Guest Post – Dakar Rally Preview: A gennaio si riparte ancora una volta dal Sud America

Con il Guest Post di oggi vi presentiamo Matteo Mozzanica, che seguirà su Motorsport Rants l’edizione 2014 della Dakar! Enjoy!

Il Rally Raid più famoso del mondo prenderà il via il prossimo 5 gennaio da Rosario (Argentina) con la 35a edizione della Dakar, la sesta su suolo sud americano. Purtroppo per gli amanti di questa leggendaria corsa ci toccherà un’altra edizione lontana dal suo habitat, ovvero l’Africa e il Sahara. Se originariamente si è usata la scusa del terrorismo per mollare la tradizione e la storicità della Parigi-Dakar ora questa scusa non regge più, dimostrazione è l’Africa Eco Race che si correrà quasi in contemporanea ma per l’appunto in Africa tra Marocco, Mauritania e Senegal con Jean-Louis Schlesser e il suo Buggy come fedelissimo.

Veniamo al percorso, sarà il più lungo da quando si corre in Sud America e che prevederà una separazione tra Auto/Camion e Moto, il motivo? Semplice, le moto (e i quad) sconfineranno per la prima volta in Bolivia per 2 speciali, mentre Auto e Camion proseguiranno verso il Cile.L’arrivo per tutti sarà il 18 gennaio a Valparaiso (Cile).

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Tra le moto la novità più grande è quella del 5 volte vincitore Cyril Despres che ha deciso di lasciare KTM per tentare di vincere con una Yamaha, con lui ci saranno Olivier Pain, Verhoeven e Metge come principali scudieri. L’altra novità è la Honda ufficiale, affidata a piloti di tutto rispetto come Barreda Bort, Rodrigues, Goncalves, Pizzolito e Sunderland. Infine la KTM, perso Despres punterà tutto sul rientrante Coma (ha saltato l’edizione 2013 per infortunio) e su Casteu, Lopez Contardo, Faria e Viladoms. L’unica certezza sembra proprio essere Marc Coma, con un Lopez Contardo fin’ora incapace di ambire alla generale, ma tuttavia bravo nel vincere le speciali. Viladoms invece sostituirà Caselli, venuto a mancare nei mesi scorsi. Possibili sorprese potrebbero essere Ullevalseter e la sua KTM, il nostro Botturi con Speedbrain, Duclos e Pedrero con Sherco e Farres con Gas Gas.

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Nelle auto a farla da padrona sarà Mini, con più di dieci auto ai nastri di partenza, difatti nello squadrone ufficiale quest’anno si preannuncia una guerra interna fra Mr Dakar Stephane Peterhansel chiamato a fare 13 (7 vittorie tra le moto e 5 fin’ora con le auto), e il suo rivale in casa il principino Nasser Al Attiyah poi spazio anche per Roma, Holowczyc e Terranova. Toyota punterà su De Villiers, la debuttante Ford su Alvarez, Robbie Gordon tornerà con un nuovo Hummer e Carlos Sainz sarà al via con un nuovissimo Buggy. A Sousa e Lavielle toccherà tenere alti i colori cinesi del Haval/Great Wall e Chabot sarà di nuovo alla partenza col suo Buggy SMG. Tra gli altri storici partecipanti degni di menzione avremo Spinelli, Chicherit e Malysz.

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Infine, tra i camion avremo uno nuovo scontro tra squadroni ufficiali Kamaz contro Iveco. Il team russo schiererà oltre al vincitore uscente Nikolaev anche Mardeev, Karginov (per loro inoltre motori nuovi fiammanti) e i giovani chiamati a far esperienza e da gregari Sotnikov e il vincitore dell’Africa Eco Race 2013 Shibalov. Per gli Iveco De Rooy, Stacey, Vila Roca, Adua; ci saranno anche altri marchi, come il Tatra di Kolomy e Loprais oltre ai MAN, Ginaf, Mercedes e gli Hino di Sugawara al via anche in questa edizione.

Si preannuncia probabilmente la miglior Dakar di sempre su suolo americano, con all’orizzonte la voce di un arrivo di Peugeot Sport ufficiale nel 2015, sarà vero? Lo scopriremo col tempo, un anno è molto lungo. Il rimpianto più grande rimarrà comunque il non poter ammirare questo spettacolo in Africa, con il ricordo ancora vivo del Grande Deserto e di tutte le avventure capitate tra le dune dal 1979 al 2007, delle vere Parigi-Dakar, del Tenerè in Niger, le enormi dune della Mauritania e il meraviglioso arrivo sul Lago Rosa a Dakar… ah che bei ricordi! Quando rivedo su YouTube il passato di questo meraviglioso rally raid oltre alla nostalgia mi domando sempre “Chissà se l’ideatore di questa corsa Thierry Sabine sarà contento di vedere la sua corsa lontano dall’Africa… e chissà se lui avrebbe mai permesso un simile spostamento” Pensandoci bene forse so la risposta.

Matteo Mozzanica