La pista sensuale dei belgi

La Mercedes di Hamilton precede la SF70H di Vettel: anche il GP Belgio è vissuto sulla sfida tra Lewis e Sebastian (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

SPA-FRANCORCHAMPS – Ickx, Boutsen, Gendebien, Lucien Bianchi, prozio dello sfortunato Jules, Frère e Mairesse: i piloti belgi di Formula 1 capaci di lasciare una traccia indelebile nel Circus si contano sulle dita di una mano o poco più, eppure è proprio a ridosso delle verdi colline delle Ardenne che sorge il mistico circuito concepito negli anni Venti del secolo scorso e ritenuto dalla stragrande maggioranza degli addetti ai lavori l’università della guida dai tempi in cui un giro del tracciato misurava quattordici chilometri. La pista sensuale di fiamminghi e valloni, da non confondersi con le velleità del film manifesto «La vita sessuale dei belgi» di Jan Bucquoy, titolo fuorviante ma efficace, riserva dolcissime emozioni a Hamilton, maestro di Eau Rouge e Raidillon a quota sessantotto pole position come Michael Schumacher, che a Spa-Francorchamps guarda tutti dall’alto regolando le ambizioni del «rinnovato» Vettel, pimpante secondo sulla Ferrari, e Ricciardo, terzo davanti a un Raikkonen penalizzato e a un Bottas non al top della forma. Ennesimo kappaò tecnico per Verstappen, qui storicamente in grado di sfoderare mosse da arti marziali miste alla Conor McGregor nelle pur ridotte chances Red Bull. Spa acronimo di Società per Azioni? Forse sì, se ci si lascia avvolgere dal fascino concreto della pista belga e da ciò che potrà essere il Gran Premio di Monza.

Twitter @Fra55oni