No Ferrari’s Land

Vettel nella morsa delle Mercedes sul circuito di Montmelò (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

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BARCELLONA – Quattordici le doppiette di Hamilton e Rosberg, stavolta giunti sul traguardo nell’ordine inverso, pareggiando così gli uno-due della celeberrima coppia Senna-Prost simbolo del binomio (vincente) McLaren-Honda, quattordici il numero fortunato (si fa per dire) scelto dall’idolo locale Alonso, costretto alla resa anche nella sua Spagna dopo aver brevemente avvertito il profumo di una top ten che per la disastrata compagine di Woking incarna ormai una fallace seduzione. Il dopo gara catalano si porta appresso una serie di cifre che meritano di essere sviscerate, eppure l’impressione è che molte squadre abbiano preferito le lettere dell’alfabeto, dal piano B intimato a Lewis (ma l’ha poi seguito?) al piano C affidato dalla Williams a un Bottas diventato la «bestia nera» di Raikkonen. Il futuro beffa il presente della Ferrari? Per stabilirlo ci vorrà del tempo, di certo però i due finlandesi hanno dato spettacolo mentre Hamilton provava a impegolarsi da solo al via in attesa di risplendere con una strategia a tre soste e Rosberg volava indisturbato verso un successo scaccia-crisi. Perché questa è Montmelò e non Ferrari Land, il nuovo parco del Cavallino che sorgerà vicino a Barcellona: la Rossa è sì tornata ad alti livelli, ma Vettel spera in cuor suo di non aver già posato la prima pietra sulle proprie ambizioni mondiali…

Twitter @Fra55oni