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Back To The Future

Saliamo on board con Ayrton Senna e due aneddoti per ricordarlo

Com’era la F1 vista dall’abitacolo di Ayrton? Ce lo spiega lui…
“Non soono tanto grande di statura quindi non è difficile per me stare dentro un’abitacolo di F1. Mi piace stare il più basso possibile per evitare turbolenze attorno al casco. Anche il volante lo voglio in posizione più bassa possibile, con un diametro molto piccolo. Gli specchietti devono essere posizionati perfettamente,devo rendermi bene conto di chi ho dietro.
Sono maniacale su due cose. Il windscreen che mi devia l’aria attorno al casco. Deve essere perfetto per non farmi sentire le turbolenze. L’altra cosa è il sedile che adoro imbottire con spessori per non soffrire il mal di schiena. Perdo ore a sistemarlo, è essenziale. Le cinture prefrisco stringerle da solo. Lascio al meccanico solo l’ultimo strappo. Le tiro,trattengo l’aria,le ritiro e ripeto la stessa cosa finchè sono un tuttuno con la vettura.
Voglio che ci sia una scritta per ogni pulsante o leva,devo vedere cosa sto azionando ad alta velocità immediatamente. Il display del cruscotto deve darmi tante informazioni e tutte chiare. Devo controllare le infomazioni passo passo di quello che fa l’auto curva dopo curva. E’ essenziale per capire come funziona la vettura e cosa dire ai miei ingegneri.”

Grande Ayrton…tra i primi a portare tanta attenzione ai dettagli in F1.

E ora due aneddoti
Ducarouge disse che durante un giro di qualifica a monza prima di scendere in pista disse..”qui recupero 1 decimo,qui2, qui 1″. Alla fine andò proprio come disse e quando scese dalla vettura ayrton si ricordava di tutti i dati letti nel display del cruscotto, e questo durante un giro veloce.

Whitmarsh disse che un giorno mentre era in sede gli venne chiesto di firmare un certificato di autenticità per un volante da regalare ad un VIP appassionato della mcLaren. Quando si accorse che il volante era quello che Ayrton usò nel 1993 in brasile e a donington si rifiutò di cederlo. Nemmeno al presidente degli stati uniti d’america lo avrebbe dato. lo mise via e rimase in un armadio a woking. Una sera mentre era alla guida con Dennis seduto di fianco mezzo addormentato,aproffitò del momento di poca lucidità di ron per chiedergli se poteva prendersi un volante che era in sede da un pò. Certo disse Ron…ma subito dopo resosi conto della domanda beffarda gli chiese quale volante era…Quello di Senna di Donington disse Martin…Ron ormai aveva dato la sua parola e firmò il certificato di autenticità a Martin. “Non ho memorabilia di F1 nonostante la mia posizione,solo quel volante,di cui non mi separerò per nula al mondo”. Ha detto Martin.

Di depaillerontyrrellp34

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