Un’ Alfa al rally di Montecarlo, Marchionne ci sei?

Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.

Erasmo da Rotterdam

Le ricordate queste parole? Divennero celebri qualche anno fa, quando un, bellissimo, spot incitava a comprare un’Alfa Romeo. Non perchè era comoda, sicura, stabile, veloce, potente, elegante. Non perchè era il cervello a comandare, ma perchè lo voleva il cuore. E il cuore, si sa, ha sempre ragione.

Quante volte a RetroBox ci, mi, avete sentito ripetere che sono un paio di ere geologiche che il gruppo Fiat non investe davvero nelle corse. Pian piano ha ritirato tutti i progetti (vincenti), ha sciolto il solidalizio con la Ntechnology, che ci aveva portato a vincere ovunque. E così, pezzo dopo pezzo, via la 156 Super2000, via la 147 GTA Cup, via la Punto S2000, via le forniture di motori a Formula 3 e Formula Abarth. Via sul nascere anche la Pandakar, anche se onestamente era più un gioco che altro. Via tutto. Via anche Luca De Meo, uno bravo a parlare e far amare il marchio, che dopo aver litigato con Marchionne, ha salutato tutti e ha portato la Polo nel WRC. Amen.

Così, noi italiani dal passato glorioso, che ricordiamo sempre i 6 titoli consecutivi Lancia nel Mondiale Rally, i campionati vinti a ripetizione da Giovanardi e la 156 (e aggiungi la 155 nel ’97 e Tarquini nel 2003), le vittorie Ferrari a Le Mans o le imprendibili Abarth che hanno forgiato campioni su campioni, insomma noi che abbiamo fatto vedere i sorci verdi a chiunque, ci siamo trovati con…il nulla. Esclusa la Ferrari in F1, il 90% dell’attività sportiva del Gruppo è occupata dalle Ferrari GT2 e GT3, il resto sono trofei e monomarca con la 458, la Maserati Granturismo e l’Abarth 500, quest’ultima ormai ridotta al lumicino.

Parole dette e stradette, ripetute fino alla nausea. Senza futuro. Vero. Ma allora perchè insistere ancora su quest’argomento? Perchè continuare a girare il coltello nello piaga?

Perchè mentre nonno Loeb, in gita di piacere, mazzuliava il nutrito gruppo di sbarbatelli pretendenti al suo trono, in gara, fuori dai riflettori ufficiali, c’era un’equipaggio particolare.  Martin Rada e Jugas Jaroslav, equipaggio della Repubblica Ceca, aveva deciso di affrontare il Monte con un’antidiluviana Alfa 147. E sono arrivati alla fine, 24esimi assoluti e noni tra le due ruote motrici, su 71 partenti di cui 45 arrivati al traguardo. Neanche male per un’auto del 1998 e un equipaggio non esattamente di fenomeni.

486079_591045067576606_1707115897_n

Vedendo quel cuneo rosso sfrecciare tra le nevi del Principato, ti tornano in mente le parole di Erasmo mentre la malinconia si impossessa di te. Inutile stare qui a ricordare che per vedere un’auto italiana in gara abbiamo dovuto ringraziare i cechi.

Follia. Passione. Marchionne, ci sei?


(grazie a Michele Mich Pezzuto per aver scovato il video)

[follow id=”Palumbo_Max” ]