IMOLA 94: ANCHE A BRABHAM CEDETTE LO STERZO DELLA SUA SIMTEK IN GARA

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Molte cose si son scritte e dette su Imola ’94 in questi giorni.

Ci son un paio di vicende che meritano però di essere riportate alla luce: quella di una famiglia e quella di un eroe nascosto.

La famiglia è quella di Ratzenberger, avevano ripudiato il figlio dopo che Roland decise di correre in auto. Si erano allontanati. Non ne volevano sapere nulla. Roland in Giappone ed in giro per il mondo e loro in Austria. Quando Roland arriva in F1, grazie ai soldi di una facoltosa donna monegasca, le prime nubi cominciano a diradarsi nei rapporti famigliari. Imola era la prima gara che i genitori di Roland seguivano dal vivo…che destino beffardo. Al sabato pomeriggio, il manager restituì alla famiglia le chiavi del nuovo appartamento di Salisburgo che Roland aveva finito di sistemare giusto una settimana prima. Quando i genitori entrarono in quell’appartamento videro i tantissimi trofei del figlio ottenuti nel motorsport. Trofei di cui non sapevano nulla. La carriera del loro figlio, che un fermo non era, gli si manifestò dinanzi così…

L’eroe, passatemi il termine, fa David di nome e Brabham di cognome. Si, proprio lui, il compagno di Roland alla Simtek. Quella non era un’auto da prime file. Giusto per rendere l’idea,  erano riusciti a montare le monoposto alla prima gara dell’anno solo grazie a viti e bulloni regalati da Williams e McLaren. Wirth, il progettista, aveva preso parte del know how, se così si lo può definire, e del materiale dell’Andrea Moda per fondare la scuderia ametista. Gli inizi non son stati facili. Quel musetto che si staccò dall’auto di Roland era fissato con 4 attacchi…forse pochi? Sta di fatto che il team quel sabato pomeriggio era a pezzi. I meccanici che tanto avevano lavorato erano distrutti psicologicamente. David decise di tornare in pista la domenica in onore di Roland (su richiesta anche della famiglia) e per i meccanici…per fargli capire che non fu un’inesatta preparazione della vettura a innescare l’incidente. Proprio questi meccanici la notte portarono i fissaggi del musetto da 4 a 6 bulloni…

Di fatto c’è che la vettura la domenica mattina male non va. David decise quindi di affrontare anche la gara. Ma quello che in molti non sanno, o non ricordano,  è che al restart dopo la sospensione per l’incidente di Ayrton…BANG! Anche David da una botta tremenda prima della variante bassa. Anche a lui, come ad Ayrton, cedette lo sterzo in velocità.

Mal progettato? Fissato Male? Pista sconnessa? Nessuno indagò. David non disse nulla ai meccanici. Ad oggi si ritiene un sopravvissuto di quel weekend. Wirth racconta invece che la squadra “era inesperta, pagammo errori di gioventù.

Vero. Infatti da quel weekend una cosa che cambiò fu anche l’accettare o meno da parte della FIA certi tipi di team in campionato. Niente più auto montante all’ultimo istante. Niente più monoposto con 2 sospensioni da F1 e due da F3000, come la Pacific, giusto per non fare nomi.

Cambiò tutto, per fortuna in meglio…