Push F1, verso Interlagos – Il debriefing dell’ingegnere: «Il tester King a suo agio nelle libere di Austin. Manor in Brasile alla ricerca di conferme»

Saverio Carillo (© Manor Racing)

Guardare al mondo della Formula 1 con gli occhi di chi nella massima categoria per monoposto ci vive e ci lavora tutti i giorni: è questo l’obiettivo di Push F1, sorta di nuova filiazione della rubrica madre Push to Rants, che in un certo senso intende condurre il lettore in pole position, là dove si svolge la vera azione, ovverosia nei paddock e sui circuiti troppo spesso “off limits” della Formula 1.

Annotazioni e curiosità sulla vita quotidiana dei box sviscerate da Saverio Carillo, ingegnere italiano del team Manor Racing in rampa di lancio nell’esclusivo parterre dei Gran Premi.

 

 

[divider]

Jordan King in azione sulla Manor-Mercedes nelle prime libere in Texas: per l’inglese esordio in un weekend di gara (© Getty Images)

 

A cura di Ermanno Frassoni

[divider]«Le impressioni ricavate dalla squadra sono state molto buone: Jordan ha svolto un ottimo lavoro nella prima sessione di prove libere ad Austin. King aveva comunque già ben impressionato il team in precedenza, nei test ad Abu Dhabi con la MR04, poi a Barcellona con la nuova macchina, confermandosi quindi sulla pista del Texas il venerdì mattina. Il 22enne pilota inglese, che sta completando la sua seconda stagione consecutiva in GP2 Series nelle fila del team Racing Engineering di proprietà del Duca spagnolo Alfonso de Orléans-Borbón, ha evidenziato i progressi in fatto di guidabilità della vettura, giudicandola finalmente divertente da condurre rispetto ai test effettuati sulla MRT05 in Spagna». Saverio Carillo, Systems Engineer del team Manor Racing, promuove in toto l’operato del development driver Jordan King, che nel weekend del Gran Premio degli Usa andato in scena ad Austin, Texas, ha preso il volante della monoposto britannica nel primo turno di prove libere del venerdì, un’ora e mezza vissuta da pilota di Formula 1, salvo poi cederlo nuovamente al titolare Wehrlein al pronti-via della seconda sessione.

«Al momento non sappiamo dire se ci saranno o meno altre occasioni per lui nella prima manche di prove libere – ammette il “nostro” ingegnere – tutto succede molto velocemente in Formula 1 e spesso le cose prendono forma all’ultimo istante utile. Le chances di King per diventare pilota titolare in Manor nel 2017 dipenderanno essenzialmente da ciò che accadrà con i nostri attuali drivers Pascal Wehrlein ed Esteban Ocon. Ovviamente in questa fase della stagione si sentono svariati rumors al riguardo, voci che coinvolgono peraltro diverse scuderie con sedili da assegnare, ma la verità è che non c’è ancora nulla di concreto all’orizzonte».

Halo: le sensazioni degli alfieri Manor

Nella trasferta nordamericana tra gli Usa e il Messico, in agenda il 23 e il 30 ottobre scorsi, i portacolori del team Manor hanno avuto modo di provare in pista per la prima volta il discusso dispositivo Halo, vale a dire il sistema di protezione della testa del pilota il cui impiego potrebbe diventare obbligatorio a partire dal 2018. I riferimenti raccolti da Wehrlein e Ocon, però, differiscono di parecchio anche a causa di un telaio adattato in corsa alle esigenze di Esteban, salito sulla MRT05 appartenuta a Rio Haryanto soltanto dal fine settimana del Gran Premio del Belgio. «L’altezza del pilota influisce molto sul feedback quando si va ad affrontare il discorso relativo al sistema Halo – conferma Carillo – Pascal non si è trovato in difficoltà all’Autódromo Hermanos Rodríguez, Esteban invece ha riportato molti problemi di visibilità nei giri percorsi al Circuit of the Americas. Questo aspetto, almeno in parte, è dovuto al fatto che la scocca della MRT05 era stata disegnata originariamente per Pascal e Rio; i successivi adattamenti attuati per consentire a Ocon di poter comodamente sedere nella scocca e rientrare nei limiti di sicurezza stabiliti dalla Federazione Internazionale hanno riguardato la seduta e la pedaliera. In tal senso non è stato possibile fare molto, pertanto la visuale di Ocon era in parte ostruita dal dispositivo Halo. In ogni caso è aumentata in generale la difficoltà dei piloti di saltare fuori dall’abitacolo, anche se i limiti di tempo imposti dalla FIA per uscire dalle monoposto sono stati rispettati».

