Passione multi-Stratos

Érik Comas, qui al volante della sua Lancia Stratos, dà il via al World Stratos Meeting

 

A cura di Ermanno Frassoni (testo e foto)

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Le riviste con il programma ufficiale del World Stratos Meeting di Biella
Il nutrito manipolo di Lancia Stratos fa bella mostra di sé nell’assolata piazza del Duomo a Biella

C’era una piazza con quaranta Stratos. Potrebbe intitolarsi così lo scorso weekend di fine giugno andato in scena a Biella, cittadina piemontese molto nota tra gli esteti del comparto rally, sede del raduno mondiale Lancia Stratos promosso da Érik Comas, ex pilota francese di Formula 1, e Zenith Watches, azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, in collaborazione con NS Events, Bmt Eventi e Veglio 4×4. La centralissima piazza del Duomo ubicata nel rione Borgo, dove sorgono la cattedrale di Santo Stefano e l’antico battistero in stile prettamente romanico, ha infatti accolto a braccia aperte la compagnia rombante ben rappresentata dal manipolo di Stratos di ogni foggia e colore inebriata dall’arrivo, quasi un miraggio al primo timido calar del sole, della bianca numero 4 di Comas. Questo eterno ragazzo di 52 anni, che dopo avere militato nella massima formula per monoposto dal 1991 al 1994 su Ligier e Larrousse ha compiuto il salto nei rally storici correndo e vincendo un po’ dappertutto al volante della sua indomabile «bête à gagner» del 1974, ha ribadito al pubblico presente l’importanza di un marchio reso immortale dalle personalità straripanti di Marcello Gandini, eclettico designer della mai troppo rimpianta Carrozzeria Bertone, Cesare Fiorio, a lungo «deus ex machina» del reparto corse Lancia, Claudio Maglioli, finissimo collaudatore del gruppo, e Sandro Munari, il «Drago» dei traversi da sempre a proprio agio nel Gotha del rallismo di caratura mondiale. L’insospettabile Biella, adagiata tra le colline e le risaie, si è dunque cinta di una passione multi-Stratos, complice anche il concomitante Rally Lana valido per il campionato italiano Rally Auto Storiche che ha rafforzato e non offuscato la grande festa di un World Stratos Meeting partito nel segno della più pura tradizione da corsa. Una sinergia ottimamente studiata che ha dimostrato di saper marciare come un orologio; non è la prima volta, nel mondo del motorsport, che il rapporto tra cronometro e automobilismo sportivo riesce nell’impresa di procedere in perfetta sincronia esprimendo il concetto di vettura «viva» in quanto mezzo dinamico e non soltanto da museo. E, a Dio piacendo, non sarà nemmeno l’ultima.

Twitter @Fra55oni