Indy sorride a Dalziel e Popow, giornata agrodolce per i colori italiani

Uno degli eventi più importanti del campionato Grand-Am, il Brickyard Grand Prix, si è rivelato anche uno dei più spettacolari e imprevedibli. La gara si svolge nel circuito infield del catino di Indianapolis (nello stesso senso di marcia utilizzato, a suo tempo, dalla Formula Uno), è stata introdotta in calendario lo scorso anno e si tiene in concomitanza con le tappe della NASCAR Sprint Cup Series e Nationwide Series, cosa che contribuisce ad aumentarne enormemente il prestigio sportivo e mediatico.

L’edizione 2013 non ha deluso le aspettative e ha pesantemente rimescolato le carte in chiave classifica. Dopo tanti colpi di scena e uno scroscio di pioggia, la vittoria è finita nelle mani di Ryan Dalziel e Alex Popow, quest’ultimo trionfatore anche lo scorso anno insieme a Sébastien Bourdais (stavolta solo undicesimo in coppia con il venezuelano Emilio Di Guida). L’equipaggio dello Starworks Motorsport si porta in testa alla classifica salendo duecentoventinove punti, con dieci lunghezze di vantaggio su John Fogarty/Alex Gurney (terzi al traguardo e secondi nella generale) e diciannove sui precedenti leader Max Angelelli/Jordan Taylor, che scalano al terzo posto a seguito di una gara sfortunata; le premesse erano delle migliori, con Taylor che aveva siglato la Pole Position, e la corsa stava procedendo molto bene quando “Max the Ax” è stato speronato e costretto al ritiro da AJ Allmendinger. Un gran peccato per la formazione del Wayne Taylor Racing, che senza quell’intoppo si sarebbe giocata la prima piazza fino alla fine.

Con il secondo posto odierno Scott Pruett e Memo Rojas si sono aggiudicati il North American Endurance Championship (NAEC), speciale classifica che comprende i risultati ottenuti nei tre appuntamenti più “classici” della Grand-Am: 24 Ore di Daytona, 6 Ore di Watkins Glen e, appunto, Brickyard Grand Prix.

Da segnalare anche l’ottima prestazione del debuttante di lusso Rubens Barrichello, in coppia con Scott Peterson, che ha concluso in un’onorevole quinta piazza malgrado un testacoda che pareva poter mettere la parola fine alla prova della vettura del team Doran.

Max Papis riscatta la giornata no dell’Italia cogliendo il successo in GT insieme a Jeff Segal: la Ferrari #61 del team AIM di Remo Ferri ha tenuto dietro la Chevrolet Camaro di John Edwards e Robin Liddell, vincitori di classe per quanto riguarda il NAEC. L’equipaggio dello Stevenson Auto Group sale a quota duecentoventicinque punti in classifica, solo quattro in meno rispetto a John Potter ed Andy Lally. Tra le GX svettano Tom Long e Sylvain Tremblay, mentre a Jim Norman va il titolo del “trittico delle classicissime”.

Tra due settimane la Grand-Am scenderà in pista insieme all’American Le Mans Series per un evento combinato sul tracciato di Road America: le due serie gareggeranno rispettivamente Sabato 10 e Domenica 11 Agosto.