Muscoli e Massa

Massa affronta la Parabolica di Monza al volante della sua Williams: il brasiliano lascerà la F1 a fine stagione (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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 MONZA – Dall’università del motorsport, leggi Spa-Francorchamps, al tempio della velocità che ha annunciato il rinnovo con Ecclestone per ospitare la Formula 1 nel prossimo triennio, gli appassionati rischiano forse di abituarsi troppo bene, a dispetto della cronica assenza di piloti italiani appena mitigata dallo straordinario weekend GP2 di Giovinazzi, primo il sabato e terzo la domenica. Con Massa, pensionato dalla Williams, e Button, futuro ambasciatore McLaren, in grado di animare la vigilia del Gran Premio d’Italia, lo spegnersi del semaforo rosso ha portato in dote la testa della corsa a Rosberg, trionfatore solitario capace di mostrare i muscoli nei frangenti propizi, un avvio stentato a Hamilton, secondo di rimonta ma tuttora leader in classifica, e un terzo posto acchiappafantasmi alla Ferrari di Vettel, piazzatasi davanti alla Rossa di Raikkonen. Così, in una Monza passata dall’acclamare le Frecce Tricolori a salutare quelle d’Argento in attesa di scovare il «pezzettino» mancante di Marchionne, il tedesco Nico ha dispensato sul podio più italianità di Seb complice un coro trascinante rivelatosi migliore del bilaterale Italia-Germania a Maranello. E se Maroni, presidente leghista della Regione Lombardia, non ha perso un capello premiando Lewis, allora significa che per Monza un futuro può esserci davvero. Che gli scandali e la politica se ne facciano una ragione.

Twitter @Fra55oni