Intervista ad Alex Caffi tra passato,presente e futuro

L’occasione è stata una gara di go kart con amici. Luogo, kartodromo PalaK di Cinisello Balsamo. Quello che ci sventola la bandiera a scacchi alla fine della gara è,si proprio lui, Alex Caffi.  Proprietario del Kartodromo, Alex ci spiega,dopo le corse Dakar, la sua nuova attività. Kart elettrici con recupero di energia kes tipo F1. Mega tensostruttura con pista (disegnata da lui,molto impegnativa)da 600mt. A far da contorno a tutto una bar pizzeria ristorante. Insomma come dice Alex,un luogo per tutti, per vivere la passione dei motori e della velocità su quattroruote.
Io,che mi ero preventivamente portato da casa una foto da fargli autografare,sperando di trovarlo, giro il coltello nella piaga dei ricordi quando gli mostro la foto che lo ritraee a bordo della Dallara a Montecarlo.

1989moncaffidallara

“Che piacere mi fa rivedere questa macchina. Guardala,quanto bella era? Le F1 di quegli anni erano bellissime” E come andava chiedo io?  “Aveva tantissimo grip al posteriore,una vettura fantastica sopratutto nei tracciati da trazione come Montecarlo e l’Ungheria”. Due gran premi che infatti portarono fortuna ad Alex.
Montecarlo gli chiedo,ma com’è guidare nel toboga monegasco? “Montecarlo o si ama o si odia. Io adoravo Montecarlo,gente come Piquet no. Montecarlo,almeno ai miei tempi,ora forse è più difficile,dava la possibilità ai piloti di lottare ad armi quasi pari. Di mostrare il proprio valore,anche se non eri in un top team. Senna lo adorava,andava proprio forte la.
La domanda nasce quindi spontanea.Che bella era quella F1 vero?
“Non è retorica,o perchè l’ho vissuta io. Ma penso che quella era veramente una bella F1,anche più umana. Guarda le linee delle vetture, quanto belle erano? Certo,anche ai miei tempi i Rosberg,i Lauda,dicevani che era meglio la loro F1, ma penso che il periodo in cui ho corso io forse veramente tra i migliori,per auto e piloti”
L’occhio cade su di un paio di foto della Osella…

IMG_0161

“Che emozioni. Quei turbo.Pigiavi l’acceleratore e la risposta del turbo arrivava dopo mezz’ora. Erano auto fisiche,dure da portare a spasso. Mi vien da ridere a pensare a certi piloti di oggi che si lamentano”
Poi una foto di Alex fermo ai box a Detroit senza la parte superiore della carrozzeria. La vasca telaio nero carbonio ben in vista, con gli attacchi delle  sospensioni ad altezza gambe.Dai fori si vedevano uscire i piedi...”Dovevamo essere pazzi, ma allora era la miglior sicurezza che avevamo” soridendo.

IMG_2718
Poi una battuta sull’Andrea Moda…ho rischiato a farla (e qui a posteriori rido io) ma Alex,anche lui sorridendo mi fa “Che dire,Andrea ci ha provato,era bello perchè era un tempo in cui potevi provarci”.
Noi ed Alex saremo rimasti a parlare per ore,la dakar,l’endurance, molte sono le cose che avremo voluto chiedergli.Ma io tempo è tiranno, e tra l’altro Alex doveva premiare chi aveva vinto la gara tra noi amici.
Uno di noi Alex. Speriamo di ritrovarlo il prossimo anno,e continuare la nostra chiaccherata. Per lui ci sono altri progetti ora,la Dakar, e l’apertura di nuove piste coi kart elettrici in giro per l’Europa.

IMG_2709