Le vacanze di Mr. Binotto

Arrivabene, numero uno della Ferrari sulle piste del Mondiale, ringrazia Binotto: la SF70H va in ferie serena (© Ercole Colombo)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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BUDAPEST – I primi cinque delle qualifiche terminano nell’ordine il Gran Premio d’Ungheria. Settanta giri da affrontare tutti d’un fiato, nonostante i pochi stravolgimenti complici una pista tortuosa da sempre ostica per i sorpassi e il solito caldo opprimente di fine luglio sulle rive del Danubio, per arrivare a stabilire che Vettel ne aveva più di Raikkonen e Bottas, entrambi sul podio, a dispetto di un problema allo sterzo della sua SF70H, abbastanza grave da metterne in dubbio la vittoria fino agli ultimi passaggi di gara. Perché per il resto, guaio di Sebastian a parte, la doppietta Ferrari è ben presto diventata una certezza, tanto che nemmeno Hamilton, quarto dopo aver cavallerescamente restituito la terza piazza a Valtteri, ha potuto fare molto se non accontentarsi di precedere Verstappen, penalizzato con malizia per la spinta rifilata in partenza al Ricciardo furioso (la Red Bull non si era forse già azzoppata da sola?), e il guascone ma concreto Alonso. Salutato l’Hungaroring, la Formula 1 va in vacanza e con lei Mattia Binotto, direttore tecnico della nuova Rossa: il Mauro Forghieri del 2017, occhiali e sguardo vispo così simile a quello dell’ingegnere alla corte del Drake, si gode finalmente i prelibati frutti della rivoluzione maranelliana. Tra Budapest e Spa-Francorchamps, in fondo, ballano tre weekend di pausa e almeno altrettanti litri di champagne.

Twitter @Fra55oni