La Barceloneta 2

I meccanici circondano la SF70H di Raikkonen: con le gomme supersoft il finlandese ha acceso le speranze ferrariste (© Photo4)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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BARCELLONA – Sette camicie in otto giorni complessivi di test: non è il remake poco riuscito del celebre film «7 chili in 7 giorni» interpretato oltre trent’anni fa dalla coppia comica nostrana Verdone-Pozzetto, bensì la summa ideale delle fatiche sostenute dai piloti e dalle dieci scuderie iscritte al campionato del mondo di Formula 1 edizione 2017 sul circuito di Montmelò, in Spagna, sede della seconda e definitiva tornata di prove pre-stagione conclusa ieri. Stessa pista della scorsa settimana, ma tanti “pescecani” diversi impazienti di sguazzare in un mare giocoforza troppo piccolo per contenere le ambizioni iridate di Mercedes, Ferrari e Red Bull, rivali annunciate in un Mondiale nemmeno agli albori che potrebbe riservare svariate sorprese. La Barceloneta 2, per dirla con il nome del quartiere marinaro divenuto un punto d’attrazione del capoluogo catalano, propone Raikkonen contro le barriere il secondo giorno e poi recordman sul giro in 1:18.634 nell’ultimo tuffo prima di fermarsi, Hamilton e Bottas consistenti ma forse meno incisivi del previsto, un duo Red Bull prudente e una McLaren già sul lettino dello psicanalista. Solo chiacchiere e distintivo? Di intoccabili, per adesso, non ce ne sono, complice un paddock a geometrie variabili che se fosse l’Unione Europea piacerebbe a Hollande. Il 26 marzo, in Australia, stop alle frasi di circostanza e largo al primo verdetto.

Twitter @Fra55oni