Curva Kvyat

Una frenata al limite di Kvyat nelle qualifiche del GP Russia: al via ne farà le spese Vettel… (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SOCHI – La proposta potrebbe avanzarla Vettel medesimo: intitoliamo una curva del Sochi Autodrom a Daniil Kvyat. Al russo di Roma, un promettente avvio di carriera in Italia con uno speciale attaccamento ai colori rosso porpora della «Magica» e del totem Totti, è già stata intitolata una tribuna del «suo» circuito, ovvero la numero quattro che permette agli spettatori di godere appieno delle curve due, tre, quattro e cinque. Nelle prime fasi del Gran Premio di casa, però, il pilota nativo di Ufa ha pensato bene di tamponare due volte la Ferrari di Sebastian; e se a Shanghai, terza tappa 2016, Vettel non aveva motivo di lamentarsi dell’alfiere Red Bull, stavolta dalla parte della ragione c’era il tedesco. Perché va bene partire a tavoletta quando vettura e circostanze lo richiedono, ma qui Kvyat, forse infastidito dalle voci che lo danno vicino a cedere il volante a Verstappen, ha calcolato male spazi e tempi. Niente che potesse disturbare il poker di Rosberg, solo in cima alla graduatoria, con Hamilton secondo, Raikkonen a podio e i vari Bottas, Alonso e Magnussen capaci di regalarsi una matrioska di emozioni da top ten. La Russia, il russo e le Rosse: accordi e disaccordi che nel calcio illuminano il volto di Kvyat mentre in pista, così sembra, lo trasfigurano alla stregua di un toro aduso ai ritmi dell’arena. Prossimo round a Barcellona: Vettel avvisato mezzo salvato?

Twitter @Fra55oni