I clown (buoni) del Circus

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

[dropcap]S[/dropcap]otto con la premessa. Parlare di clown nel «circo» della Formula 1 del terzo millennio potrebbe risultare offensivo nei confronti dei cavalieri del rischio che dissimulavano il pericolo insito nelle competizioni d’antan inventandosi scherzi ai colleghi e ridendosela di gusto nelle pause dei week-end di gara, laddove ci sarebbe stato da far rizzare i capelli a chiunque lasciasse prevalere un pizzico di ragione sul piede destro. Prendiamo Rosberg e Button, elencati in rigoroso ordine di guascona giocoleria. Il primo, erede emancipato di Keke, nella simpatica baldanza anni 80 ci avrebbe sguazzato a meraviglia. Tutti, nel paddock, temono la sua battuta pronta e una certa propensione alla burla nata forse sui banchi di scuola a Montecarlo. Memorabili, poi, i siparietti pre GP di Nico con l’inviata della Rai Stella Bruno. Jenson parrebbe uno serio, eppure una volta tagliato il traguardo da vincente a Melbourne 2009 diede ad intendere di essersi attardato in uno “special post-race debriefing” con la bella fidanzata Jessica. Ringraziamo il tedesco Steinbrück, noi però ci teniamo stretti i due spassosi «clown» da 300 all’ora.