Nico mano fredda

Rosberg transita con la sua Mercedes davanti al cartello che dà il benvenuto a Spa: gli porterà fortuna… (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]

 SPA-FRANCORCHAMPS – Un’estate caldissima. Soprattutto per le abitudini di chi conosce come le sue tasche gli sbalzi climatici e umorali delle Ardenne, una distesa di fitte foreste che vivacizza il paesaggio di Belgio e Lussemburgo accarezzando il nordest della Francia. Così, in un’atmosfera da estate addosso che strizza l’occhio all’omonima pellicola diretta da Muccino e musicata da Jovanotti di prossima uscita nei cinema italiani, ecco spiccare prepotente la figura del poleman e vincitore Nico «mano fredda» Rosberg, lesto allo start e impassibile dinanzi ai guai altrui, di fatto un interprete sopraffino di Eau Rouge, Raidillon, Pouhon, Stavelot e via deliziando nella domenica del ritorno in pista «très chic» della Formula 1 dopo le ferie d’agosto. Una gara movimentata, quella di Spa-Francorchamps, dal pasticciaccio brutto alla prima curva tra Verstappen, Raikkonen e Vettel, con l’olandese della Red Bull non immune da responsabilità e i due ferraristi rispettivamente nono e sesto in classifica, al violento incidente di Magnussen che ha messo a dura prova il sangue freddo del danese. Momento positivo per Ricciardo, secondo come a Hockenheim, mentre il pluri-penalizzato Hamilton ha saputo arrampicarsi verso un terzo posto di sostanza puntellando la leadership in campionato. Una trama intricata degna della grandezza di un fuoriclasse del calibro di Paul Newman.

Twitter @Fra55oni