Rally, i vergognosi chiodi di Scandola, urgono soluzioni

Non è di certo un periodo allegro per il motorsport italiano. Poco più di una settimana fa ci siamo sdegnati per i fischi, immeritatissimi, ad Hamilton sul podio di Monza, tralasciando l’allucinante episodio della scorta del ministro Fornero e del sottosegretario De Mistura che hanno usato le pistole come convincenti pass. Quello che però è successo al rally di San  Marino è di una gravità estrema. La gara, valevole per il campionato italiano, stava per sancire il dominio e la prima vittoria di Umberto Scandola e Guido D’Amore, su Skoda Fabia.

Il veronese era scappato il primo giorno e non ce n’era per nessuno, neanche per Andreucci, il Loeb nostrano, che, complice anche problemi all’idroguida e al freno a mano, era ormai avviato al secondo posto. Inizio dell’ultima speciale, per Scandola poco più di una formalità prima della vittoria. Al terzo chilometro però la Skoda subisce un’improvvisa doppia foratura alle ruote anteriori e, tra lo sconcerto generale, è ritiro. A pochi chilometri dalla prima, storica, meritatissima, vittoria.
Sulle prime è proprio il navigatore Guido D’Amore a dare una spiegazione: “Probabilmente gomme difettose.” Passa qualche ora, uno spettatore porta dei chiodi ai commissari e scatta il dubbio, atroce. Si passa al setaccio il cameracar di Scandola, fino a questo fotogramma, postato dallo stesso pilota su Facebook.
Poche storie, poche parole. Le immagini sono più che eloquenti. Qualche idiota ha posizionato, con estrema precisione (ma i commissari nel frattempo dov’erano?), una cintura di chiodi. Impossibile per Scandola vederli ed evitarli. E i rally piombano ora di nuovo in un clima triste e deleterio di veleni e sospetti.
Anche perchè a questo va aggiunto il taglio dei cavi della centralina della vettura di Matteo Gamba, in parco chiuso, coi vigilantes che avrebbero dovuto sorvegliare a vista l’area, ma che non hanno visto nulla.
Gamba ha perso la possibilità, concreta, di aggiudicarsi il titolo Indipendenti, Scandola la sua prima vittoria assoluta, inseguita da tempo.
Chi li ripagherà?
I commissari hanno avviato un’inchiesta d’ufficio che con ogni probabilità porterà al solito nulla di fatto. Ci sarebbero quasi gli estremi per un’accusa di tentato omicidio. Stupido pensare che possa essere stato qualcuno legato ad Andreucci o alla Peugeot, il campionato era già praticamente al sicuro e col palmares che si ritrovano, di certo non hanno bisogno di certi mezzucci per vincere. Stesso dicasi per Perico, che ha vinto il titolo indipendenti. Anzi, gesti del genere, sminuiscono, per non dire infangano, le loro affermazioni.
Le domande sono tante: chi? perchè? Se alla prima con ogni probabilità non avremo maisoluzione, ho paura di quella che può essere la risposta alla seconda. Qualche pseudo tifoso idiota, che non ha capito nulla di Sport, o, peggio ancora, qualche deposciato impotente che sperava di assistere live ad un crash? Il dubbio è legittimo, la paura anche. Visto che non si tratta neanche della prima volta, in Italia. Terra di rallysti che, a volte, si son trovati a fare slalom (se andava bene) tra pietre e chiodi.
Come fare per evitarlo? Purtroppo la mamma degli idioti è sempre incinta, si sa. La soluzione sarebbe quella di posizionare commissari a vista lungo tutto il percorso, ma di questi tempi è un lusso che pochi possono permettersi. Ci vantiamo tanto di essere diversi, e migliori, dei tifosi da stadio, e allora Monza e San Martino sono due campanelli d’allarme da non sottovalutare. Anzi.
Sono due giorni che aspettiamo…speriamo…ci illudiamo va! di leggere una presa di posizione chiara e decisa da parte della Federazione. Sono due giorni che aspettiamo a vuoto. Allora sarebbe bello, come proposto da più parti, che si provvedesse a fare una sorta di premiazione, ben visibile a tutti, in cui Andreucci regala la coppa del primo classifico a Scandola. Uno schiaffo morale, una lezione di vita, di Sport a chi proprio della vita e dello sport non ha capito nulla.
E’ un appello per il campionissimo Paolo Andreucci, la coepiquer Anna Andreussi, Peugeot Italia e, perchè no, la Pirelli, che proprio di questi mezzucci non hanno bisogno per vincere.
Certo, Giustizia vorrebbe l’annullamento dell’ultima ps, ma non è possibile. Lo sarebbe stato se la Skoda avesse concluso la gara e bla bla bla, regolamenti per avvocati.
Gli Uomini, che siano piloti,  addetti o semplici tifosi, hanno un altro codice, su cui qualcuno sta gettando fango e discredito. Fermiamoli prima di trasformare autodromi e prove speciali in stadi di ultras.
Se ne riparlerà con gli amici di sempre nella puntata di mercoledi sera, ore 21.30 su questo sito, di RetroBox con gli amici di sempre.