Via Ford e Mini, quale futuro per il WRC?

Con un comunicato rilasciato nella giornata di ieri, Ford Europa annuncia il ritiro in forma ufficiale dal Mondiale Rally. E’ stato bello, ci siamo divertiti, abbiamo anche vinto e ci siamo tolti le nostre soddisfazioni, ma la festa finisce qui. Saluti, ringraziamenti di rito e la manina fa ciao ciao. E in fondo, in modo diverso, è la stessa sostanza del comunicato diramato da Mini Motorsport nel fine settimana precedente. Ford e Bmw a fine anno tolgono il disturbo, è la crisi. Non è un ritiro a tutto spiano, il prossimo anno avremo sempre le Fiesta e le Mini private, ma….
Così come la Prodrive con le Mini, anche M-Sport continuerà a sviluppare le vetture dell’ovale blu con le quali dal ’97 ad oggi ha inanellato 52 vittorie e qualche titolo mondiale. Cosa che non farà la RallyArt, che schiera, schierava, sotto le insegne di “Mini Portougal” le inglesi ufficiali. Mario Stagni e la sua troupe cercheranno altri lidi, troppo facile pensare alla Hyundai attesa nel 2014.
Ed è proprio il futuro a preoccupare di più. Ford e Mini hanno ufficializzato il ritiro, quindi la loro presenza il prossimo anno sarà tutta da valutare in termini di qualità e competitività. Citroen affronterà quello che probabilmente sarà il suo ultimo anno, prima di passare con Loeb nel Wtcc. Il rischio forte è che il tanto strombazzato arrivo in grande stile di Volkswagen rischi di diventare una cavalcata solitaria. Due team privati e uno in smobilitazione, il rischio che le Polo corrano da sole è alto.
Scontato, a questo punto, la firma di Latvala al fianco di Ogier. Sperando in un duello interno come quello del 2011 in Citroen per tenere vivo lo spettacolo. In attesa della Hyundai nel 2014 e della, si mormora, Subaru nel 2015. Sempre che non sia troppo tardi.
Un peccato, un vero peccato. I fan sognavano in grande stile un supercampionato con Ford, Vw, Huyndai, Mini e magari Peugeot al posto di Citroen che se le suonavano di santa ragione. La realtà si dimostra decisamente più cruda. E amara.

C’è la crisi ed è vero. Le fabbriche chiudono e quindi anche per i costruttori tenere in piedi programmi sportivi da milioni di euro risulta difficile da sostenere, economicamente e politicamente. Però un dato dovrebbe far ragionare i federali. Ford si ritira ma svilupperà la Fiesta R5, la Peugeot non c’è proprio, a meno di non volerla accostare alla Citroen in smobilitazione, e ha già pronta la 208 R5. La Mini tenterà di sopravvivere con le RRC.

Vista così, da fuori, sembra che i Costruttori vogliano impegnarsi nei rally, ma per come è strutturato ora, il WRC costa troppo. E non ha mercato. Il mondiale rally non è la Formula 1 che può permettersi, crisi o non crisi, di spendere e spandere. Il nuovo regolamento WRC è appena nato, è vero, il prossimo sarà il terzo anno di vita per le 1.600 turbo, ma se si prendesse l’ipotesi di eliminarle per diminuire i costi e allargare la base? Tra R5 e RRC di vetture ce ne sarebbero decisamente tante, e i costruttori avrebbero il doppio vantaggio di far conoscere il loro marchio e, sopratutto, di poter vendere vetture da gara. Monetizzando subito l’investimento fatto. Si darebbe la possibilità di tornare alle wild card, di crescere i giovani nei campionati nazionali a basso costo con le stesse vetture del Mondiale.
Il mondialino IRC qualcosa deve pur aver insegnato…

La patata, incadescente, ora passa in mano della Fia dell’ex navigatore Jean Todt.