Un autodromo «italiano» a Tenerife: la nuova sfida di Walter Sciacca

Walter Sciacca assumerà al termine dei lavori la carica di direttore generale del Centro Insular del Motor de Tenerife

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Foto di gruppo nel giorno della posa della prima pietra del Centro Insular del Motor de Tenerife

Un’anima molto italiana. Parte da questo presupposto la nuova avventura dell’autodromo delle Isole Canarie denominato Centro Insular del Motor de Tenerife, a una sessantina di chilometri dalla capitale Santa Cruz e nelle vicinanze dell’aeroporto Reina Sofia, più precisamente nel comune di Granadilla de Abona, la cui presentazione ufficiale corredata dalla fatidica posa della prima pietra è avvenuta lo scorso 29 agosto. Tra le personalità intervenute, spiccano i nomi di Carlos Alonso, presidente del Cabildo, ovvero il locale governo dell’arcipelago, Riccardo Ferretti, amministratore della società Onda Rossa SL, e Walter Sciacca, già amministratore delegato e direttore dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, che ha accettato con entusiasmo di fornire la sua consulenza per il piano di gestione e di sviluppo dell’ambizioso progetto in attesa di assumerne la direzione generale al momento dell’inaugurazione dell’impianto prevista, come annunciato in sede di conferenza stampa, nel maggio 2018.

Inevitabile snocciolare qualche cifra per meglio comprendere la portata dell’iniziativa: quaranta i milioni di euro necessari per la realizzazione dell’opera, 4.068 i metri che misurerà il circuito, composto da dieci curve a sinistra e cinque a destra, un rettilineo principale di 819 metri e una velocità massima che stando alle simulazioni dovrebbe superare i 310 chilometri orari. Gli ingredienti per un autodromo dal respiro internazionale, dunque, ci sono tutti, come ha rivelato in anteprima lo stesso Sciacca, un passato da pilota, organizzatore e uomo dei circuiti, ai microfoni dei colleghi del network online Panorama.it: «Il Circuito del Motor di Tenerife avrà al suo interno numerose attività industriali e commerciali che stiamo definendo e che lo renderanno unico nel settore. Tra le altre cose, tanto per fare un esempio, all’interno della nostra struttura stiamo cercando di realizzare il primo Centro Internazionale Automotive e Motorsport collegato all’Università e alle tante realtà presenti in tutto il mondo, con laboratori di ricerca e metodologie di sviluppo all’avanguardia. In sostanza, definirlo “autodromo” è riduttivo: sarà un polo tecnologico di assoluta eccellenza nell’automotive e nel motorsport». Perché un circuito, ai giorni nostri, da solo non basta più, visto che i bilanci d’esercizio di un’attività economica così complessa e articolata necessitano di essere monitorati su base annua e non possono quindi fare affidamento su pochi eventi finanche di valenza assoluta.

La posa della prima pietra che ha di fatto inaugurato i lavori per il nuovo autodromo di Tenerife

 

«I test, le prove delle Case automobilistiche, motociclistiche, di pneumatici, così come le presentazioni stampa dei nuovi modelli, gli incentive, le scuole di guida, e tutte le attività legate alla sperimentazione e allo sviluppo saranno certamente un punto importante. Contiamo di costruire anche delle strutture permanenti per permettere alle aziende di avere la loro base all’interno del nostro autodromo». Una dichiarazione d’intenti, quella del futuro direttore generale Sciacca, che non lascia spazio a dubbi e ritrosie dinanzi a un progetto già ben delineato. Il circuito canario, che una volta ultimato punta ad ottenere l’omologazione di Grado 1 per quanto attiene ai parametri adottati dalla Federazione Internazionale dell’Automobile e dalla Federazione Internazionale di Motociclismo, si pone comunque l’obiettivo di ospitare gare e test di risonanza internazionale potendo disporre di sei tratti di collegamento interni al tracciato in grado di dare origine a nove possibili configurazioni diverse con la chance teorica, sebbene non utopistica, di allestire più eventi in simultanea.

Innovazione, attenzione alle nuove tecnologie e una buona dose di passione unita alla sana concretezza delle aziende italiane che non hanno timore di sfoderare il proprio know-how industriale: la missione intrapresa dal colosso delle costruzioni Axia, azienda con sede a Reggio nell’Emilia capace di aggiudicarsi l’appalto pubblico europeo salvo poi provvedere alla costituzione della società canaria Onda Rossa SL, proprietaria dell’impianto, affidandosi alla comprovata professionalità dell’ingegner Adamo Leonzio, poggia su ottimi binari che, come detto, nell’arco di ventuno mesi porteranno all’inaugurazione del Centro Insular del Motor de Tenerife, il «primo e unico costruito su un’isola dell’oceano Atlantico».

A Walter Sciacca, già amministratore delegato e direttore dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, l’onore di avviare i lavori

«Sarà una pista tecnica, divertente e sicura», la puntualizzazione di Walter Sciacca, che attraverso la sua società MPA Motorsport Professional Advice intende servire su un piatto d’argento agli abitanti dell’arcipelago, forti di un clima particolarmente favorevole nei mesi invernali, un autodromo da vivere tutto l’anno complice «un numero di appassionati molto significativo che ci consente, numeri alla mano, di ipotizzare una loro fattiva partecipazione sia come utilizzatori del circuito sia come spettatori di gare ed eventi». Anche gli appassionati italiani, magari semplicemente interessati a svolgere dei test drive a bordo della propria moto o della propria auto, potranno godere della pista, delle sue infrastrutture e dei benefici climatici del luogo grazie ai numerosi voli che collegano l’Italia alle Isole Canarie usufruendo di pacchetti turistici dedicati che i vertici del Centro Insular del Motor de Tenerife hanno già allo studio per promuovere vacanze all’insegna di motori e divertimento in un contesto dalle potenzialità molto elevate.