Il ritorno di Spli(n)tter e la lezione di Fonzie

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap]O[/dropcap]rmai è un classico. Il regolamento tecnico della Formula 1 sembra essere stato redatto per tenere di tanto in tanto occupato il delegato Whiting. Nello specifico, dopo Sepang gli uomini della FIA avrebbero messo sull’avviso tre teams, in rigoroso ordine alfabetico Lotus, Mercedes e Red Bull, i cui splitter posti sotto la scocca si sarebbero rivelati un po’ troppo flessibili al controllo effettuato una volta scesa la bandiera a scacchi. In Cina, dunque, ci sarà (ma c’è chi parla di scampato pericolo) da mettersi in regola. «Ciò che importa non è l’arma ma il guerriero che la usa», sosteneva il saggio Splitter (pardon, Splinter!) intento ad ammonire le (quattro e non tre!) tartarughe ninja del cartoon imbevuto di connotati zen in salsa giapponese. A Shanghai sapremo se le news trapelate contengono un fondo di verità. A proposito di saggezza, però, le due commissioni incaricate da Napolitano tornerebbero utili in Red Bull per ristabilire una convergenza tra Webber e Vettel. La pace tra i due, indotta da Horner, non convince molto, e diventa difficile immaginarli con la giacca di pelle nel talent “Amici” della De Filippi alla stregua di un Fonzie-Renzi qualsiasi. Compagni sì (per ora), amici mai.