Mattia Donolato ci racconta la sua esperienza nel kartcross al mondiale di Franciacorta!

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La mia esperienza riassunta in poche parole? Beh, potrei intitolare questo articolo: “Il più veloce degli italiani!”

Ma andiamo con ordine, dall’inizio di questa magnifica avventura.  Partenza da casa giovedì dopo pranzo , carichi e pronti per vivere un’esperienza incredibile: io che corro in una gara a titolazione mondiale! Un sogno! Direzione Franciacorta , arriviamo per le 18 e scorgo subito il mio compagno di giochi! Eccolo il mio kartcross: 120cv alla ruota , 135 al motore, bello, nuovo, giallo e viola come la macchina di mio padre! Mi riprendo, dopo due carezze e con gli occhi gonfi di gioia vado a dormire che l’indomani si inizia a far sul serio!

10714888_10204037013639493_902359245_nIl venerdì inizia molto presto e da subito scandisce un ritmo incalzante: alle 8.30 ci sono le verifiche tecniche e sportive , alle 9.30 si entra in pista per le prove libere. Ho sognato per due mesi questo momento e finalmente è arrivato! Entro in pista, sono tranquillo e cerco di contare i battiti del cuore. Il commissario mi fa l’ok, ora tocca a me! Parto, trovo subito un buon feeling con la macchina. Dietro di me c’è il pilota ufficiale Bauer e lo lascio passare avanti, così posso spiargli le giuste linee. Sono 9 giri intensi, le traiettorie ideali bisogna capirle da subito, già dal secondo giro, perché bisogna imparare a conoscere la macchina, bisogna entrare in confidenza. Deve crearsi un rapporto di fiducia, sembra quasi un essere vivente. Bisogna passare da darle del “Lei” a darle del “Tu”, ed anche piuttosto velocemente.

Alla prima presa di contatto mi diverto molto, a fine sessione cerco subito i tempi. So che ho tirato, voglio vedere se l’hanno fatto anche gli altri. Non mi sono mai confrontato con piloti ufficiali, voglio scoprire qual è il mio livello. Ecco la classificai! Ho il foglio in mano, scorro i risultati dal basso verso l’alto cercando il mio nome: quarto!!! Sono strafelice, anche se so che sono solo prove libere e quindi contano fino a un certo punto. Però meglio essere davanti che dietro, no?

Briefing con il direttore di gara, ci ricorda le regole, le solite, sto attento soprattutto al semaforo e alla falsa partenza, 5 secondi, rosso e verde. Ok, no problem! Neanche il tempo di bere un bicchier d’acqua e ci troviamo in pista per le qualifiche. Ho 10 giri a disposizione, decido di sfruttare i primi 5 per capire meglio la macchina e gli ultimi 5 per cercare il tempo. Mi trovo bene, sono tranquillo, non ho niente da perdere e sono il rookie della combriccola… Ho solo che da guadagnare!

10719148_10204037018239608_853674602_nComincio a tirare, mi accorgo di andare veramente forte quando non vedo più il pilota che mi seguiva. Faccio i miei giri con calma, cercando di limare il tempo giro dopo giro. Quando torno ai box mio padre mi corre incontro e mi abbraccia. E’ felice come un bambino: sono terzo assoluto e primo degli italiani!! E tra l’altro anche l’unico italiano che andrà sotto i 52 secondi in tutto il weekend! Ma questo lo scoprirò solo dopo! 😛

Gli avversari sono tosti e forti, lo spagnolo è imprendibile, in rettilineo viaggia troppo ed in curva è superiore a tutti e si vede. Davanti a me c’è anche il mio compagno di squadra, Xavier. Siamo in buoni rapporti, è un gran bravo ragazzo così vado da lui e mi faccio confessare qualche segreto da utilizzare nelle manche del pomeriggio. Sono nel raggruppamento “alpha”, mentre lui è nell’altro, il “beta”.

