FI(F)A Confederations Cup

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

[dropcap]I[/dropcap]l Brasile è ormai assurto al ruolo di protagonista delle manifestazioni sportive internazionali. Dal calcio giocato, complici la FIA (pardon, FIFA!) Confederations Cup 2013 e i Mondiali 2014, fino alle Olimpiadi che nel 2016 si svolgeranno nel Paese del Cristo Redentore, capace di creare suggestive commistioni tra il misticismo, la ricchezza di idee e la povertà di una buona fetta della popolazione, tutto sembra ruotare attorno all’asse San Paolo-Rio de Janeiro. Eppure, anche nel vivace sport brasiliano dominato da atleti scolpiti dal sole e dalla fantasia al potere, c’è da fare i conti con qualcosa che non ha funzionato. Già, la Formula 1. Perché, a quasi venti anni dalla scomparsa di Senna avvenuta l’1 maggio 1994 a Imola, sulla griglia di partenza dei Gran Premi 2013 il Brasile deve affidarsi al solo Massa? «Cafusa», questo il nome scelto per il pallone Adidas della Confederations, secondo voci autorevoli richiamerebbe in una parola il calcio, il carnevale e il samba. Non l’ex milanista Cafu, che l’ha tenuto in mano nella cerimonia FIFA. E la Formula 1, che ha prodotto campioni quali Fittipaldi, Piquet Sr. e Ayrton? Forse conviene aspettare i Mondiali…