeot Sport e Skoda Motorsport e tre piloti di valenza internazionale quali Paolo Andreucci, Umberto Scandola e Giandomenico Basso. Quest’ultimo si è presentato ai nastri di partenza per il secondo anno consecutivo con l’interessante Ford Fiesta R5 alimentata a gas e gestita dalla BRC. Con questi presupposti, è apparso molto strano non trovare neanche uno dei tre “big” sul podio della prima gara stagionale, caratterizzata dalla vittoria di Alex Perico con la Peugeot 208 T16 e da una dose industriale di problemi per i favoriti: Andreucci ha dovuto litigare con l’impianto frenante, Scandola e Basso hanno sbattuto nel finale, lasciando una comunque meritata vittoria al pilota bergamasco.

Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Ford Fiesta R5 LDI R5 #2, Movisport)
Giandomenico Basso, Lorenzo Granai (Ford Fiesta R5 LDI R5 #2, Movisport)

La stagione di “UcciUssi” e di Peugeot Italia è decollato subito dopo, nelle terre liguri del mitico rally di Sanremo dove l’equipaggio pluri-decorato ha incantato la folla di pubblico a suon di traversi e pennellate, dominando il rally più titolato e storico d’Italia. Mezzo minuto di vantaggio sul secondo classificato Basso e sette speciali vinte su dieci sono un’incredibile prova di forza che ha reso imprendibile per chiunque la 208 T16 R5 ufficiale sul fondo asfaltato.

Quando però il bitume viene sostituito dalla dura e ruvida terra, ecco che allora gli scenari cambiano e le macchine da guerra francesi passano da cacciatori a lepri evidenziando molte debolezze meccaniche del mezzo. Problemi al turbo, al motore e alla frizione hanno relegato l’equipaggio Andreucci-Andreussi giù dal podio del rally dell’Adriatico che ha incoronato la prima perla dei principali rivali di Peugeot con Scandola-D’Amore, scatenati sugli sterrati marchigiani a bordo della Skoda Fabia S2000 davanti alle Ford della new-entry – per il CIR – Sebastien Chardonnet e al regolare Giandomenico Basso.

Il campionato è ormai entrato nel vivo e a fine maggio si sbarca in Sicilia per la leggendaria Targa Florio, una gara che non ha bisogno né di presentazioni né di anticipazioni. Non sarà più quella di un tempo, ma il fascino e la storia che è stata scritta su queste strade rimane indelebile, si respira tradizione e passione nell’aria mista alla salsedine del mare circostante, rendendo questi scenari inconfondibili per ogni appassionato di motorsport. Durante i cento e più anni di corse svoltesi su queste strade colpi di scena ricchi di emozione e di imprevisti hanno riempito pagine e pagine di storie e di racconti l’edizione 2015 non ha fatto eccezione. Protagonisti – manco a dirlo – Paolo Andreucci, Anna Andreussi e i meccanici Peugeot. Proprio loro, i meccanici hanno fatto ‘il miracolo’. Nelle prime ps del rally, il campione toscano è partito a rilento a causa della rottura di un dente della prima marcia del cambio che ha costretto gli uomini del Leone ad una sostituzione dell’intera trasmissione fuori programma. Macchina in parco assistenza, cambio sostituito in sedici minuti e solo dieci secondi di penalità per l’equipaggio. Incredibile, ‘sti ragazzi sono tutto tranne che comuni mortali. Al resto ci ha pensato poi il solito Andreucci, che ha recuperato lo svantaggio cronometrico della penalità nei successivi giorni di gara, relegando Scandola al secondo posto e la piacevole sorpresa Chardonnet al terzo, mentre Basso è stato costretto al ritiro quando aveva saldamente in tasca il secondo posto a causa di un’uscita di pista.

La vittoria in Sicilia di UcciUssi ha segnato sicuramente uno dei momenti chiave della stagione 2015 per il Campionato Italiano Rally, altro snodo cruciale è stato poi il debutto del nuovo progetto R5, portato finalmente a termine da Skoda Motorsport. La nuova – bellissima – vettura griffata della livrea ufficiale, è riuscita finalmente a scendere su strada per dichiarare guerra alla Peugeot, che gli uomini del Costruttore ceco hanno corso la prima parte di stagione con la vecchia S2000. L’inizio delle rinnovate ostilità è iniziato sul fondo storicamente più sfavorevole alla 208: lo sterrato.

