Push F1, verso Abu Dhabi – Il debriefing dell’ingegnere: «Manor delusa ma pronta a reagire. Ocon prima scelta della Force India»

Saverio Carillo (© Manor Racing)

Guardare al mondo della Formula 1 con gli occhi di chi nella massima categoria per monoposto ci vive e ci lavora tutti i giorni: è questo l’obiettivo di Push F1, sorta di nuova filiazione della rubrica madre Push to Rants, che in un certo senso intende condurre il lettore in pole position, là dove si svolge la vera azione, ovverosia nei paddock e sui circuiti troppo spesso “off limits” della Formula 1.

Annotazioni e curiosità sulla vita quotidiana dei box sviscerate da Saverio Carillo, ingegnere italiano del team Manor Racing in rampa di lancio nell’esclusivo parterre dei Gran Premi.

 

 

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La Manor-Mercedes di Wehrlein in trepidante attesa sulla griglia di partenza del GP Brasile (© Manor Racing)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]«Siamo arrivati in Brasile sapendo di avere un buon potenziale da esprimere in pista, pur nella consapevolezza che la penultima tappa del Mondiale di Formula 1 edizione 2016 sarebbe stata cruciale per le sorti del campionato. Il team Sauber, in netta crescita, rappresentava una concreta minaccia per il nostro decimo posto nella classifica Costruttori, frutto del punto ottenuto da Pascal Wehrlein nel Gran Premio d’Austria disputato a Spielberg lo scorso 3 luglio». Saverio Carillo, Systems Engineer del team Manor Racing formatosi professionalmente nelle categorie propedeutiche alla massima formula nelle fila di Torino Motorsport e Carlin, non ha problemi ad ammettere che la compagine di proprietà di Stephen Fitzpatrick, imprenditore britannico al timone di Ovo Energy, leader nella fornitura di gas ed elettricità, si aspettava un assalto all’arma bianca da parte della rivale Sauber in un Gran Premio, quello del Brasile andato in scena il 13 novembre all’Autódromo José Carlos Pace di Interlagos, notoriamente prodigo sotto il profilo spettacolare.

Qualche imprevisto di troppo, soprattutto nel box occupato da Esteban Ocon, c’è stato già a partire dalle prove ufficiali, anche se dal punto di vista cronometrico entrambe le Manor-Mercedes si sono rivelate più efficaci delle Sauber-Ferrari affidate a Marcus Ericsson e Felipe Nasr. «La penalizzazione ricevuta da Ocon dopo le qualifiche per avere ostacolato la Renault di Jolyon Palmer non ci ha sorpresi ed è stata ritenuta giusta dallo stesso pilota – rammenta con onestà Carillo – un vero peccato considerando l’evolversi della gara. Nella lotta in gara tra Esteban e la Force India di Hülkenberg, invece, bisogna ammettere che Nico ha usato tutta la sua abilità ed esperienza in quella manovra che ha messo alle strette il 20enne pilota francese; il tedesco originario di Emmerich am Rhein ha infatti mantenuto la sua linea costringendo Ocon a uscire largo con un po’ di frustrazione e rabbia del pilota Manor. L’azione è stata ritenuta lecita dai commissari del Gran Premio del Brasile che non sono intervenuti per punire Hülkenberg».

Sauber davanti tra i Costruttori. Ocon pilota Force India nel 2017

«Nelle giornate di venerdì e sabato abbiamo girato in condizioni di pista asciutta, ma eravamo comunque preparati all’evenienza di un Gran Premio bagnato – spiega il “nostro” ingegnere – la strategia è stata influenzata parecchio dalla pioggia e dalle bandiere rosse che hanno sospeso due volte la gara. Stare fuori senza montare gli pneumatici intermedi nelle prime fasi è stata la scelta giusta: un forte input a riguardo è arrivato da entrambi i piloti, visto che la pista era troppo bagnata per provare a disfarsi delle gomme da pioggia estrema. Sia Ocon che Wehrlein sono riusciti a risalire la china approfittando delle molte vetture tornate ai box per ricorrere appunto alla mescola intermedia. Poco prima dell’esposizione della seconda bandiera rossa abbiamo accusato una foratura sulla vettura numero 31 di Ocon, fortunatamente però la momentanea interruzione delle ostilità ci ha consentito di cambiare le gomme sulla sua monoposto senza perdere secondi preziosi».

