Líder Máximo

Max Verstappen in trionfo al termine di un GP Malesia vissuto da protagonista (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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SEPANG – Il boato della marea arancione, presente in forma sempre più massiccia negli autodromi del Mondiale di Formula 1, saluta entusiasticamente la prima vittoria stagionale dell’idolo Verstappen, a digiuno di successi da Barcellona 2016 che lo vide subito al top dopo la promozione in Red Bull al posto di Kvyat, or ora allontanato da Toro Rosso per fare spazio a Gasly. Difficile trovare un modo migliore per festeggiare il ventesimo compleanno, coinciso con il weekend del Gran Premio della Malesia: per il líder Máximo, personaggio discusso degno della misteriosa querelle spionistica tra Cuba e Stati Uniti, partenza una volta tanto tranquilla dietro al poleman Hamilton, sorpasso alla Mercedes dell’inglese e trionfo in solitaria senza bizze del meteo né safety-car a complicare le cose. Piazza d’onore per il concreto Lewis, trentaquattro punti di margine su Vettel in classifica, e terzo posto appannaggio di Ricciardo, abile nel contenere lo scatenato Sebastian in un finale ad alta tensione capace di offrire, calata la bandiera a scacchi, una violenta tamponata di Stroll ai danni del ferrarista poi costretto al rientro ai box a cavalcioni della Sauber di Wehrlein. Altra domenica da archiviare in fretta per la crew di Maranello, orfana di Raikkonen prima del via complice un guasto alla power-unit; la fortuna è cieca, ma quando spunta la Rossa ultimamente la malasorte ci mette del suo.

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