Il grido di dolore di Baldan: “Noi Campioni italiani abbandonati dalla Federazione”

L’ultima puntata dell’anno di RetroBox ha visto come ospite Nicola Baldan. Campione Clio, Campione 500 Abarth, Campione Mini, quasi Campione EuroV8, ritorno vittorioso in Leon Cup, Nico è uno dei quei piloti di casa nostra dal piede pesante e portafoglio leggero.

Nonostante il suo palmares, Baldan fatica ogni anno a trovare una sistemazione e proprio di questo abbiamo parlato. Senza peli sulla lingua, con la consapevolezza di chi ha dato tutto e ha ricevuto poco e niente, Baldan ha parlato dei guai dell’Italia da corsa, della sua esperienza e delle sue speranze.

Se non fossi stato italiano probabilmente oggi una specie di contratto l’avrei avuto“, ha detto Nicola e probabilmente è difficile dargli torto. Basti guardare a quanti piloti la FFSA ha piazzato in giro per il globo, dai rally, all’IndyCar alle turismo fino alla F1, o delle possibilità che si hanno in Germania. Se solo pensiamo a quanti anni sono che non si vede un italiano nel mondiale rally o in F1, nonostante un fornitore unico come Pirelli, c’è da star male a sufficienza.

La domanda è molto semplice: l’Aci Sport sta facendo tutto per i suoi piloti? Li sta supportando? Oppure…”una volta vinto il titolo, non sanno neanche chi sei. Mai ricevuto una telefonata per dire bravo“?

Non esiste una reale academy Aci, un programma giovani che aiuti i nostri a salire. “Con quello che ho vinto, qualcosa onestamente me lo sarei aspettato” ha detto Nicola, “invece ho concluso l’EuroV8 con le pastiglie dei freni usate dell’altra macchina del team.”

Sono tanti i nostri piloti ad essersi lamentati di questa situazione, ma basta vedere recentemente cosa è successo ai vari Mortara, Filippi, Valsecchi e Pantano. Solo il primo si è salvato grazie all’Audi, mentre per gli altri è davvero dura. E il futuro di Marciello è alquanto nebuloso.

L’Aci Sport supporta i suoi campioni? Può (deve) fare qualcosa in più? Ascoltate l’intervista di Nicola, è un punto di vista senza peli sulla lingua da chi ha vissuto in prima persona il…modello Italia.