La Sauber di Nasr ai ferri corti con la Ferrari di Vettel: per il team elvetico due punti che valgono oro (© Photo4)
Preciso ma grintoso in Brasile, ad Abu Dhabi Ocon vivrà il suo ultimo weekend da pilota Manor (© Getty Images)

 

A lungo nella top ten del caotico Gran Premio del Brasile, che ha assegnato la vittoria di tappa a Lewis Hamilton davanti alla Mercedes gemella di Nico Rosberg, leader del Mondiale alla vigilia del “finalone” di Abu Dhabi, e alla Red Bull di uno strepitoso Max Verstappen, i pur volenterosi Ocon e Wehrlein non hanno potuto ribattere al nono posto conquistato sul campo da Nasr, capace di regalare alla Sauber la decima piazza nel campionato Costruttori complici i due punti artigliati dal brasiliano. «La nostra gara è stata una delle migliori disputate quest’anno, ma lo stesso si deve dire di Nasr, che nel Gran Premio di casa, in condizioni meteo difficilissime, non ha sbagliato nulla mostrando a fans e addetti ai lavori le sue doti di pilotaggio – annota sportivamente Carillo – nelle fasi finali della gara il ritmo complessivo delle vetture è poi migliorato, riportando le compagini più performanti nelle posizioni abituali. Purtroppo la perdita del decimo posto nella classifica Costruttori per noi significa molto: a tal proposito saremo costretti a operare una riorganizzazione del team, che contava su questi soldi per i programmi 2017. Per quanto attiene alla gestione della corsa da parte dei commissari, è difficile stabilire quale sarebbe stata la strategia più saggia da seguire. Per diversi giri non sembrava volesse smettere di piovere a Interlagos, senza contare che molti piloti si sono lamentati delle condizioni proibitive della pista. Soltanto nelle ultime tornate le condizioni meteo sono variate un po’ consentendo ai piloti di transitare sotto la bandiera a scacchi in relativa sicurezza».

I nomi di Ocon e Wehrlein, giunti rispettivamente al traguardo in dodicesima e quindicesima posizione al termine delle 71 tornate previste, sono finiti sui principali media del settore anche a causa dell’annuncio di un contratto biennale con Force India siglato dal giovane talento originario di Évreux, Alta Normandia, che lo porterà ad affiancare Sergio Perez a partire dal 2017. Per Ocon, già tester della scuderia anglo-indiana nel 2015, una sorta di ritorno all’ovile dopo le altre esperienze da collaudatore in Renault e Mercedes culminate nel debutto da titolare alla Manor, in sostituzione di Rio Haryanto, nel weekend del Gran Premio del Belgio 2016. «Certamente Pascal non l’ha presa bene. Tra lui e Ocon, il 22enne tedesco di origini mauriziane non si è rivelato essere la prima scelta della Force India in ottica 2017 nonostante la più lunga militanza da titolare in Formula 1: questo è stato il verdetto inappellabile emerso alla vigilia del Gran Premio del Brasile. Ad oggi non è ancora chiaro il futuro a breve termine di Wehrlein, di sicuro però il passaggio di Esteban alla corte della Force India lascia intendere chiaramente su quale pilota Mercedes intenda puntare nel prossimo futuro».

