Motor Show e Saloni, il fondatore Zodiaco: «Bologna si mortifica da sola»

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]«N[/dropcap]on ho mai avuto un grande feeling con Cazzola, il mio successore alla guida del Motor Show di Bologna. Dal 1981, quando è subentrato nella gestione della kermesse attraverso la società Promotor, si è sempre rifiutato di rendere giustizia al mio operato lasciandosi spesso passare per l’inventore del Motor Show. L’idea, invece, l’ho concepita e messa in pratica io avvalendomi della collaborazione di grandi campioni dell’epoca quali il centauro Agostini, il rallista Munari, l’asso della motonautica Molinari e il ferrarista Lauda reduce dal rogo della Nordschleife». Parte così l’analisi spiazzante di Mario Zodiaco, artefice di quel Motor Show costretto nel 2013 a prendersi un inverno sabbatico a causa della crisi del mercato dell’auto. «Per me Cazzola ha fatto bene a scegliere Milano annunciando l’Auto Show per il 2014. Bologna è una città che mortifica se stessa e i propri talenti, non a caso dopo cinque edizioni decisi di andarmene vendendo baracca e burattini alla Promotor. La situazione, oggi, non sembra essere cambiata: mi hanno bistrattato salvo poi mettere la museruola a chi è venuto dopo. C’è poco da fare, a Bologna se non rappresenti la cerchia di eletti non sopravvivi a lungo. In Emilia-Romagna rimane forse la passione, per il resto nutro forti dubbi sul monito Fiat e non vedo perché non si possa organizzare un Salone a Milano». Dalla campagna panamense, dove risiede, il «signor Motor Show» ha testé cominciato a scaldare i motori.

Nella foto, Mario Zodiaco autografa una Dune Buggy in un’immagine recente