Ein bisschen Deutsch

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap]«S[/dropcap]prichts du Deutsch?». È la domanda che deve aver posto a Bianchi la Marussia numero 22, forse ammaliata dall’anfiteatro naturale dei boschi dell’Eifel, prima di fare fuoco e fiamme nel Gran Premio di Germania salvo poi andarsene in giro da sola così da provocare l’ingresso della safety car. Probabile che Jules, francese di Nizza, abbia ribattuto: «non, je ne regrette rien» al posto di un più diplomatico «ich spreche ein bisschen Deutsch», mandando su tutte le furie i delicati ingranaggi della MR02. Pericolo scampato, dunque, a vantaggio di un rush finale (ma il regista Ron Howard, ospite al Nuerburgring, non c’entra) a dir poco adrenalinico. Agli antipodi le espressioni dei due Norbert (Vettel, orgoglioso papà di Sebastian, e Haug, ex Mercedes a disagio nel box della Stella). Evaporati dall’oggi al domani gli intenti di sciopero dei piloti, che se vestissero le divise dei conducenti di autobus in Italia avrebbero non pochi problemi a far valere le proprie ragioni. «Chi boicotterà la gara perderà la superlicenza», l’ammonizione di Ecclestone alla vigilia. Niente di nuovo sul fronte della FOM, a parte il malcapitato cameraman investito da una ruota di Webber…