Massa e Button, l’ultima corsa

Il Gran Premio del Brasile è vissuto sul commovente addio dell’idolo locale Felipe Massa, all’ultima uscita davanti al suo pubblico nei panni privilegiati del pilota di Formula 1, che dopo il testacoda e il conseguente ritiro incassato al giro numero 46 dalle parti dell’insidiosissima Arquibancadas è stato protagonista di un rientro ai box da leggenda del motorsport grazie all’ovazione tributata dalla crew Williams, dai membri delle altre squadre e dai tifosi inneggianti sulle tribune di Interlagos. Anche Jenson Button, campione del mondo 2009 sulla Brawn-Mercedes, si appresta a salutare i propri fans nell’ultimo round in programma ad Abu Dhabi il 27 novembre. «La Formula 1 vive di cicli e con essi si alimenta – l’incipit del “nostro” ingegnere – capita che per anni la situazione dei piloti rimanga perlopiù immutata, poi ecco che d’un tratto si liberano tanti sedili per i giovani provenienti dalle categorie minori. Nel 2017 ci saranno molti movimenti di mercato, che almeno per adesso vedono premiati piloti di talento. Massa e Button fanno parte di una generazione particolare e in via di estinzione, quella dei piloti che hanno guidato le “vere” monoposto di Formula 1, per intenderci le vetture venute prima dell’era turbo-ibrida».

Massa sfoggia con orgoglio la bandiera brasiliana nell’inzuppata pit-lane di Interlagos (© Getty Images)
Button in azione sulla McLaren-Honda: per l’inglese un malinconico ultimo posto a Interlagos (© Getty Images)

 

«La prima volta che ho incontrato Massa correva l’anno 2000 e il brasiliano, all’epoca un 19enne di belle speranze alla prima stagione di corse nelle formule addestrative del Vecchio Continente, gareggiava con la Cram Competition nel campionato Italiano e nell’Europeo di Formula Renault 2.0, da lui dominati – incalza Carillo – io ero un ragazzino e quel giorno mi convinsi che Felipe sarebbe diventato presto un pilota di Formula 1, cosa che poi accadde due anni dopo, nel 2002, complice il suo esordio in Sauber a fianco di un altro giovane promettente, il tedesco Nick Heidfeld. Assistere al suo ritiro dalla Formula 1 a 35 primavere mette un po’ di tristezza, forse anche perché mi ricorda quanto velocemente gli anni della mia giovinezza siano trascorsi! Jenson, invece, è da tempo una vera e propria icona del Circus, legata stabilmente alla McLaren dal 2010, stagione immediatamente successiva al trionfo iridato del 36enne driver britannico maturato da alfiere della Brawn. Non è un mistero che dovremmo ritrovarlo ancora in Formula 1, sempre alla McLaren, anche se non più nelle vesti di titolare».

San Paolo a tutto churrasco. Manor pronta per Abu Dhabi

Nel fine settimana di Interlagos, per gli uomini del team Manor, c’è stato anche spazio per un po’ di svago tra partite di pallone e prelibatezze culinarie in puro stile brasiliano. «A San Paolo, enorme megalopoli di oltre undici milioni di abitanti, abbiamo alloggiato all’hotel Transamerica insieme con alcuni altri team del Circus – rivela Carillo – come da tradizione Manor, alla vigilia abbiamo disputato, nei campetti messi a disposizione dall’albergo, una partita di calcetto Ferrari-Manor, finita 8-7 per la formazione di Maranello. Gli spostamenti del team durante il weekend brasiliano sono stati volutamente ridotti al minimo, questo a causa del rischio elevato di incorrere in episodi di criminalità nella città paulista. Al sabato sera ci siamo però recati in un posto molto carino, il South’s Place, un ristorante-churrascaria tra i più noti e apprezzati di San Paolo in Avenida Roque Petroni Junior. La qualità della carne si poteva definire ottima, cosa non rara a queste latitudini, e la quantità di cibo servita non era assolutamente da meno!».

Ocon al volante della MRT05 nell’acquazzone di Interlagos: il francese ha “navigato” a lungo in zona punti (© XPB Images)

 

