Calura a Singapura

Raikkonen finisce addosso alla Red Bull di Verstappen: il GP Singapore si è deciso in un centinaio di metri (© Photo4)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SINGAPORE – La smorfia di Arrivabene dopo il disastro Ferrari alla prima curva sintetizza lo stato d’animo della crew di Maranello che deve ingoiare in un solo boccone l’intollerabile rospo di vedere Vettel e Raikkonen subito esclusi dal Gran Premio sulle tortuose stradine di Marina Bay complici una serie di fattori sfavorevoli, tra cui Verstappen e l’avvio su pista bagnata, tanto da gettare alle ortiche la pole position cristallina di Sebastian. Partire davanti ed evitare guai al via: l’impresa è riuscita a metà anche perché Kimi in qualifica non ha tenuto il passo delle Red Bull. Se fosse un incontro di boxe, la gara in notturna di Singapore assomiglierebbe più a «Drama in Bahama», vedi il titolo del match Ali-Berbick a Nassau con il campionissimo di Louisville malinconicamente allo sbaraglio, che a «Thrilla in Manila», epica sfida tra lo stesso Muhammad e Frazier nelle Filippine. Nel dubbio, viste le elevate temperature e l’incidente alla partenza, si preferisce optare per «Calura a Singapura» che omaggia italiano e malese. Il vero problema, per la Rossa, è che Hamilton inanella la terza vittoria di fila prendendo il largo in classifica; a distanza di sicurezza Ricciardo e Bottas, mentre giù dal podio splendono Sainz, quarto, e il bistrattato Palmer, sesto su quella Renault che presto cederà allo spagnolo. Certe notti, diranno un bel po’ di tifosi citando Ligabue, non vale proprio la pena di fare le ore piccole.

Twitter @Fra55oni