Massacanã

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]B[/dropcap]rasile a catinelle? «», ovverosia né sì né no, perché come direbbe il comico-attore Zalone, campione d’incassi al cinema con «Sole a catinelle», dalle «vasche» delle prove libere si è agevolmente passati ai più che tollerabili piovaschi di un Gran Premio in cui Vettel ha fatto tredici (vittorie in una stagione) sottoponendosi di buon grado alla prova del nove (successi consecutivi). Tutto ciò in barba al caos della pit crew Red Bull con SuperSeb in attesa dello pneumatico anteriore destro durante una interminabile seconda sosta che ha un po’ illuso gli inseguitori Webber e Alonso. A Interlagos si è celebrata la domenica dei numeri due, consapevoli e non, vedi Massa che ha ricevuto l’abbraccio da stadio della Ferrari e «Aussie Grit» capace di percorrere un tratto del circuito da uomo (quasi) libero senza i guanti e il casco; l’arresto sembra scongiurato visto che l’anno prossimo correrà nel Mondiale Endurance da pilota ufficiale Porsche. Ancora una volta l’Autódromo José Carlos Pace di San Paolo è parso il Maracanã di Rio: una bomboniera, che in chiave futura rischia di essere snaturata, complice una «torcida» degna di un derby paulista tra Corinthians e Palmeiras. Se ne riparlerà nel 2014.