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Harald Ertl, il pilota che la fece in barba alla F1

Anno 1976: voliamo indietro nel tempo sul magico circuito di Le Castellet, Francia. Sotto un sole mite di prima estate si svolgono le qualifiche per determinare i 26 piloti che daranno vita al GP francese il giorno successivo, 4 Luglio 1976. A presentarsi in pista per sottoporsi al giudizio del tempo vi sono 30 vetture, tra le quali quelle appartenenti ai soliti Niki Lauda e James Hunt, storici avversari in lotta per il titolo finale, John Watson e Clay Regazzoni, ai sudamericani Carlos Pace ed Emerson Fittipaldi, agli idoli di casa Jean Pierre Jarier e Patrick Depailler, ai belgi Jacky Ickx, fresco vincitore della 24 ore di Le Mans, e Patrick Nève, sostituto dell’indisponibile “eterno sfortunato” Chris Amon.

Il miglior tempo tra le sessioni di venerdì e sabato viene stabilito dall’inglese James Hunt che ferma il cronometro dopo 1’47.89″. Autore del secondo “best time” delle prove è proprio Niki Lauda. Alle loro spalle completano le prime tre file il francese Patrick Depailler, l’elvetico Clay Regazzoni, Carlos Pace e Ronnie Peterson. Il verdetto finale vede estromessi dalla corsa gli ultimi quattro classificati, ovvero Damien Magee, inglese alla seconda esperienza in F1 e sostituto di Jac Nelleman, il brasiliano Ingo Hoffmann, l’eroe della nostra storia Harald Ertl e lo svizzero Loris Kessel.

Vi starete probabilmente chiedendo perchè ci si è soffermati così minuziosamente su un semplice turno di prove di un alquanto anonimo gran premio della storia della Formula 1. Beh, un motivo c’è. E quel motivo ha nome Harald Ertl. Già, chi era costui?

Harald Ertl nasce a Zell-am-See, in Austria, il 31 Agosto 1948, nel traumatico clima post-conflitto mondiale che anima i paesi coinvolti nella guerra. Il piccolo si appassiona ben presto ai motori, arrivando a comprare, appena ventenne, una Formula 5 con la quale si mette in mostra vincendo alcune competizioni a livello europeo. Approdato in Formula 3 continua a mettersi in luce tra gli addetti ai lavori guadagnandosi qualche gettone di presenza nella Formula 2, categoria in cui ottiene tuttavia pochi risultati degni di nota.

L’anno di svolta della carriera del baffuto austriaco, che passerà alla storia come “il pilota con la barba più folta ad aver guidato una F1”, sarà il 1975: sponsorizzato dalla prestigiosa birra Warsteiner coglierà al volo l’occasione della vita, firmando un contratto con l’omonimo team alla guida di una Hesketh dorata. Se si eccettua l’ottimo ottavo posto al debutto in Germania, Harald non convince in pista, mostrando invece una preoccupante tendenza a non riuscire neppure a qualificarsi per la gara nei giorni di qualifiche.

Continua a gareggiare in F1 anche per le 4 annate a venire, fino al termine della stagione 1980: oramai trentaduenne si concede un anno sabbatico, intenzionato poi a tornare alle corse nel 1982. Il suo programma non si realizzerà a causa di un incidente aereo nel quale perderà la vita insieme ad un amico ed al nipote il 7 Aprile del 1982. I pochi ricordi che i tifosi e gli amanti di motori hanno di Ertl si limitano alla sua particolare e foltissima barba ed al suo ruolo all’interno del salvataggio di Niki Lauda, assieme a Guy Edwards, Arturo Merzario e Brett Lunger, nel terribile rogo del Nurburgring.

Quello che in pochi sanno è però quel che Harald si inventò per riuscire a partecipare al Gran Premio di Francia dell’anno 1976. Non essendosi qualificato, come abbiamo visto prima, egli non aveva il diritto di schierarsi in griglia di partenza e di correre il GP, secondo le naturali regole del mondo delle corse.  Tuttavia le numerose occasioni perse, weekend dopo weekend, cominciavano a farsi pesanti sulla schiena del giovane austriaco. Si trattava di salvare l’onore, almeno davanti al folto pubblico francese. Come testimonia questo raro video dell’epoca, il nome di Ertl non compare tra quelli dei piloti partecipanti alla gara,

 

eppure l’austriaco si decise ad uscire dai box, con la propria lucida e bianca Hesketh, ed a schierarsi in griglia insieme agli altri colleghi. In una scena quanto mai anacronistica, riuscireste ad immaginarvi qualcosa di simile accadere al giorno d’oggi in F1 o in una qualsiasi altra categoria motoristica? Beh, io no. Il buonsenso, arrivati a questo punto della storia, vorrebbe che il pilota ritornasse sui suoi passi, facendosi da parte, o quanto meno assistere all’intervento tempestivo degli addetti ai lavori. Chiaramente quel giorno non accadde nulla di tutto ciò.

La sfacciataggine di Ertl non poteva fermarsi ad una semplice comparsa sulla griglia di partenza ad attorcigliarsi i baffi. Harald decise di prendere il via della gara dietro alle altre auto, tra lo stupore dei tifosi che, incuriositi, contavano giro dopo giro il numero delle auto in pista, differente da quello dei partecipanti alla gara inizialmente. Si permise perfino di recuperare qualche posizione, superando anche il compagno di team Edwards, ma fu allora che il destino intervenne a fermare la prode buffonata di Ertl: al quinto giro il motore della sua Hesketh si ammutolisce, prima ancora che gli indecisi commissari di gara avessero fatto in tempo a sventolargli davanti la bandiera nera.

Una figuraccia, penserete tutti. Chissà. Di certezze all’interno di questo racconto, più simile ad una favola che alla realtà, ce ne sono ben poche, ma forse una conclusione possiamo trarla anche noi. Harald Ertl avrà anche oltrepassato il limite che lo sport gli aveva posto davanti, ma lo ha fatto in buona fede, con il sorriso sulle labbra di chi ha poco o nulla da perdere. Chi lo biasimerebbe?

Provate a guardarlo un ultima volta: appare un po’ fiero, con lo sguardo di chi la sa lunga, di chi ha compiuto un gesto che tutti ricorderanno senza nascondere il sorriso e lo stupore. Eccolo, lassù che vi guarda: sorride sotto i baffi, il buon Harald Ertl. Non so voi, ma io sto dalla sua parte.

Fabio Valente

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Di Fabio Valente

Fabio Valente, 17 anni, da Ferrara. Un motore al posto del cuore ed un mondo di nome NASCAR in cui vivere. Una parte di me mi vuole musicista, l'altra giornalista sportivo. Al futuro la scelta...
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