Oktoberfest in India

A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap type=”circle” color=”#ffffff” background=”#ce2121″]B[/dropcap]envenuti al Gran Premio che nessuno voleva disputare. È successo a Greater Noida, periferia di Delhi, nell’India procace e contraddittoria almeno quanto una bella donna, orbata nel 2014 della Formula 1. Già in questa edizione si è rischiato l’altolà complici i (presunti?) mancati pagamenti della società organizzatrice, colpevole a quanto sembra di inadempienze fiscali. Eppure il Buddh Circuit non è nemmeno malaccio, visto e considerato che l’ha partorito Tilke. Domenica, calata la bandiera a scacchi, diventava ininfluente stabilire se la gara avesse avuto luogo nel Paese del Mahatma Gandhi o a Monaco di Baviera, tra i profluvi alcolici dell’Oktoberfest. Perché per IVettel (non è un errore di battitura), il più giovane quattro volte iridato, fendere la nebbia e inchinarsi in ginocchio da lei (la Red Bull) è parso un compitino scontato nonostante le disgrazie di «Paperino» Webber, prossimo a stipulare un’assicurazione Genertel («un sottomarino ha squarciato l’alternatore»), e le «remate» di Rosberg, secondo, e del quasi «sacro» Gro(sjean). Weekend del Gange (oops!) per Massa e Alonso: signore e signori, buonanotte. A tre Gran Premi dalla fine è ora (solare o legale vedete voi) di 2014.

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