Faggioli e Cairoli, rima baciata

Simone Faggioli al volante della Norma M20 FC nei colori dello sponsor Socage (© Socage)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Uno è il dominatore indiscusso delle salite continentali che annoverano quattro ruote, l’altro ha fatto incetta di titoli mondiali nel motocross affermandosi come il pilota più implacabile su due ruote nei circuiti sterrati meno ospitali del pianeta. Entrambi pluricampioni assurti a vere e proprie icone delle rispettive specialità, forse Simone Faggioli e Antonio «Tony» Cairoli, il primo toscano e il secondo siciliano, non hanno mai avuto l’opportunità di stringersi la mano a vicenda, eppure se lo facessero svilupperebbero probabilmente una tonitruante ammirazione reciproca da grandezze del motorsport squisitamente proporzionali. Perché a una settimana di distanza l’uno dall’altro, Faggioli a tracciare idealmente la strada e Cairoli a seguirlo, i due italiani over 30 hanno sistemato in cassaforte l’alloro europeo numero dieci, record assoluto delle salite davanti al leggendario Mauro Nesti, e la maglia iridata numero nove a parità di primato con Valentino Rossi, asso delle due ruote su pista peraltro molto più celebrato, un passo indietro rispetto all’idolo Stefan Everts. Ilirska Bistrica, cittadina della Slovenia lambita dal fiume Timavo, e Assen, tempio olandese del motorismo a due ruote, hanno suggellato le imprese di Simone e Antonio e dei loro destrieri, la Norma M20 FC e la KTM 450 SX-F. Peccato soltanto che dell’Italia da record certa stampa nostrana generalista nemmeno se ne accorga, soprattutto se non c’è di mezzo un pallone.

Twitter @Fra55oni