Et voilà, Ogier, c’est fait!

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap]«R[/dropcap]ien ne va plus, les jeux sont faits». Chissà quante volte, i vacanzieri italiani della Costa Azzurra, avranno udito questa espressione utilizzata dal croupier di turno al tavolo di un casinò d’Oltralpe. Dopo un certo momento, infatti, le fiches non si possono più spostare e toccherà alla pallina della roulette determinare l’andamento della «puntata». Per Ogier, splendido istigatore della Volkswagen Polo R WRC all’assalto del Mondiale Rally 2013, l’avvio di stagione ha riservato tre trionfi consecutivi (Svezia, Messico, Portogallo) e una piazza d’onore (Montecarlo) su percorsi molto diversi. Sébastien, insomma, è in fuga nella classifica con 54 lunghezze di vantaggio su Hirvonen. Un altro transalpino celebre, nel frattempo, è stato naturalizzato russo dopo la querelle con il presidente Hollande: sì, proprio lui, Depardieu, che ha abbracciato l’ex Unione Sovietica complice la tassa sui super-ricchi sventolata da «Monsieur le Président». Ogier, a differenza del tesoriere Augier, travolto dallo scandalo «offshore leaks», gioca a conti aperti, e di questo passo già in estate potrebbe ipotecare il primo iride in carriera. Adesso è il suo «patrimonio» a fare gola.