Messico – DAY3 : Ogier a mani basse

Pochi i veri protagonisti di questo terzo appuntamento del Mondiale Rally e, in tutta sincerità, altrettanto pochi i pretendenti alla vittoria finale; infatti, già dalle prime speciali nei dintorni di Leon, la supremazia di Sebastien Ogier era già stata messa nero su bianco. Il francese, dal canto suo, prova dopo prova ha solo continuato e poi finito il lavoro, trionfando nella gara messicana con oltre tre minuti sul secondo classificato, un Mikko Hirvonen apparso sottotono o comunque ben lontano dalle sue prestazioni abituali.

Il Mondiale, dopo un “due su due” piuttosto pesante del pilota di Gap, sembra avere più che mai il suo nuovo mattatore, subito capace di mettere in riga tutti con una vettura che grazie all’impegno di Volkswagen Motorsport non ha nemmeno sfiorato i cosiddetti difetti di gioventù, incontrati da quasi tutte le vetture WRC (e non solo) utilizzate nella serie iridata; dalla Toyota Corolla alla Ford Focus, passando per Peugeot 206 e 307 e senza dimenticare Seat Cordoba e Skoda Octavia, due auto appartenenti al Gruppo VW e forse mai definitivamente libere da questi problemi. Forse è proprio questa la ragione: negli ultimi vent’anni il Gruppo li ha conosciuti talmente bene che ora con la Polo sa come evitarli. Peccato che il team capitanato da Jost Capito non sia ancora riuscito ad ovviare al suo problema principale per questa stagione, ovvero il numero di scocche necessarie a Jari Matti Latvala per completare la stagione.

Il Rally del Messico oltre a consolidare quella tedesca come una delle migliori squadre sul campo, ha esaltato le doti di Sebastien Ogier e di Julien Ingrassia, partiti subito forte e con l’intenzione di bissare il successo ottenuto in Svezia lungo le ventitre prove speciali sudamericane da sempre ricche di insidie, con il culmine lungo la ventesima speciale, quando il duo Volkswagen si è trovato di fronte ad un cancello sbarrato, obbligando Ingrassia a scendere dalla vettura per aprirlo.

Ma la gara immersa tra cactus e ghiaia ha portato alla luce un nuovo ed interessante tema su cui discutere: il pubblico sempre attento e competente, che solo due mesi orsono chiedeva pacatamente il ritiro di Loeb dalla massima serie, sembra che abbia notato dopo sole due gare senza l’alsaziano, non l’aumento dell’incertezza circa il risultato finale ma bensì un incremento della noia. Passi che il Messico abbia fornito praticamente un solo colpo di scena con il ritiro di Ostberg a nove speciali dal termine, ma il tema espresso in precedenza merita un occhio di riguardo, Loeb faceva così male alla specialità? E adesso? Tutti dietro ad Ogier? Cos’è cambiato allora? Tanti iniziano a chiederselo e TUTTI devono essere smentiti, sperando che il Messico sia stato solamente un episodio isolato.

Tornando alla cronaca della gara, bella prova del belga Thierry Neuville, terzo alla fine e raggiante sul palco del suo primo podio in carriera. Una gara, la sua, lontana dalla critica fine a se stessa e fatta di impegno, costanza ed ottime prestazioni che premiano così il driver di Sankt Vith. Con circa due minuti di ritardo dal pilota Ford conclude Daniel Sordo, ancora alla ricerca del giusto feeling con la Citroen DS3 WRC che precede Nasser Al-Attiyah affiancato dal nostro Giovanni Bernacchini su Citroen ed il rientrante Chris Atkinson su analoga vettura. Settimo è il funambolico Ken Block, questa volta capace di portare al traguardo la sua Ford Fiesta WRC senza ammaccature e regolando Benito Guerra, vera rivelazione di questo terzo round del WRC al debutto sulla Citroen DS3 WRC. Il ceco Martin Prokop raggiunge grazie ad un passo regolare la nona piazza con più di quattordici minuti di ritardo dal vincitore; a chiudere la top ten ci pensano Evgeny Novikov e Ilka Minor su Ford Fiesta WRC.

Subito dietro, Mads Ostberg, tradito dall’alternatore della sua Fiesta quando occupava la seconda posizione e in grado di pressare da molto vicino Ogier, fisso in testa, dalla seconda all’ultima speciale.

Classifica Finale – Rally Guanajuato Mexico 2013

1) Ogier – Ingrassia / 4:30:31.2
2) Hirvonen – Lehtinen / +3:26″8
3) Neuville – Gilsoul / +4:19″6
4) Sordo – Del Barrio / +6:02″5
5) Al-Attiyah – Bernacchini / +8:30″4
6) Atkinson – Prevot / +11:23″8
7) Block – Gelsomino / +11:44″1
8) Guerra – Rozada / +12:45″6
9) Prokop – Ernst / +14:24″8
10) Novikov – Minor / +17:11″1

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