Capitan Zero

Il Mondiale 2016 di Rosberg è stato da numero uno: a Yas Marina il secondo posto lo ha incoronato campione (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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ABU DHABI – Serviva una prova di forza, segnatamente un provvidenziale cocktail di maturità e concretezza chiamato a frenare la naturale voglia di vincere del campione del mondo 2016 di Formula 1, il «piccolo» Rosberg diventato grande all’età di 31 anni sulla pista di Yas Marina tanto da pareggiare i conti con papà Keke, iridato nel 1982 complice una vittoria all’attivo contro le nove assommate da Nico in questa stagione. I dieci trionfi di Hamilton, l’ultimo nel Gran Premio di Abu Dhabi, non sono bastati: eppure Lewis il Mondiale non l’ha perso solo in Malesia, dove la sua power-unit Mercedes è finita arrosto, ma anche in Spagna, vedi l’inopinato incidente al via con il compagno di squadra. Rosberg ripete dunque l’impresa di Damon Hill, campione sulla scia del padre Graham, forse il più bistrattato Capitan Zero della Formula 1: tempra robusta, ma il numero uno di quella Williams stratosferica doveva essere Jacques Villeneuve. Oggi come allora, ufficialmente il fuoriclasse è un altro, anche se stavolta Nico centra meritatamente l’obiettivo. Stregata dalla Luna arabica la Ferrari di Vettel, terza, poi Verstappen, Ricciardo e Raikkonen a completare la top 6. Animali fantastici e dove trovarli: questo è il Circus, bellezza, con il suo bagaglio extralusso di personaggi e storie da raccontare. Di maghi e stregonerie in stile Harry Potter nessuno ha avvertito la mancanza.

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