L’equipaggio Scandola-D’Amore ha iniziato il Rally di San Marino più agguerrito che mai, forse, anzi sicuramente, anche troppo, poichè nel corso della seconda prova speciale si sono ritrovati con la novella vettura ceca a ruote all’aria a causa di un dislivello interpretato male dal driver veronese. Così, il tallone d’Achille del bolide Peugeot si è improvvisamente trasformato in cavallo di battaglia per l’equipaggio delle meraviglie Andreucci-Andreussi. Ma oltre alla quasi scontata vittoria della Peugeot ufficiale, la casa francese è riuscita a piazzare una strepitosa doppietta grazie all’eccellente prestazione di Simone Campedelli, al volante della ormai vetusta – con tutto il rispetto –  207 S2000. Il giovane pilota cesenate è stato maniacale nel tenere testa a sua maestà Andreucci nella prima parte del rally, concludendo a poco meno di mezzo minuto di distacco alla fine delle due giornate di gara sugli sterrati riminesi. Lontanissimi tutti gli altri, a partire dal terzo classificato Giandomenico Basso che a causa di alcuni problemi alla Fiesta R5 alimentata a gas, non è mai riuscito a tenere il passo dei primi due.

Umberto Scandola, Guido Damore (Skoda Fabia R5 #3, Car Racing)
Umberto Scandola, Guido Damore (Skoda Fabia R5 #3, Car Racing)

Stesso, medesimo epilogo nella tappa successiva del CIR, al Rally del Friuli. E’ sempre la ps2 la regina dei colpi di scena e anche in questo caso a farne le spese sono stati i due alfieri di Skoda Motorsport, Scandola-D’Amore. “Due” è stato nuovamente il numero magico per Peugeot, che riesce a centrare un’altra favolosa doppietta con l’inattaccabile Andreucci a farla da padrona su un ottimo Alex Perico, tornato ad assaporare la gioia del podio. Ma al traguardo del rally friulano alla felicità della “semplice” vittoria si è aggiunta anche quella del campionato tricolore, già matematicamente finito nelle tasche dell’equipaggio di Peugeot Sport a due gare dal termine, facendo entrare Ucci-Ussi di diritto, ancora una volta, nella storia del rallysmo italiano.

Un’altra fantastica e incredibile dimostrazione del talento e del manico del pilota toscano, che avrebbe meritato indubbiamente di più dalla sua comunque strabiliante carriera. Purtroppo, a suo tempo, Andreucci sfiorò solo il mondiale, come tester Pirelli e come terzo pilota Subaru. Chissà come sarebbe andata. Sarebbe stato un ‘sogno’ per ogni appassionato di rally vedere questo equipaggio alle prese con una vettura ufficiale nel mondiale, un sogno che fa riflettere sullo stato di salute dei rally in Italia. Come è possibile che un pilota simile non abbia mai avuto una seria possibilità iridata? Non saremo certo i primi a porci questa domanda che però sorge spontanea a ogni appassionato di rally e non. E a proposito di domande, force ce n’è anche una ancor più spinosa: dove sono i giovani piloti di casa nostra? Ok, talento ed esperienza, ma se i nostri non riescono a imporsi nei rally nazionali, come sperano di fare faville all’estero?

Gli ultimi due appuntamenti del campionato italiano rally, hanno designato uno scenario che sarà a dir poco interessante per il futuro e rappresenterà il leit-motiv principale per la stagione ventura. La bontà del progetto Skoda si è palesata nel finale di stagione, con il successo della neonata Fabia R5 sia al Rally di Roma che al Due Valli, mostrando a tutti le eccellenti qualità della vettura nonché le ottime basi dell’ambizioso progetto di Skoda Motorsport, nel tentativo di riprendersi lo scettro di regina italiana. D’altronde la casa ceca non poteva stare certo a guardare e presentare una nuova vettura è sicuramente il modo migliore per dichiarare battaglia ai rivali francesi.

Il tutto a favore dello show, dello spettacolo e dell’intrattenimento di uno sport e di un campionato che meriterebbe più attenzioni ma che viene troppo spesso sottovalutato dagli addetti e dai media. Se a tutto ciò si aggiunge una presunta – ma non ancora ufficiale – collaborazione tra la M-Sport e la BRC per il miglioramento della Fiesta R5 a GPL di Basso e le infinite motivazioni di Andreucci, che ora punta alla doppia cifra, avremo una edizione 2016 del CIR stellare.

Skoda vs Peugeot. Andreucci vs Scandola. E tanto, molto altro a fare da terzo incomodo.

Arrivederci al 2016!

Alessio Sambruna