Nonostante qualche difficoltà di troppo, Ocon ha concluso il GP Messico in ventunesima piazza (© Getty Images)

 

Ad Austin le Manor-Mercedes di Wehrlein e Ocon hanno tagliato il traguardo rispettivamente in diciassettesima e diciottesima posizione, anche se il 20enne pilota francese ha dovuto vedersela con un equilibrio aerodinamico alterato da un improvviso cedimento verificatosi sulla sua monoposto. «In gara abbiamo registrato la rottura di un elemento all’ala posteriore – annuisce il “nostro” ingegnere – questo ha fatto perdere alla vettura di Ocon diversi punti di downforce, causando anche uno sbilanciamento dei carichi tra anteriore e posteriore».

Messico, che sfortuna Wehrlein!

In Messico, una settimana più tardi, Wehrlein ha arpionato il sedicesimo crono in qualifica dopo avere incassato l’accesso in Q2 grazie all’ottimo feeling instaurato con l’impegnativo circuito intitolato alla memoria dei fratelli Rodríguez. Peccato soltanto che domenica, allo spegnersi del semaforo rosso, tra il 22enne tedesco di origini mauriziane e un buon risultato si sia messa di traverso la Haas-Ferrari dell’idolo locale Esteban Gutiérrez. «Onestamente, alla vigilia del Gran Premio del Messico, ci aspettavamo di raggiungere la Q2 con entrambe le vetture. Le caratteristiche del tracciato, infatti, erano a noi favorevoli. L’altitudine gioca un ruolo importante sulla performance dei motori, così come sull’aerodinamica, con una perdita di carico conseguente indotta dalla densità dell’aria. In questa circostanza Esteban ha fatto fatica a guidare la sua vettura per problemi di natura tecnica ancora non chiariti. Purtroppo in gara, a seguito di una non intenzionale ruotata rifilata da Gutiérrez subito dopo la partenza, i giochi per Pascal sono terminati con largo anticipo. Ritiratosi Wehrlein, Ocon ha concluso in ventunesima piazza».

Dalla gioia per l’accesso in Q2 al ko subitaneo in gara: Messico avaro di soddisfazioni per Wehrlein (© Getty Images)

 

«Con Esteban alle prese con una vettura inguidabile, siamo stati per la maggior parte della gara attenti a monitorare ciò che combinava Ericsson, arrivato a un soffio dalla top ten – annota con una certa preoccupazione Carillo – bravissimo lo svedese della Sauber, poi undicesimo allo sventolare della bandiera a scacchi, ma per noi, se Marcus fosse riuscito ad agguantare la decima posizione, la notizia avrebbe coinciso con la perdita del decimo posto nella classifica Costruttori, con una parte considerevole del nostro budget 2017 pronto a volatilizzarsi in un colpo solo. A due gare dalla fine, Brasile ed Emirati Arabi Uniti, la nostra priorità assoluta è riuscire nell’impresa di mantenere salda la posizione conquistata in campionato».

Test invernali solo in Spagna. Nuovo ingegnere a Banbury

Nelle ultime settimane il paddock della Formula 1 si è interrogato a lungo sulla possibilità di ospitare una sessione di test pre-stagione sul circuito di Sakhir, sede del Gran Premio del Bahrain, con l’obiettivo di provare i nuovi pneumatici Pirelli in condizioni climatiche più favorevoli rispetto a quelle dell’inverno europeo. «Manor è una piccola realtà, pertanto aumentare il numero dei test invernali o andare a provare in Bahrain inciderebbe sul budget stagionale – mette le mani avanti il “nostro” ingegnere – in buona sostanza, sarebbe una mossa che di sicuro non ci darebbe giovamento. Per quanto ne so, comunque, nessun test in Bahrain è stato confermato».

Haryanto al volante della Manor nel weekend del GP Bahrain 2016: niente test invernali sul circuito di Sakhir (© Getty Images)

 

Un accordo tra la Pirelli e le squadre sembrerebbe tuttavia raggiunto: due sessioni di test pre-stagione a Barcellona, sulla pista di Montmelò, a cavallo tra la fine di febbraio e la prima decade di marzo, per otto giornate complessive di prove, e un turno a campionato già iniziato sul tracciato mediorientale vicino alla capitale Manama all’indomani del Gran Premio del Bahrain. Il fronte contrario delle squadre, Red Bull e Williams in testa, pare quindi accontentato: nel piccolo regno insulare del Golfo Persico si dovrebbero svolgere le prove soltanto dopo il weekend di gara 2017 con squadre e piloti già presenti in autodromo.

«Per il 2017 la Manor manterrà il motore Mercedes e il cambio Williams – preannuncia Carillo – la novità consisterà nell’introduzione di sospensioni al posteriore non più fornite dalla compagine di Grove ma progettate direttamente da noi nel quartier generale di Banbury, nell’Oxfordshire. Il recente ingaggio di Giovanni Banzola, poi, è in linea con la necessità di rafforzare le competenze in questo ambito in vista delle importanti sfide del 2017. Nello specifico, l’ingegnere italiano ex McLaren ricopre adesso il ruolo di capo dei progetti speciali Manor».