Così, mentre nel quartier generale di Banbury, nell’Oxfordshire britannico, il nuovo progetto MRT06 destinato al Mondiale 2017 scalpita in attesa di macinare i primi chilometri in pista all’inizio dell’anno venturo, Carillo si accosta con realismo al Gran Premio degli Emirati Arabi Uniti dove la Manor avrebbe bisogno di una vera e propria impresa per lasciarsi nuovamente dietro il team Sauber nella classifica Costruttori. «In questo frangente il morale del team Manor non è altissimo, ma la spinta a fare del nostro meglio nell’ultimo Gran Premio della stagione è davvero tanta – accende gli animi il “nostro” ingegnere – per riuscire a riprenderci la decima posizione in campionato dobbiamo portare a casa due punti ad Abu Dhabi: non sarà una sfida da poco, anche se sappiamo che il risultato di Yas Marina inciderà sulla bontà e competitività del pacchetto MRT06, oltre che sulla stessa solidità del team nel Mondiale 2017. Le simulazioni svolte in preparazione alla decisiva trasferta di Abu Dhabi sono favorevoli, ciononostante risulta come sempre difficile stabilire in anticipo lo stato di forma degli avversari in vista di un appuntamento così importante».

King e Giovinazzi verso la Formula 1? Le Case chiudono al motorsport

Abu Dhabi non assegnerà soltanto il titolo Piloti di Formula 1, ma definirà anche le gerarchie nel campionato GP2 Series che vedrà affrontarsi i due pupilli del team Prema, ovverosia il leader Antonio Giovinazzi e l’inseguitore di lusso Pierre Gasly, distanziato di sette punti dalla vetta. Nel ruolo di terzo incomodo, oltre all’altro italiano Raffaele Marciello, portacolori del team Russian Time, potrebbe inserirsi Jordan King, development driver del team Manor che all’indomani della partenza di Ocon verso i lidi Force India avrà più di una chance per esordire in Formula 1 nel 2017.

Nell’attesa di scoprire le sue carte, il 22enne pilota britannico si accomoderà nuovamente nell’abitacolo della MRT05 nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Abu Dhabi rimpiazzando lo stesso Ocon. «Jordan è sempre nel gruppo di testa della GP2, conosce la pista di Abu Dhabi ed è un combattente di razza, di conseguenza lo vedremo certamente lottare per le prime posizioni al volante della sua Dallara schierata dal team Racing Engineering – attacca Carillo – i tempi non sono maturi per pronosticare le scelte della Manor in ottica 2017: quello di Giovinazzi era un nome fatto dalla Mercedes, ma non sono sicuro che a questo punto, con la Manor priva dei quindici milioni di bonus, Antonio riesca a firmare un accordo senza essere costretto a portare in dote tanti soldi. Ad ogni modo ci sarà un comunicato su Antonio molto presto, magari proprio in occasione del weekend di Abu Dhabi. Il 22enne pilota pugliese si sta giocando il campionato da rookie in un confronto serrato con Gasly, protetto Red Bull, cosa che pochi talenti in GP2 hanno saputo fare al primo tentativo. Dopo Abu Dhabi ne sapremo di più».

King occuperà l’abitacolo della Manor nelle Libere 1 di Abu Dhabi: per il britannico un gradito ritorno dopo il Texas (© Getty Images)

 

Con i campionati più blasonati ormai agli sgoccioli se non già archiviati, il comparto motorsport deve giocoforza interrogarsi sulle motivazioni che nelle ultime settimane hanno spinto alcune grandi Case, segnatamente Audi nel Mondiale Prototipi, Lada nel Mondiale Turismo e Volkswagen nel Mondiale Rally, ad alzare bandiera bianca abortendo di punto in bianco i propri programmi agonistici 2017. «Non è incoraggiante constatare che in così breve tempo l’attenzione delle grandi Case verso il motorsport risulta essere in calo, complici le costanti defezioni e gli abbandoni più o meno improvvisi in campionati di respiro internazionale – ammette il “nostro” ingegnere – eppure il motorsport costituisce ancora un ritorno di investimento per le Case automobilistiche: detto questo, è anche vero che il mercato sta mutando rapidamente, tanto che l’ibrido e l’elettrico stanno prendendo sempre più piede nelle corse. Non resterei sorpreso nel vedere grandi gruppi convergere nell’adesione a campionati più in linea con questo trend di mercato. Penso ad esempio alla Formula E, che piace persino alla Ferrari e al suo presidente Marchionne, e che nei prossimi anni potrebbe attrarre diverse Case ormai impazienti di cavalcare la transizione verso propulsioni totalmente elettriche».

Twitter @Fra55oni