Parto in seconda fila, sono meno tranquillo della mattina, l’emozione comincia a farsi sentire. Il commissario mi raccomanda: “Cartello dei 5 secondi, si accende il verde e partite!” Non lo sento bene, capisco solo “5 secondi e verde“! Parto 2/3 decimi dopo e la cosa mi costa subito tre posizioni. Alla fine resto quinto sotto la bandiera a scacchi, non riesco a recuperare causa fango e occhiali inceppati!

Nella seconda manche parto quinto e questa volta indovino la partenza. Lotto con Negri e Pigato e conquisto la terza posizione. Sono tranquillo e inizio a rendermi consapevole che possiamo fare bene nel resto del weekend.

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Il sabato è il giorno dedicato alla semifinale. Parto terzo in prima fila, lo start è perfetto, sono primo! In curva però mi aggancio con Serraiotto e parte una carambola che coinvolge anche Negri, che va a muro piuttosto violentemente, lasciandoci una rotula. Nonostante il crash, finisco secondo ma con l’amaro in bocca per aver scoperto una pista non proprio sicura per delle vetture a ruote scoperte e la direzione gara che, nonostante la gravità del crash, non ferma la gara con bandiera rossa.

La cose vanno avanti veloce intanto, arriva il momento della finale, riesco a rimanere tranquillo nonostante la notizia del problema alla gamba di Negri, a cui vanno ancora una volta tutti i miei migliori auguri. Parto bene, nonostante un errore della direzione gara che ci da il cartello dei 5 secondi ma che poi ci tiene in attesa per ben 12! Poveri motori! Lo start è buono, non perdo posizioni ma ancora una volta mi aggancio con Serraiotto e finisco largo, centrando il cordolo che mi fa da rampa e decollo. L’atterraggio è abbastanza violento, mi ritrovo con lo sterzo storto, forti vibrazioni (come se non ce ne fossero già abbastanza) e per di più in rilascio e in staccata il kart mi resta accelerato.

Non mi do per vinto e tento un recupero impossibile. Finisco ottavo, ma mi tolgo la soddisfazione di firmare il miglior secondo crono in gara e consapevole che più di così non si poteva fare in quelle condizioni.

10654154_10204037014559516_1319114138_nOra che mi sono fermato e l’adrenalina sta pian piano lasciando il posto ai ricordi e alle sensazioni, non posso che assicurarvi che è stata un’esperienza unica e forse irripetibile. Correre davanti a così tanti spettatori urlanti è stato semplicemente spettacolare! Mi rimangono i tanti complimenti e la consapevolezza di aver fatto molto bene. Un giorno potrò dire: “Io c’ero! E andavo pure forte per giunta!

Prima di salutarvi però qualche ringraziamento è d’obbligo oltre che strasentito! Un grazie va a chi mi ha trasmesso questa passione e mi ha permesso di coltivarla, come mio padre, mio nonno e tutti i miei familiari che mi hanno sostenuto ed aiutato. Ma come dimenticare i fratelli Grieco che hanno organizzato la gara, Jean Philip, un autentico santo di pazienza e colui che forse più di tutti ha creduto in me, Xav Bauer per i consigli su come assettare al meglio le sospensioni, Stéphane Laurent e Clément Augereau per il fantastico mezzo che mi hanno preparato insieme ai ragazzi del Funny Team! A proposito, che dire dei miei meccanici Luca Fumarola e Daniele Tognon? E se in questo articolo c’è qualche foto in cui sembro perfino un pilota, tutto il merito è dei ragazzi di BMFotoAuto! 🙂 GRAZIE A TUTTI VOI per aver reso il mio sogno una bellissima realtà!

Vi lascio col video della finale ripreso dal mio camera car e la foto della mia vettura post gara (nella foto quissù). Notare le condizioni del musetto e la…convergenza aperta! 😛

A presto!

Mattia

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