Wolf Silvester muore nel VLN: il racconto di Andrea Sabbatini

Il fine settimana del 22-23 Giugno è stato uno dei più tragici degli ultimi tempi, per il mondo del motorsport. Wolf Silvester è morto nel corso di una prova del campionato VLN mentre Allan Simomsen è scomparso nel corso della 24 Ore di Le Mans. Come a voler legare i due episodi, Simonsen aveva partecipato anche al VLN e alla 24 Ore del Nurburgringing.

Motorsport Rants vi riporta un punto di vista “privilegiato”: quello di Andrea Sabbatini, che si è suo malgrado ritrovato nel ruolo di testimone oculare del dramma avvenuto sul Nordschleife. Col lui vogliamo analizzare i due episodi, approfondendoli e comparandoli.

“E’ stato un doppio shock – racconta Andrea – perché il primo incidente l’ho vissuto, ahimè, in diretta, mentre il secondo è stato davvero assurdo”.

Nel corso dell’ultima gara del campionato VLN, tenutasi il weekend scorso sul Nürburgring Nordschleife, ha perso la vita il pilota Wolf Silvester. Hai visto l’incidente? Potresti raccontarci la sua dinamica?

“Come sempre la gara è stata da subito serratissima. I piloti danno il tutto per tutto a partire dallo start, tenendo alta la tensione e lo stress, perché nel VLN i ritmi sono molto elevati e i distacchi minimi in tutte le categorie, nonostante si tratti di gare di durata (in questo caso una 4 ore). Salgo in macchina intorno alla terza ora di gara affrontando le tipiche condizioni meteo del Nurburgring, un’alternanza di sole e pioggia nelle diverse parti del tracciato che rende impossibile trovare il corretto setup della vettura. Durante il mio quarto giro mi accorgo da subito che qualcosa non va: giungendo nel tratto finale del circuito, poco prima del rettilineo, oltre alle doppie bandiere gialle vedo ambulanza, staff medico e, con la coda dell’occhio, un pilota steso su una barella. Mi chiedevo però come fosse possibile che la macchina, un’Opel Astra Cup “parcheggiata” poco più avanti, fosse pressoché intatta. Passando per quel tratto di pista nei due giri successivi vedo sempre la stessa scena e considerando che un giro completo del Nordschleife con la nostra Astra OPC (la versione precedente rispetto a quella di Silvester) dura circa dieci, undici minuti, mi rendo conto di come la situazione sia più seria di quanto sembri. Nel corso della tornata successiva vengono esposte le bandiere rosse ma nessuno, né gli uomini ai box, né noi piloti all’interno delle vetture, capisce il motivo della sospensione della gara. Fatto sta che veniamo tutti richiamati al parco chiuso”.

Possiamo immaginare quanto fosse pesante l’atmosfera, a questo punto...

“Siamo tutti increduli, anche perché comincia a girare la notizia che si possa ripartire per disputare l’ora di gara rimanente. Poi però viene presa la decisione definitiva e la gara è dichiarata conclusa. Vediamo l’ambulanza arrivare nei box e dirigersi verso il centro medico del circuito: qui cominciamo a capire che c’è veramente qualcosa di serio. Tutti prendono a smontare attrezzature, a smantellare tutto. Io vado a cambiarmi e proprio mentre mi sto togliendo la tuta arriva l’annuncio dello speaker: Wolf Silvester è stato vittima di un infarto ed è morto. Nel paddock cala un silenzio decisamente inusuale. Non avrei mai voluto assistere ad un episodio simile, soprattutto come “testimone” del fatto. E’ davvero una sensazione terribile”.

Chi era Wolf Silvester?

“Wolf Silvester era un veterano del ‘Ring. Aveva cinquantacinque anni e si era già aggiudicato per due volte il campionato VLN, nel 2006 e nel 2010. Quest’anno correva con la Opel Astra Cup, l’ultimo modello proposto dalla Casa tedesca”.

Hai detto che è stato un infarto a causare la sua scomparsa, non un incidente.