Brasile con sorpresa? Forza Rosberg!

Riportato lo sguardo sul 2016, c’è da evidenziare che nel weekend del 13 novembre il Circus iridato pianterà le tende in Brasile, all’Autódromo José Carlos Pace di Interlagos, periferia di San Paolo, dove Wehrlein e Ocon proseguiranno la personale tenzone con le Sauber mentre là davanti Nico Rosberg e Lewis Hamilton, separati da diciannove lunghezze in classifica generale, andranno alla caccia dello spunto migliore che consentirà a uno di loro di laurearsi campione del mondo nel probabile “finalone” di Abu Dhabi. «L’obiettivo prioritario del team Manor è quello di rimanere davanti alla Sauber beneficiando così del budget premio – incalza il “nostro” ingegnere – un eventuale rimescolamento delle carte in Brasile non porterebbe dunque alcun beneficio, anche se storicamente quella di Interlagos è una pista dove per vari motivi, non ultime le condizioni meteo, le sorprese e gli stravolgimenti improvvisi non sono affatto insoliti. Da parte nostra, cercheremo di fare il possibile per difendere la posizione in classifica nella speranza di tenere dietro le Sauber anche in questa penultima prova di campionato».

Rosberg e Hamilton sul podio del GP Russia 2016: la volata per il titolo proseguirà a Interlagos e Abu Dhabi (© Getty Images)

 

«Sono convinto che sia positivo per questo sport poter contare su una lotta accesa tra Rosberg e Hamilton in Brasile – rivela Carillo – è molto probabile che il confronto per il titolo mondiale si concluda soltanto nell’ultimo round di Abu Dhabi in programma il 27 novembre. Personalmente faccio il tifo per Nico: ha lavorato molto per essere lì e merita di conquistare il suo primo alloro in Formula 1. Lewis, però, è stato ugualmente bravo a risalire la china dopo un avvio di stagione difficile che ha portato sugli scudi il meno quotato compagno di squadra tedesco».

Barbecue, gin e un po’ di folklore

Oltre al curioso episodio del serpente texano scovato da uno dei membri del team Manor nel garage della squadra ad Austin, vicenda conclusasi con una foto di rito del rettile strisciante che ha ben presto fatto il giro del mondo, per lo staff della compagine diretta da Dave Ryan, già team manager della McLaren, si è presentata l’opportunità di approfondire la conoscenza con il barbecue “made in Usa”, vera e propria istituzione a quelle latitudini, e con il tipico folklore messicano. «Quest’anno, così come nel 2015, nei giorni della trasferta di Austin abbiamo alloggiato all’hotel Radisson, molto vicino alla zona della movida notturna. Austin è una città spettacolare, alla sera tutti i locali si riempiono di gente e ci sono tantissimi ristoranti e location più rustiche in cui assaggiare il miglior barbecue americano. Il Lambert’s Downtown Barbecue è a mio giudizio il migliore provato. Il Green Mesquite, invece, è un locale molto ruspante dove poter assaggiare ugualmente un ottimo barbecue. Ad Austin i locali con musica live e in stile saloon western abbondano decisamente. Al sabato sera il team Manor ha organizzato una bella festa al ristorante Cooper’s BBQ con tanto di aperitivo e cena a seguire. Il Messico si è rivelato altrettanto piacevole e sorprendente, complici i caratteristici ristoranti ubicati a pochi passi dal nostro albergo».

L’ingresso del Cooper’s BBQ di Austin al 217 di Congress Ave (© Texas BBQ Treasure Hunt)
Una bottiglia di gin Daffy’s a tiratura limitata per celebrare la partnership con la Formula 1 (© Manor Racing)

 

Visto che il barbecue è saporito e la cucina messicana notoriamente piccante, quale occasione più ghiotta per parlare dei “Thirsty Thursday” che il team Manor manda in scena il giovedì sera sui campi di gara alla vigilia dell’apertura delle ostilità in pista? «Il “Thirsty Thursday” è un evento organizzato nella nostra hospitality per motivi di marketing – spiega il “nostro” ingegnere – ma il personale di pista non è invitato a parteciparvi per via dell’alcool servito in orario lavorativo. Sono comunque eventi abbastanza “ingessati” e di figura, niente di stravagante o sopra le righe insomma, anche se si tratta di un’idea carina e un po’ diversa dal solito per ringraziare il nostro sponsor Daffy’s che produce l’omonimo gin». Niente bagordi, dunque, almeno per il personale delle squadre, sebbene tra i colleghi giornalisti, perlopiù britannici e non si sa se ancora sobri, circoli da qualche tempo una divertente aneddotica incentrata su queste feste.

Twitter @Fra55oni