“Già, non è stata colpa dell’incidente di per sé. Wolf aveva avvertito il suo compagno di squadra, Mario Merten, di prepararsi a prendere il suo posto, dicendo di sentirsi poco bene. Purtroppo due curve prima del rettilineo finale la macchina è andata a sbattere senza controllo contro il guard rail (per la verità neanche tanto violentemente). I soccorsi sono stati tempestivi ma inutili: una volta arrivato al centro medico Wolf ha avuto un arresto cardiaco fatale”.

Il dramma di Silvester ha avuto luogo quasi contemporaneamente a quello di Allan Simonsen, la cui morte è avvenuta poco dopo la partenza della 24 Ore di Le Mans. Che idea ti sei fatto dell’episodio?

“Appena sono arrivato in hotel ho controllato se su internet si parlasse già di quanto accaduto a Silvester e lì scopro di Simonsen. “Non è possibile – penso -, è proprio un weekend maledetto!”. Ho cercato qualche video dell’incidente e anche in questo caso non mi è sembrato un incidente drammatico. Nei primi filmati si vede solo la vettura semidistrutta che rientra in pista dopo l’impatto contro il guard rail. Poi ho trovato un camera car della macchina che segue il malcapitato pilota danese e si nota come sia stata una perdita del controllo provocata dall’asfalto viscido a far scartare la macchina verso le protezioni. Però c’è una cosa che continuo a non capire…”

Ovvero?

“La sicurezza a bordo delle vetture da corsa ha fatto passi da gigante negli anni e non mi spiego come un pilota possa aver perso la vita in un incidente del genere, apparentemente incruento. Nelle foto della vettura dopo l’incidente si nota solo il tetto leggermente schiacciato sulla parte destra, mentre il frontale è quasi intatto. La botta deve aver causato una fortissima decelerazione, risultata poi fatale, altrimenti è difficile spiegarsi l’accaduto”.

La vostra gara è stata sospesa per permettere ai medici di soccorrere il pilota. È stata la scelta giusta o si poteva continuare a correre?

“Penso che sia stato giusto sospendere la nostra gara. Sul momento non capivo cosa stesse succedendo e a dire la verità me la sono anche un po’ presa perché ero in bagarre con altre vetture e qualche giro in più mi avrebbe probabilmente permesso di avanzare in classifica. Quando poi ho capito cos’era successo ho reputato la scelta dell’organizzazione più che giusta, innanzitutto per permettere soccorsi più veloci e in secondo luogo come forma di rispetto verso la famiglia Silvester. Sicuramente ci saranno pareri discordanti e magari Wolf avrebbe voluto che la gara continuasse, però a mio avviso la sospensione è stata la decisione più consona“.

A Le Mans invece la corsa è continuata e i soccorsi sono avvenuti in regime di Safety Car. La situazione era abbastanza sicura, secondo te?

Penso che in competizioni come la 24 ore di Le Mans, così come tutte le gare importanti come questa, gli organizzatori, i commissari, lo staff medico e coloro che si occupano della sicurezza siano pronti a tutto: si corre a velocità pazzesche e a ritmi serratissimi, l’incidente è dietro l’angolo dal primo minuto di gara sino all’ultimo. Sono sicuro che, seppure in regime di Safety Car, i soccorsi siano stati adeguati e pronti ma purtroppo non c’è stato niente da fare. Negli ultimi tempi la sicurezza è cresciuta esponenzialmente ed è per questo che avvenimenti del genere scioccano così tanto“.

A tuo avviso la gara doveva essere interrotta oppure è stato corretto continuare?

“Ho letto che sono stati i familiari del pilota a chiedere di continuare la gara. Personalmente però ritengo più adatta la decisione presa dai commissari e dalla direzione gara del VLN. Le situazioni del Nurburgring e di Le Mans non erano poi così differenti e avendo vissuto la stessa situazione poche ore prima immagino quanto sia stato difficile per i piloti correre sapendo che uno dei loro “compagni d’avventura” ha appena perso la vita. Io mi sarei sentito un pò in colpa a continuare, a manifestare tutto l’agonismo, la voglia di gareggiare e di andare sempre più veloce, il sogno di ogni pilota, professionista e non, che ha questa grande passione. Ammetto però che era da rispettare la volontà della famiglia. Non ci sono decisioni corrette e decisioni sbagliate in questi tristi avvenimenti. E’ stato un weekend veramente duro per il mondo del motorsport”.